Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Silenzio

Guidi nervosamente,
un silenzio di ghiaccio ci accompagna
in un bosco bellissimo e fresco,
ti guardo e non riesci ad
incontrare il mio sguardo,
siamo arrivati,
inizi a parlare ma il vento
soffia forte e porta via le tue parole,
capisco solo che non ti vedrò mai più,
c'è una certa dissonanza
fra il tuo addio ed il posto
in cui ci troviamo,
aspetti una mia replica e
per la prima volta mi guardi.
Ma le parole rimangono incollate
come in un puzzle,
scorrono nella mia mente
le immagini del nostro
tempo insieme.
Composta martedì 21 giugno 2011
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    Scritta da: Gianni Berna
    in Poesie (Poesie personali)

    A CHÉ QUESTA VITA

    Ho avvolto la mia vita
    In uno sporco straccio
    Che ho buttato nell'oblio
    Convinto dell'inutilità del tutto
    Non so se in quell'oblio a lungo resterà
    Ho creduto
    Che quel tutto altro non era che niente
    Ora
    Un altro cesto di rifiuti
    Giace in un angolo di mondo
    Rifiuti
    Che qualcuno coprirà con terra
    E tutto sarà
    Come non fosse mai stato
    Parole sussurrate
    Parole gridate
    Parole non dette
    Desideri
    Speranze
    Pensieri d'amore
    Illusioni e delusioni
    Il tutto nel nulla
    A ché questa vita.
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      Scritta da: Brunason
      in Poesie (Poesie personali)

      La porta

      Guardo smarrita
      questa porta
      appena socchiusa.

      La vorrei superare
      ma non è aperta,
      almeno per me.

      È triste sostare,
      imposibile andare.
      Sono fuori di te.

      Sto sulla soglia,
      appena un momento,
      osservando l'interno.

      Lieve malinconia.
      Ecco, ora è chiaro.
      Non c'è posto per me.
      Composta giovedì 16 giugno 2011
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        Scritta da: V. Sereno
        in Poesie (Poesie personali)

        Piccole ma attente percezioni

        Adoro l'occhio tondo umido e vivo
        e la linea dolce di frutto maturo
        del tuo viso come un ciottolo grande e sereno
        adagiato sopra al nostro muro armonico.

        Parli palpitando, come la spuma con l'onda,
        tutto di te è in cammino e canta.
        Composta venerdì 10 settembre 2010
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          Scritta da: V. Sereno
          in Poesie (Poesie personali)

          Ospedale di San Martino

          Anche adesso, mi sei venuto a mente,
          leggendo Sanguineti, che nel reparto speciale,
          dell'ospedale San Martino di Genova
          sentiva cantare una canzonetta,
          e sono gia quindici anni che sei morto.
          Babbo.
          Ho un conflitto dentro che rinasce
          ogni tanto, come oggi,
          è un cassetto che si apre da solo,
          quando inciampo in qualcosa di genovese.
          San Martino, quelle cellette mortuarie
          buie, dove i pianti non hanno risposte
          e non si spengono mai.
          Lì è rimasto l'ultimo mio sguardo
          al tuo viso, alle mani, ai pochi capelli
          a quell'abito grigio mio dismesso
          che indossavi dentro la cassa.
          Ho il rammarico nel non averti riconosciuto,
          tanto la malattia ti aveva cambiato,
          ora è poco male, poco male.
          Conservo ancora una foglia d'alloro
          di un rametto messoti da qualcuno
          nel taschino della giacca,
          lo ritrovo qualche volta tra le cose
          che rifiuto di tenere a portata di mano.
          Mi ricorda per qualche motivo
          a me sconosciuto il tuo camminare,
          la mano in tasca,
          le gambe storte e il tuo sorriso
          con un dente d'acciaio.
          Non mi hai dato niente, ma proprio niente
          babbo, solo un certo vuoto che non riesco a riempire
          ed un dolore al pomo d'Adamo.
          Composta mercoledì 28 febbraio 2007
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