Poesie personali


Scritta da: Stefano Lovecchio
in Poesie (Poesie personali)

Sai, i deserti pargoli

Oggi, non ho un solo grido
verso le assenze.

Io so il coraggio dei semi.
Mi commuove sempre il mattino
con le carezze tra i capelli della notte.
Mi commuove il salto cieco
dell'acqua verso le labbra
senza saperne i silenzi.

Sai, oggi ho un solo grido,
verso le assenze.

Io credo ai deserti pargoli,
gli occhi, sai, gli occhi,
hanno sempre un bimbo
per le meraviglie.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Per non perderti e tenerti con me

    Per non perderti e tenerti con me
    -quando nuvolaglie o tenebre si addensano -
    l'anima tua e il tuo amore
    nascondo in uno scrigno segreto
    che solo il mio cuore può trovare;
    per preservare le tue forme, un'imago
    sulla pagina dell'infinito la mia mano
    con passione amante disegna.

    Ti appartengo nel bene e nel male
    nell'istante, sempre e ovunque ti amo.
    Su scopri come ti ho scelto e bramata
    e che a tutti ti ho rubata per averti solo io!

    Interrogato dall'aria, dal mare e dal cielo
    sobrio o ebbro sorridendo ho confessato il mio amore:
    le stelle, il sole e la luna nel massimo splendore
    invidiosi hanno tremato per la luce sincera
    che in pupille si accende se t'accarezzo o ti penso.

    Spargiti su di me, cura la mia vita:
    lontana, ascolta come canto il tuo nome
    e da un immenso silenzio
    soave una voce ti dirà che t'amo solo io.
    Che fai Eco mentre chiamo Carmela amore?

    Poi che ti sfioro o ti guardo o ti bacio
    batta il tuo petto per la differenza
    palese tra un'oscurità e un pieno chiarore!
    Ah come non mi ami quando non ragioni
    e dal centro del cielo ti allontani!
    Nella bacheca delle nostre vite avvinte
    Eccelso sai leggeranno domani
    tutto quello che vero solo tu mi hai ispirato.
    Composta mercoledì 6 luglio 2011
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      in Poesie (Poesie personali)

      Falsi abbagli e similori di tripudi abbandona mia colomba

      Falsi abbagli e similori di tripudi
      abbandona mia colomba,
      sbatti le ali e spicca un volo,
      scorrazza nell'azzurro
      che nel vederti apparire sgombra nubi
      e si infiamma di sole.
      Oh quanta angustia vive nell'antro
      illuminato da ombre di tristezze estreme!
      In alto non vi è limite alla gioia
      del cuore che frulla per amore.
      Alchimie celesti abbiano su te potere
      e ti mutino in sognante dolcezza
      desiderosa di innalzarsi fino al cielo.
      Limpida trasparenza d'aria
      fatti guardare oltre la muraglia del reale
      un distacco a te vicina mi porti
      come un veliero che si avvicini a un porto
      dopo aver vinto la furia del mare.
      Ti attendo nei miei pensieri
      nel presagio di un abbraccio apprendo
      che con non vi è solitudine se mi raggiungi.
      Oh come sorge in petto un'ansia
      e sondo quanto mi manchi!
      Labbra lambiscono una bocca lontana
      gridano le mie vene alla tua mancanza!
      Sei smeraldo, rosa, talismano talvolta vaneggio
      o che trasfuso nel fuoco divino mi regge e fomenti?
      Piuma adagiati su di me
      e confermami che non vi è vento
      lasciami un po' di respiro e voce
      ho tante cose da dirti e manca il tempo.
      Composta martedì 12 luglio 2011
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        Scritta da: Rita S.
        in Poesie (Poesie personali)

        E divento l'idea

        Parlo prima di aprir gli occhi
        al mattino
        mi sospiro da sola
        parole che vorresti

        E divento te
        dallo sguardo
        divento il tuo odore crudele
        sulle labbra
        e la tua voce impervia
        che si snoda su per le spalle
        Divento il lievito
        d'impasto grezzo che cresce
        sottopelle
        di quando mi fai soffrire
        dei brividi condivisi

        Non ho colpa
        se il furore arriva
        e divento rugiada scossa
        l'innocenza fa un volo
        in basso
        solo per farmi impazzire

        Divento la migrazione
        tu
        tra lenzuola bianche
        qui disteso
        immenso.
        Composta domenica 10 luglio 2011
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          Scritta da: Salvatore Alario
          in Poesie (Poesie personali)

          Spargi tu di grazie un fonte Madre mia Maria del Ponte

          Ave Maria,
          Madre del Ponte, Madre mia,
          tante volte ci siam persi su una falsa scia,
          Tu sempre ci indichi la Via:

          Il Figlio tuo diletto
          che porti sul tuo petto,
          l'offri a noi, popolo in difetto,
          qual Redentor perfetto;

          il Viso tuo beato
          che sul fonte ci hai svelato
          per distrarci dal peccato
          ed offrire al Figlio Tuo il nostro cuor graziato;

          una Stella come segno
          a indicare un Divin disegno,
          Tu sempre ci offri il Tuo sostegno
          per ottenere il nostro impegno.

          Salga a Te questa poesia,
          dolce Vergine Maria,
          sia come lode che s'innalza dal tuo Fonte,
          gloriosa Regina del Ponte

          in mezzo a tanta gente
          gioiosa o penitente,
          cantando coralmente
          la Tua lode che risuona soavemente,

          è come averla incisa in fronte:
          spargi Tu di grazie un Fonte
          Madre mia Maria del Ponte.
          Composta sabato 9 luglio 2011
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            Scritta da: geggio
            in Poesie (Poesie personali)

            Ciao arrivederci ciao

            Come si fa a sopportare un amico infame?
            come puoi stare con gli altri
            finché sono gli altri a preferire altre cose
            e tu sei li come un manichino?

            non puoi fare finché credi in altre cose
            non ti aspetti
            tutto ciò

            eppure
            il giorno viaggia
            e la notte dilaga

            addio con una semplice parola vi saluto
            addio mi mancherete con le solite stupide canzoni

            vorrei cantare per voi ma la voce non esiste

            addio

            vecchi amici

            addio amici miei.
            Composta sabato 9 luglio 2011
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              Scritta da: Lavinia Bova
              in Poesie (Poesie personali)
              Triste è la sera
              quando mi ritrovo sul mio pianeta
              Gli altri sono su un altro dove c'è sole e caldo
              non sanno che sul mio pianeta c'è solo freddo
              Quanto ho sfferto ma ora mi sono risvegliata dal torpore dei ricordi e sento una nuova voglia di amare che mi porta a scrivere di getto frasi, pensieri e illusioni
              sogni di un risveglio felice con una persona amata
              questa voglia di amare è un fiume in piena che non sa dove
              scorrere. Difficile trovar la persona giusta da amar!
              Composta lunedì 4 luglio 2011
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