Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

La battitrice d'asta

Forse sei sole,
o sei del sole.

Più ti vedo più ho addosso il fuoco,
più ho caldo più mi spoglio,
mi spoglio e mi avvicino a te.

Sensazione meravigliosa,
pelle su pelle,
bruciami,
spegnimi.

... poi,
più tardi possibile,
se proprio vuoi cacciarmi fuori dal letto,
prendimi a calci
o non me ne andrò.

Ma adesso bruciami ancora,
poi...
mi dirai il tuo nome,
.... se vorrai,
domani o dopo
... o mai.

Il tuo seno
il tuo ventre,
le tue cosce,
il tuo alito,
... datti il nome che vuoi
per me va tutto bene.

Ed alla fine
da sole diventerai sale
che brucerà nella ferita del non averti più,
ma è il tuo mestiere accendere
poi far bruciare.
Composta lunedì 28 novembre 2011
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    in Poesie (Poesie personali)

    E presi per mano mio figlio... e mio padre...

    Prendi per mano tuo figlio, passeggia con lui.
    Per strada indicagli quel ladro che cammina a testa alta
    forte della sua impunità, poi fagli vedere quel viso dietro le sbarre, che non meritava di essere lì e non si dà pace

    Portalo in un tribunale tuo figlio
    fagli vedere i visi di chi non ne esce mai,
    di chi dopo anni ancora non sa se vedrà
    riconosciute le sue ragioni,
    i visi di chi non conosce la giustizia.

    Mostragli chi con i soldi di tutti vive
    senza aver mai fatto nulla,
    chi trasforma gli aiuti in birre e sigarette
    e chi invece dopo una vita di lavoro
    si rende conto che è stato preso in giro.

    Fagli vedere chi comanda per ambizione
    e non per dedizione,
    fallo ascoltare chi dovrebbe dare il buon esempio
    mentre urla per avere la ragione
    o si lancia in promesse ruffiane e che non manterrà.

    Indicagli chi non rispetta la fila
    chi non paga il biglietto in treno,
    chi entra tardi al lavoro,
    chi lavora poco perché si sente protetto,
    o chi sfrutta chi ha bisogno del lavoro.
    e quei sacchi di immondizia sparsi
    quei cani liberi di sporcare
    quelle carte per terra
    quelle scritte sui muri.

    Spiegagli che dove c'è quel mucchio di cemento
    chiamato palazzo
    c'erano 10 alberi da frutto, 30 ulivi,
    una pergola di vite ed una casa in pietra.

    Lo so, ti verrebbe la voglia di tappargli occhi ed orecchi oppure imbarcarlo a forza sul primo aereo per "un'altro posto", ma trova il coraggio di dirgli che questo è il suo paese, si chiama italia, che qui c'è il suo futuro.

    E quando ti chiederà come può essere successo gira la domanda a loro, a quelli in alto ed a quelli accanto a te.

    Poi portalo a vedere quel "cimitero di concentramento", quello che ospiterà chi ci ha ridotti cosi, quello dove la brava gente andrà a sputare non a pregare.

    E spiegagli che quella statua bianca in mezzo al cimitero, enorme, a testa china, occhi socchiusi,
    la mano sinistra ad indicare le tombe,
    l'indice destro puntato verso il basso dove su un enorme libro di pietra sta scritto "mi vergogno di voi" rappresenta l'Italia, triste ed incazzata.
    Composta lunedì 28 novembre 2011
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      Scritta da: Roberto Giusti
      in Poesie (Poesie personali)

      Moonlight

      La notte ha trovato il suo senso...
      insieme a te luna che m'illumini d'immenso.

      Non temo più le tenebre, la solitudine e sofferenza...
      perché sei con me a vegliare su questa vita d'adorare.

      Ci sei tu, solo tu a vivere del mio amore...
      E non provo più rabbia, ne rancore o frustrazione.

      Ora siamo stelle e splendiamo nell'oscurità!
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        Scritta da: Samuele Scagliarini
        in Poesie (Poesie personali)

        Freddo

        Vesto canovacci davanti a specchi
        io io io sempre io che non sopporto
        quel morbido silenzio della mente
        "a cosa pensi?" giuro lo stesso
        "non penso a niente".

        Giorni a tessere parole, giorni ad indossarne
        te le regalo come il maglione per l'inverno,
        perché io le getterei nel fuoco del bidone all'angolo
        per tanto che bruciano le mie notti e le mie tempie.

        Merito favole perché so che all'alba non restano.
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          Scritta da: Samuele Scagliarini
          in Poesie (Poesie personali)

          So, here we are tonight, you and me together

          Crepitava la legna
          E con lei il silenzio.

          Non rimandare il disco.

          Al fuoco, la luna
          ed ambra la sua pelle.

          Mogano!

          Mogano tra i capelli,
          attorno le pupille.

          Fuoco lieve e dita
          sui miei contorni.

          Soffiavo sogni
          e respiravo quei mondi
          dove pulsano ventri
          e la gioia delle maree
          dai polpastrelli.

          -Hai mai sentito quei colpi? -

          La bellezza ha orecchini rossi
          E labbra affilatissime.

          Dolce e crudele sorride
          scostando i capelli
          ogni volta che mi prende.

          Crollo supino
          ed il soffitto
          impazza di gemme.
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