Poesie personali


Scritta da: libellula60
in Poesie (Poesie personali)

Se fossi...

Se tu fossi deserto
vi pianterei un fiore
lo bagnerei coi miei occhi.
Se fossi cielo
vi dipingerei
un raggio fra le nubi.
Se fossi monte
sarei un'aquila.
Se fossi neve aspetterei
la primavera.
Se fossi burrasca
aspetterei la quiete.
Se fossi fuoco
ti accenderei
col mio amore.
Se fossi sole
ti rivedrei apparire.
Se fossi amore
mi riconosceresti
se fossi odio
ti amerei lo stesso.
Se fossi mio sarei il tuo domani.
Ma tu sei assenza
fantasma del passato
presente in me, parte di me
eppure
strada non ho conosciuto
per poterti raggiungere.
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    Scritta da: G. De Felice
    in Poesie (Poesie personali)

    Solo i sogni sono veri

    Non sapevo che colore avessero 
    i tuoi occhi,
    ma sapevo quanto perdermici dentro
    mi avrebbe regalato sorrisi.
    Non sapevo che odore inebriante potesse avere
    la tua pelle,
    non ne conoscevo la morbidezza,
    ma conoscevo i brividi 
    che avrebbe saputo regalarmi.
    Non conoscevo il suono della tua risata,
    ma so che avrei vissuto ogni giorno
    nella speranza di sentirlo risuonare,
    vedendo brillare le tue fossette
    e le tue lentiggini.
    Non conoscevo il tuo nome,
    né dove fossi.
    Sapevo soltanto che c'eri.
    Che c'eri sempre stata.
    Da qualche parte, qualsiasi parte.
    Ed io avevo il compito di trovarti,
    o almeno di far sì
    che tu
    mi riconoscessi.
    Composta mercoledì 30 novembre 2011
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      in Poesie (Poesie personali)

      Amore

      Vorrei farti vibrare l'anima
      come corde di violino
      di musicista appassionato.

      Vorrei darti emozioni esclusive
      accarezzare il tuo sentire
      addolcire i tuoi pensieri.

      Animare il tuo deserto,
      popolare la tua solitudine...

      Vorrei...
      farti conoscere l'Amore.
      Composta venerdì 9 dicembre 2011
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        in Poesie (Poesie personali)

        Bufere infrante

        Il mare è liscio e scuro, come ieri, come domani;
        si annerisce e acquieta sul pomeriggio immobile.
        Nessun mostro all'orizzonte, nessun miraggio violentato,
        nessuna sorpresa nel navigare isolato.

        Bevo birra, fumo fumo, aspiro il vento,
        godo l'istante brado che sempre arriva, solo, nella resa.
        Imbastisco difese per le tempeste che verranno, lo so,
        giungeranno puntuali da un tramonto svergognato,
        accompagnate dai fulmini dei suoi occhi traditori
        e dal tuonare cupo dei ricordi calpestati.

        Ma stavolta non mi avranno, stavolta non mi troveranno.

        Ricordati: a nulla è valso credere, illudersi e dibattersi;
        a nulla è servito lottare, discutere, perdonare, combattere, dimenarsi e sanguinare.
        Non scordarti gli angoli bui in cui lei apparecchiava il tempo storto,
        portando in tavola la nostra rovina.

        Non dimenticare le spremute di vita vomitate e disperse, le parole sciolte e disperate, le urla e i pianti platealmente srotolati, violati e sbeffeggiati, come sputi impuniti di lacrime avvelenate.

        Tutto è inutile, maledetta, tutto è bufera infranta sull'ostinato tuo voler vedere tentacoli e orche assassine emergere, invadere, azzannare e stritolare il nostro mare che era bello,
        e che ora è solo tonnara insanguinata,
        rami marci di naufragio e rossa schiuma.

        Via, scompari da me, lasciami solo, nel vuoto, a sgocciolare ricordi.
        Inutile lottare quando una parte di noi si volge contro noi,
        quando una parte di me, che non son io ma sei tu,
        si rivolta e mi sgozza, in ogni istante mio distratto.
        Inevitabile è il naufragio lungo le rotte assassine del tuo-nostro suicidio.

        Così, vergine arrendevole ai tuoi spiriti irrazionali, scelgo l'abisso, voto il deserto;
        così, bambino stuprato e bastonato, fuggo e salvo, o anticipo soltanto, con esilio volontario,
        l'ora del tramonto e del nostro sfiorire.

        Così, volgo le vele al vento sbieco,
        e lungo scivolose correnti,
        precedo il tempo del mio morire.
        Composta domenica 30 novembre 2008
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          in Poesie (Poesie personali)

          Babbo natale non esiste

          Quando finalmente le ombre le ho lasciate tre isolati indietro
          e rientro, stremato e fiero, dalla porta principale,
          e tra le mani tengo saldo e orgoglioso il dono del mio io presente,
          Lei è ancora lì, nell'albergo che mi attende.

          Ma il salottino dei timori ha le ombre lunghe del passato,
          e dall'angolo oscuro,
          da quell'unica prospettiva di verità a cui era abituata,
          Lei, principessa che nulla deve,
          dalla penombra mi scruta le tasche cercando polvere e indizi.

          Tu sei lì, entusiasta e lindo come un bambino a natale,
          con gli occhioni luccicanti e in mano il tuo bel regalo e la voglia di viverlo,
          ma lei non ti vede;
          esaminatrice cieca vede ombre, passato e polvere.

          Babbo natale non esiste!
          Il fendente squarcia le viscere,
          Lei non mi vede!
          Il sangue imbratta il regalo mentre barcollo sulle mie sicurezze:
          Lei vede le sue paure.

          Le mani tremano, le mura crollano, mi lascio andare,
          mollo la presa e il regalo è già frantumi.
          Lei non mi vede.

          Gelida fissa i cocci sparsi ai miei piedi e tra essi le mie ombre,
          che solo un istante prima vagavano orfane in Alabama o giù di lì,
          e ora già ghignano, beffarde e crudeli,
          tra i resti di quello che potevo essere,
          se solo lei avesse voluto crederci.
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            Scritta da: Sir Jo Black
            in Poesie (Poesie personali)

            Umido profumo

            Umido profumo
            sulla pelle
            e nel vento;
            ancora.

            Notte viva,
            piccolo tempo
            ed incanto,
            passata.

            E ora vado
            sulla strada
            e nel freddo;
            di nuovo.

            Giorno vivo,
            lungo tempo
            e fatica,
            passerà.

            Dolci labbra,
            pelle calda,
            rosa e rugiada;
            pensiero.

            Ed ora torno
            sulla strada
            e nel freddo;
            verso te.

            Sera d'attesa
            lungo tempo
            verso l'amore;
            a fianco te.

            Umido profumo
            sulla pelle
            e nel fiato;
            ancora.
            Composta sabato 10 dicembre 2011
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              Scritta da: Sir Jo Black
              in Poesie (Poesie personali)

              Ancora una volta vado

              Ancora una volta vado,
              vita mi stacca dalla vita.
              Nuove strade altre negli occhi,
              vecchie e amore nel cuore.

              Che sarà dei vecchi passi
              e della vita colta in quelli?
              Tutto sarà ancora polvere
              e nuova polvere da modellare?

              Le distanze bruciano cuori
              ed urlando parole vado.
              Distacco non chiesto è dolore,
              resteranno voci e poi silenzi.

              E già il vuoto alza parole:
              le perse proteste al fato
              recitano già visto domani.
              Anime, amori e paura d'addii.

              Ancora una volta vado,
              con la paura del silenzio,
              la maledizione del nulla,
              giurando che tornerò...
              Composta domenica 11 dicembre 2011
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