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E presi per mano mio figlio... e mio padre...

Prendi per mano tuo figlio, passeggia con lui.
Per strada indicagli quel ladro che cammina a testa alta
forte della sua impunità, poi fagli vedere quel viso dietro le sbarre, che non meritava di essere lì e non si dà pace

Portalo in un tribunale tuo figlio
fagli vedere i visi di chi non ne esce mai,
di chi dopo anni ancora non sa se vedrà
riconosciute le sue ragioni,
i visi di chi non conosce la giustizia.

Mostragli chi con i soldi di tutti vive
senza aver mai fatto nulla,
chi trasforma gli aiuti in birre e sigarette
e chi invece dopo una vita di lavoro
si rende conto che è stato preso in giro.

Fagli vedere chi comanda per ambizione
e non per dedizione,
fallo ascoltare chi dovrebbe dare il buon esempio
mentre urla per avere la ragione
o si lancia in promesse ruffiane e che non manterrà.

Indicagli chi non rispetta la fila
chi non paga il biglietto in treno,
chi entra tardi al lavoro,
chi lavora poco perché si sente protetto,
o chi sfrutta chi ha bisogno del lavoro.
e quei sacchi di immondizia sparsi
quei cani liberi di sporcare
quelle carte per terra
quelle scritte sui muri.

Spiegagli che dove c'è quel mucchio di cemento
chiamato palazzo
c'erano 10 alberi da frutto, 30 ulivi,
una pergola di vite ed una casa in pietra.

Lo so, ti verrebbe la voglia di tappargli occhi ed orecchi oppure imbarcarlo a forza sul primo aereo per "un'altro posto", ma trova il coraggio di dirgli che questo è il suo paese, si chiama italia, che qui c'è il suo futuro.

E quando ti chiederà come può essere successo gira la domanda a loro, a quelli in alto ed a quelli accanto a te.

Poi portalo a vedere quel "cimitero di concentramento", quello che ospiterà chi ci ha ridotti cosi, quello dove la brava gente andrà a sputare non a pregare.

E spiegagli che quella statua bianca in mezzo al cimitero, enorme, a testa china, occhi socchiusi,
la mano sinistra ad indicare le tombe,
l'indice destro puntato verso il basso dove su un enorme libro di pietra sta scritto "mi vergogno di voi" rappresenta l'Italia, triste ed incazzata.
Composta lunedì 28 novembre 2011

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