Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Domani è:

Come le tue mani che donano gioia a persone che soffrono,
come il tuo sorriso che esplode nei miei pensieri,
come i tuoi pensieri che emozionano un cuore che palpita,
come il tuo sguardo che colpisce e si ritrae,
come il domani che non esiste senza oggi e senza ieri,
come la vita che si tocca ogni volta che si rinasce dalle proprie ceneri,
come il sole che sorge per illuminare l'esistenza di molti,
come la luna che accompagna le notti di pochi
che la osservano scrutando i suoi occhi tenebrosi,
come il mare profondo, calmo, ma sempre in tempesta,
come una luce che ci guida nel buio,
come la stella che brilla nel cielo blu cobalto,
come una parola non detta che fluttua nell'infinito,
come un dolce pensiero che rimane un sogno inespresso,
come i tuoi occhi indifesi che si offrono ai miei sguardi,
come un abbraccio rubato e un sospiro trattenuto,
come un sensuale tango ballato a uno
aspettando le mosse dell'altro,
come un bacio che sfiora le labbra delicatamente,
come tutte "le piccole cose" che rallegrano l'anima in cerca di eterno amore.
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    in Poesie (Poesie personali)
    Quella tua camicia bianca,
    il profumo della tua pelle
    e il tuo sorriso ammiccante
    mi lasciano senza respiro.

    Il mio cuore e la mia mente
    si fondono e si confondono
    nel mio corpo che vibra
    solo al contatto.

    Le tue labbra sottili e le tue mani
    sulla mia pelle fredda mi scaldano e
    mi lasciano lentamente
    senza difese.

    Con gli occhi chiusi sento dentro me
    il calore del mio mondo inesplorato
    e senza parole
    ascolto il puro piacere
    dilagare come l'alta marea.
    Composta lunedì 19 settembre 2011
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      in Poesie (Poesie personali)

      Il bacio

      Il mio primo bacio
      rubato a un adulto
      in una stretta via di Milano:
      appassionato, fugace ed emozionante
      da rigare le mie guance di lacrime calde.

      Il mio primo bacio
      voluto, desiderato
      su una piccola bicicletta in un paesino:
      goffo, divertente e segreto come una marachella.

      Il mio ultimo bacio
      in una casa sconosciuta:
      timido e così gustoso
      da sentirlo ancora sulle mie dolci labbra...
      Composta domenica 4 settembre 2011
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        Scritta da: Giosche
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        Luna di formaggio

        Stasera non dormo:
        osservo la luna!
        La falce crescente che porta fortuna,
        la falce rotonda
        burlona e gioconda,
        la falce calante
        così romantica per l'amante.
        Rossa,
        bianca,
        nera,
        no...
        Stasera è gialla,
        vuota,
        brulla e piena di buchi...
        Ma no...
        Non è possibile!
        Sembra quasi...
        Allungo una mano,
        ne stacco un pezzetto,
        lo mordicchio pian piano...
        È proprio vero che la luna sa di formaggio!
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          Scritta da: Giosche
          in Poesie (Poesie personali)

          Attimi di silenzio

          Ci sono alcune cose che non si esprimono a parole,
          sapresti esprimere la gioia del primo sorriso di un bambino?

          L'attimo tremendo che scandisce l'inizio e la fine di un amore?

          Sapresti esprimere il terrore della bestia braccata?
          O il dolore della donna costretta a dormire insieme al marito sul quale sente l'odore di un'altra?
          Sapresti esprimere gli attimi di volo del suicida lanciatosi dal palazzo?

          E come,
          di grazia,

          se non con lo stupito grido,
          o meglio,
          col silenzio?
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            Scritta da: Manuela
            in Poesie (Poesie personali)

            Dedica

            La dedico alla nostra strana ed incredibile amicizia,
            alle tue insicurezze,
            all'amore che sento,
            alla tristezza di doverlo soffocare poiché non ricambiato,
            al tuo sorriso e ai miei occhi trasparenti,
            a quell'uomo che si accende e mi prende fino a togliermi il respiro, alle risate in compagnia di un amico sincero,
            a un futuro migliore per entrambi.
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              Scritta da: Daniela Cesta
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              Cantico d'amore

              Quando t'incontrai... fosti come il sole che sorse all'orizzonte!
              La luce mi avvolse e inabissai in quell'oceano di chiarore,
              tra quei flutti profumati capii l'essenza della mia vita. Così debole, così fragile.

              Dove l'aquila forma il suo nido, il capriolo salta su rupi e precipizi,
              nel ripido burrone solcato da un torrente spumoso
              che scende leggero tra i sassi.

              Il volto accarezzato dall'aria frizzante in quel dì così terso,
              scosse l'animo da indistinta commozioni, profonde, durature,
              aiutando il lume e la ragione nel distinguere il bene dal male.

              Fosti come un vulcano in eruzione la lava mi raggiunse e fu salutare,
              mi sfiorò il respiro e capii il significato di cibo e bevanda.
              Un vago spavento trasparì in quella gioia.

              Come un onda improvvisa del mare in burrasca
              che coglie di sorpresa, mi trascinò con la sua forza
              nel turbinio, rombando e spumeggiando verso riva.

              Il canto dell'allodola salutò il nuovo giorno
              mentre la luccicante brina scivolò lentamente,
              come un vezzo, per strappare baci e carezze.

              Un vento impetuoso scosse i rami delle querce secolari e i faggi
              gli occhi tuoi mi coprirono con la sua dorata e trasparente luce,
              tra il mormorio del torrente nascosto nell'umbratile bosco romito.

              Con sguardi d'amore e cantici di gioia rispecchiavi l'infinito firmamento.
              Una grande e malinconica solitudine mi assalì, sforzò l'anima mia immergendola nella tua,
              rivelò misteri e l'aprì ad aspirazioni sante.

              Nel silenzio della notte ti chiamavo, rispondevi colmando il mio cuore di te.
              Discreto e silenzioso, mi raccogliesti dal nulla.
              E le gioie della creazione si riflessero come in una sorgente.

              Il dolce tocco di una campana pareva scendere dall'alto, come un celeste prodigio abbracciò cielo e terra.
              Mentre nell'empireo con festa solenne, gli angeli con tranquilla ebbrezza, contemplavano
              l'ente supremo, che alitava su di loro la sua splendente intelligenza.

              Quando tutto pare grave e misterioso è tenero osservare la neve che cade a larghe falde,
              fiocchi candidi e puri, coprono ogni cosa, nascondendo i peccati di tutti.
              Non senti più opprimere il cuore da una mano di ghiaccio.

              Mio soccorso, mio rifugio, fascino dolce, penetrante, sfibrante,
              più dell'incanto di un tramonto d'autunno, virtù eletta dello spirito,
              immacolato velo che avvolge il creato: Jesus.
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