Poesie personali


Scritta da: zerozak
in Poesie (Poesie personali)

Lettere del lettore

Penso se scrivo
Parlo se sono captivo
Per avere questo uilo espressivo
Del mio essere, dal vivo

Sono arrivate le mie idee
Per avere parole e pensieri
Sono il poema di ieri
Una lettera per i lettori
Italiani e stranieri

Sono arrivate le parole da Casablanca
Per il lettore in Italia che mi manca
Scrivo questa lettera fresca
Nel mio cuore si è messa
A raccontare la sua storia tesa

Fra l'Italia e il Marocco
Non c'è nessuno che sa poco
Dal Mediterraneo fino all'Atlantico
C'è il Marocco l'unico
Dove c'è una lettera scritta
Nel cielo della mia città

Se penso e scrivo
Questa lettera per il captivo del momento
Il lettore rappresenta l'indivuo autentico
Che legge dal vivo quello che scrivo
Scrivo un sincero sentimento

È stata scritta e letta questa lettera del lettore
L'uilo espressivo dal vivo
Solo se scrivo e penso
Determinate pensieri e parole
Per il lettore teso.
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    Scritta da: Stefano Medel
    in Poesie (Poesie personali)

    Paese

    Paese fetente,
    sempre le stesse facce,
    le viuzze ed i carugi
    mezzi genovesi;
    la piazza del mercato,
    i lampioni,
    i viali dei tempi di nonna;
    il posto,
    dove sorgeva la vecchia casa,
    di quando eri piccolo;
    ti sembra ancora di vedere
    il nonno tornare a bordo del camion
    di lavoro,
    quando faceva l'operaio,
    e tornava dal lavoro;
    e tu l'aspettavi in un angolo,
    da piccolo;
    come era tutto diverso,
    e semplice, allora;
    come la città era differente;
    il tempo è passato, forte,
    gli anni sono volati;
    e non ti piace questo presente;
    in questo paese del cavolo;
    poter partire,
    e lasciarti tutto alle spalle;
    dimenticare,
    andare via lontano,
    in un posto d'europa,
    via di qua,
    libero da tutto,
    vita nuova;
    paese fetente.
    Composta martedì 12 giugno 2012
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      Scritta da: chiararco
      in Poesie (Poesie personali)

      È tutto un gioco!

      È l'alba
      anche tu sei entrata nel gioco,
      le regole le scoprirai pian piano
      e sulla tua pelle
      ne porterai le cicatrici
      falsità, crudeltà e perfidia
      i tuoi avversari peggiori!

      E quando sarai sola
      e le tenebre ti avvolgeranno,
      solo allora capirai
      che la vittoria è dentro di te!
      Composta martedì 12 giugno 2012
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        Scritta da: chiararco
        in Poesie (Poesie personali)

        Dietro al banco

        Ti vedo li, dietro il banco
        troppo grande per te
        Vedo i tuoi piedi a penzoloni
        Su quella sedia che ti ostacola,
        i tuoi piedi non toccano a terra,
        un senso d'instabilità ti pervade!

        Ti vedo stretto nel tuo ruolo
        Di bimbo buono ed educato!

        Hai mai sentito il caldo sangue scorrere
        E la tua tenera pelle bruciare
        Dopo il dolore della caduta?
        Hai mai goduto della libertà
        Di distruggerti gli abiti
        Rotolando tra sassi e fango?

        Ti vedo stretto nel tuo ruolo
        Di bimbo pulito ed ordinato!

        È passato il tempo, sei cresciuto;
        Ma tu sei ancora li, dietro il banco
        Lo stesso banco e la stessa sedia,
        Stretto in quella dolce morsa
        Che prende lo stomaco ad ogni respiro
        Ma dolcemente ti tiene legata a sé!

        Ti vedo stretto nel tuo ruolo
        Di bimbo ormai adulto!
        Composta martedì 12 giugno 2012
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          Scritta da: Sergio Celle
          in Poesie (Poesie personali)

          Alla poesia

          Ancora l’orchestra del pensiero
          non concertava le parole
          riposte erano le nostre poesie
          quando ancora nell’infinito otre
          giacevano i venti
          e quando  ancora nessun suono
          frastornava l’aria
          e nessuna eco
          rimbalzava fra le pareti del mondo
          ecco
          già nell’anima
          cadere il primo verso
          e rompere i suoi argini
          l’emozione.
          Composta domenica 30 settembre 1990
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            in Poesie (Poesie personali)

            Prima mattina, fine giornata

            Le cinque di mattina
            di un giorno preso a caso,
            nel 2010.
            Le sette di sera di un venerdì
            che decide di camminarti accanto per un po'.
            Giorni non in fila,
            rifiuto del calendario,
            moneta per aria,
            non c'è croce,
            sempre testa,
            la croce è uscita dalla moneta,
            ce l'hai addosso.
            Composta lunedì 11 giugno 2012
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              in Poesie (Poesie personali)

              Circolo Garibaldi

              Un vecchio compagno di provata fede,
              che ancora vive nella resistenza
              al non si sa più cosa,
              causa la poca vista
              legge il giornale con la lente,
              l'altro giornale è sulle gambe,
              Sotto al tavolino,
              lo tiene lì per dopo,
              l'ha prenotato a modo suo.
              Parla con un amico,
              anche lui con un giornale
              che trattiene in mano,
              pezzi di carta riservati a poi.
              È il monopolio casereccio dell'informazione
              e del possesso della stampa.
              Uno soltanto legge il giornale di partito,
              e lo traduce a modo suo con tre parole,
              una parte del poco che ha capito.
              Intanto quel che resta dell'idea
              è ciò che ognuno sente suo
              pur non possedendolo.
              Ma l'importante è aver democrazia
              e non vedere i dirigenti
              come dittatori,
              o non vederli affatto.
              E se proprio uno si dovesse trovare al perso
              vale l'antico detto
              che
              "a tre dita dal proprio cul tutto è permesso".
              E mentre osservo
              bevo il mio caffe,
              primo mattino,
              e sono pronto al resto del mio giorno.
              Intanto i primi ragazzi delle scuole,
              quelli che se ne sbattono di tutto
              stanno arrivando,
              parlano,
              urlano,
              ridono
              presi fra i compiti da ricopiare,
              lo sport ed i compagni
              non di partito
              ma di scuola.
              Forse per l'ora
              o per la troppa confusione
              s'alza dal tavolo l'anziano
              con la sua vita addosso
              e brontolando prende la strada inversa
              e se ne va
              e non si rende conto della sua fortuna,
              il non aver capito di aver perso.
              Composta lunedì 11 giugno 2012
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                Scritta da: Rafa78
                in Poesie (Poesie personali)

                Il Vento

                È arrivato un vento che non ti aspettavi.
                Un vento forte, prepotentemente forte,
                talmente e più di ogni previsione,
                che il migliore dei maghi avrebbe potuto fare.
                E passando all'altezza della tua vita,
                ha iniziato a stringere le raffiche
                intorno al tuo albero, e ancora
                più in profondo, al midollo dell'anima,
                nel punto più intimo di te stessa,
                al centro, dove infine si incrociano
                le strade che portano al tuo cuore.
                È stato un attimo, e sembrava come
                se l'albero spezzasse il suo legame,
                alle radici più profonde e durature,
                per prendere strade sconosciute
                e perdersi, nel tempo e per sempre.
                Ma il vento sottovaluta, l'ingenuo,
                che dura è per davvero ogni radice!
                E forse, si, qualche ramo l'ha spezzato
                ma in fondo solo quello, e niente altro,
                che il tempo stesso, con tutta la pazienza
                farà ricrescere più forte e più bello,
                di quello che, un dannato vento folle
                ebbe la presunzione di portarci via.
                Composta domenica 3 giugno 2012
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  BenEssere

                  La mia mente
                  è cullata da note musicali
                  Il mio corpo
                  al ritmo dell'onda flessuosa di un serpente
                  desidera muoversi fra rami di un albero
                  Il profumo
                  della corteccia – delle foglie – dei fiori – dei frutti... m'inebria
                  trasformandomi
                  ora in scoiattolo... ora in passero.

                  Un volo
                  nello spazio azzurro del cielo
                  in alto sempre più in alto
                  come aquila volteggio.

                  Mi appare laggiù
                  una sequenza di giocose immagini
                  di terra e acqua
                  si accarezzano... s'intrecciano... si fondono.

                  In
                  libera
                  caduta
                  mi tuffo
                  in limpida e fresca sorgente.

                  Con il corpo
                  ricoperto da luminose squame
                  scivolo fra galleggianti luccichii

                  mi immergo

                  Riemergo in un prato
                  tutt'attorno fili d'erba
                  fra macchie coloratissime di fiori
                  catturano la luce.

                  Con ali di farfalla
                  sfioro e accarezzo la luce
                  in una danza
                  di forme colori profumi.
                  Riscopro il mio respiro
                  in un corpo
                  dove alita la brezza
                  del BenEssere.
                  Composta venerdì 30 novembre 1984
                  dal libro "Fluire" di Libero Ciapparelli
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