Poesie personali


Scritta da: Susan
in Poesie (Poesie personali)

Il volo

Ne prendo il volo come un gabbiano
là dove il volo si fonde con il cielo
ed il mare ne è spettatore
Volo dove l'anima mia è libera
e volo alto mentre ascolto
la melodia dell'anima
e volo mentre il Vento di emozioni
mi accarezza
nelle sue delicate sfumature
che sanno di infinito
così io volo,
come il battito del mio cuore che pulsa
all'emozione dell'anima,
ne ascolto il suono nell'aria
abbracciando l'infinito suono del volo
portando con me
in me
l'emozione di attimi in un volo
nell'infinito!
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    Scritta da: Gaspare Serra
    in Poesie (Poesie personali)

    Tra piaceri e incanto

    Come mare ardente d'agosto
    m'assali con le tue labbra
    inondandomi di salsedine
    per arenarti sul fianco della sera
    e ritrarti ancor bagnata al mattino.

    Come onda strappata dal vento
    sfili le vesti della spiaggia desueta di maggio
    abbandonando la tua mano umida alla mia
    per lasciarmi perdutamente bere
    tra le pieghe del tuo piacere.

    Quant'è arduo
    dopo tutto
    sopravvivere
    sprofondando
    nell'abisso
    dei miei occhi.
    Composta domenica 10 giugno 2012
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      Scritta da: Patrizia
      in Poesie (Poesie personali)

      Ancora un pretesto

      Cerco un pretesto per rimanere
      ancora con te
      Ancora qualche minuto,
      attimi che sappia di noi
      nuda sul nostro giaciglio.
      E mi sussurri parole che mi sciolgono
      E nei mie baci di miele ti abbandoni
      Scivolo come seta sulla tua pelle
      E scivolo nella tua mente...
      bruci sui miei fianchi
      bruci sulla mia bocca
      abbracciami adesso...
      Perché sono di nuovo qui
      a cercare un pretesto
      per rimanere ancora un po' con te...
      Composta venerdì 1 giugno 2012
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        in Poesie (Poesie personali)
        Urla del vento risuonano nella mia mente
        sembra di sentire gridi e lamenti dalle lontane terre,
        tempesta d'estate,
        è un gran pianto del cielo
        che sconvolge il mondo
        e quando torna il quiete
        e scintilla l'arcobaleno
        meravigliosi fiori spuntano dalle macerie,
        e s'allieva il dolore,
        nella benedetta calma,
        anime guizzano via
        a cercar l'infinito
        quel fertile campo azzurro
        da dove germogliano
        nuove vite.
        Composta sabato 9 giugno 2012
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          in Poesie (Poesie personali)

          La seggiovia

          Sabato mattina, nove in punto
          seduto su una seggiovia, risalente
          alte quote dell'innevata, montagna divertente
          mi preparo alla discesa, di piste bianche
          pronte a regalarmi, il bel momento
          di sano e assicurato, divertimento.

          Neve timida, ieri appena nata
          che nella notte dal gelo, era assopita
          ed ora al mattino, risvegliata
          in piena freschezza, e candido splendore
          come di luce, riflessa e brillante
          grazie alla stella, del più arrogante sol levante
          che gira il mondo nella potenza, del suo motore.

          Stagliata prepotente
          il suo disco gelido
          e dal giallo, pallido e potente
          su un azzurro, come sfondo
          di velato cielo, lievemente
          puro e incontaminato
          e più, dell'oceano profondo
          e infine accorgersi, semplicemente
          da qui soltanto
          di quanto, e così tanto
          è meravigliaso, questo mondo.

          Un paesaggio, commovente
          che sprigiona forza, rigenerante
          da far rinascere, anche il mio cuor morente
          un energia intorno a me
          che nell'aria, si avverte e sente
          ma una felicità che è tutta solo, fuori di me
          se il mio pensiero è ancor, centrato tutto su di te.

          C'è un timido telefono, sul mio petto
          in quella tasca, chiuso e tenuto stretto
          e addormentato, ormai da troppo tempo
          quante volte, da me afferrato
          ma poi delusamente, riposto sempre
          nel viaggio di quella, seggiovia risalente
          e senza un messaggio o nessuno, che mi ha cercato.

          E seduto, sulla seggiovia
          continua quella, triste mia
          spettacolare risalita
          assorto, e sconsolato
          triste, ma poi accecato
          per come brilla, il candore
          di quel mattino, col suo bagliore.

          Ma l'esterna felicità, proprio non mi desta
          e questa solitudine, è davvero una tormenta
          di altra neve, che non è questa
          ma quella che fuori osservo
          e la cui bellezza, quasi mi spaventa.

          E al guardar del mio orologio
          da un nodo in gola
          un singhiozzo, mi sfugge via
          per non essere da Lei notato
          la compagna di seggiovia.

          E quei numeri delle nove e 10, presto non vedo più
          sotto una lacrima caduta, sopra il suo quadrante
          alla vista di un paesaggio, mai tanto emozionante
          e per un cielo, mai visto così blu.

          E trova sfogo, quel mio pianto
          da un brivido di serenità
          che mi scorre dentro
          e che solo ora, sento davvero mia
          quando giunto in cima, lascio la seggiovia.

          Ora non è più solo, non più abbandonato
          il mio cuore, davvero è rinato
          nel mio respiro della neve
          nel mio sguardo, incantato.

          E la mia solitudine
          la riconosco, in quell'uccello
          fermo al centro, della pista mia
          e ora che mi accingo alla discesa
          sceso, dalla seggiovia
          lo vedo meglio minaccioso e nero, proprio quello
          ma con un batter d'ali, Lui e Lei
          presto insieme, volano via.
          Composta venerdì 6 gennaio 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            Quando si spengono le luci

            Tace guerra, nella notte intera
            dove nel silenzio, dolce impera
            solo mite bontà apparente
            di pace raccontata
            dal sussurro, di una casa addormentata
            finta tregua incalzante
            allo scandir, del buio peggio
            breve ansia, del mio dolce viaggio
            al salotto della calma
            dove presto è svanito
            il guerriero sguardo
            dal vano, suo coraggio.

            Le ostilità, non fanno un passo
            le divisioni, sono in regresso
            nella placata mente, d'incoscienza
            e forse è quella la sua chiave
            a guarire la sua innata, deficienza
            che nella luce mai si spegne.

            Ma nella notte, si abbandona la difesa
            che non sa verso, o contro cosa
            perché non vuole, mai capire
            che la vita, non è mentire
            ma non altro che un breve, divenire
            da vedere, solo dall'alto
            a ragione presa
            che conquista finalmente
            suprema la saggezza
            ma lei resta, sempre incompresa.

            E all'indomani, torna la sconfitta
            e troppo presto, è ripresa tutta
            nell'infausto vortice, la belva vita
            con violento scatto
            sotto luci che riaccende
            il nevrotico suo moto
            e alla pace, le fa scacco
            in questa somma, umana terra
            dove assurda regna
            sempre nostra guerra.
            Composta domenica 5 febbraio 2012
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              Scritta da: Salvo Stella
              in Poesie (Poesie personali)

              Essenza di Donna

              Ascolti la musica con il cuore e ne percorri i testi con la mente,
              un sorriso leggiadro s'incide sul tuo radioso viso
              sebbene scorgi la tua anima trascurata.

              Lacrime deposte in un fazzoletto che conosce la tua celata tristezza.
              Semplice nei gesti, complessa nei pensieri, dispensi Amore per tutti e ti accontenti di quel che avanza.

              Unicamente tu, meravigliosa, incantevole essenza di Donna.
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                Scritta da: Salvo Stella
                in Poesie (Poesie personali)
                Tu sei la mia parte migliore,
                il mio sorriso più bello che illumina la strada,
                il mio cuore più grande che abbraccia la vita.

                Tu sei la mia lacrima più dolce,
                la goccia che bagna il viso d'Amore,
                e d'Amore e per Amore luccica.

                Tu sei la mia poesia più bella,
                strofa della mia vita che vive,
                canto del cuore che batte.

                Tu sei il respiro del vento che avvolge l'eterno.
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                  Scritta da: Salvo Stella
                  in Poesie (Poesie personali)
                  Chiudi gli occhi quando il tuo letto ti avrà accolto, nel buio della notte sentirai il profumo delle lenzuola, il cuscino ti accarezzerà il viso e a lui affiderai i tuoi sogni.
                  Il silenzio, come in una stanza vuota, farà eco al tuo cuore, lo sentirai pulsare nel tuo sogno di vita e sospirando, lo accarezzerai ancora una volta prima che il sonno vi separi.
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