Scritta da: Nadia Consani
in Poesie (Poesie personali)
Week end
Vagare in ogni tempo
su percorsi inventati
e non volere i giorni del riposo,
per non camminare da sola
su pietre già calpestate.
Composta sabato 22 settembre 2012
Vagare in ogni tempo
su percorsi inventati
e non volere i giorni del riposo,
per non camminare da sola
su pietre già calpestate.
Sto salendo una scala,
alta e lunga,
ci sono piante
fiori e radici,
porta me in alto
è faticosa ma dignitosa,
ho sempre creduto
in questa scala...
vedo le stelle da quaggiù,
costellazioni che risplendono,
ascolto brezze notturne
che scintillano per
l'intero universo!
i miei scritti e le mie poesie
arrivano prima di me,
io non lo so cosa
c'è in cima a questa scala,
la sto salendo con ansia,
qualunque cosa c'è lassù
io non mi lamento di nulla,
sto vivendo.
i segni sono scritti nel cielo
hanno detto gli alberi
cantato anche dagli uccelli
L'amore ha trovato la sua strada
per il mio cuore. prima del giorno
sarebbe l'alba ed era proprio
come la stessa di quella precedente.
senza fare nessuna attenzione
ai canti degli uccelli
le nuvole sopra non avevano
un bel disegno le foglie che cadono
sono solo pensieri di rastrellamento e
la loro bellezza nessuno vedeva.
dato che il mio amore mi ha trovato
tutte le albe sono speciali
le nuvole tutto ad un tratto
mi ricordano soffici cuscini in cielo
le foglie che cadono all'improvviso
hanno colori bellissimi dipinti dalla natura
il canto degli uccelli è
dolce come non mai,
l'erba è più verde di sempre,
tutto merito dell'amore trovato,
Ora dico grazie a Dio
per questo dono d 'amore.
Sulla terra c'è un posto
dove il cuore dell'universo
pulsa in modo diverso.
Preziosa ostia
si offre alla vista.
Occhi increduli
restano attoniti
ed aprono i cuori
ad uno straordinario,
unico, candido bagliore.
Impulsi di luce
diffondono gioia.
Manna divina
alimenta la pace.
Un sole diverso,
innocuo si lascia mirar.
Sfera che rotea
in un'aureola purpurea,
il maestoso metallo
bacia e riscalda.
Trasuda il Risorto
che si erge a ponente
miracolose lacrime
di perdono ed amore.
Si vede,
si sente in un posto,
ma il miracolo
si rinnova ogni giorno,
in tutti i paesi del mondo...
Pace, pace, pace...
Noi due
ponti naufraghi
orfani di sponde illusoriamente sicure
franate sotto il peso dei giorni
sbriciolate dai sogni traditi
ritiratesi scoprendo il fondo di nulla
e qualche stinto straccio di intento.
Noi due
stanchi di mare
in cerca di una riva
prossimi all'accontentarci di esser pontili,
buoni appena per camminarci sopra
per ricevere i passi degli innamorati nuovi
in cerca di comuni orizzonti di roseo futuro.
Noi due
unici superstiti di due coppie
in cui l'altro si è arreso,
in cui l'altro non ha mai creduto
in quell'unione e condivisione
del bene e del male, salute e malattia.
Noi due
che ci siamo trovati
in quest'uragano di volti e parole
in un vortice di vento e tempo smarrito
e la mia mano che ti tiene
e i tuoi occhi che mi abbracciano
e noi che non ci lasciamo più.
Noi due
ponti e isole, relitti di guerra,
ora stessa pace, ora stessa terra.
Sono convinto che essere in un mondo cosi ovvio un don Chisciotte
Sia molto meglio che diventare medico o avvocato
E che vivere la vita secondo le idee della gente
E non secondo la mia sia sbagliato
Non aspiro ad essere una nuvola in un cielo nuvoloso
Bensì in quella distesa di tristezza l'unico raggio di sole
Che illumina il mondo e lo rende meraviglioso
E che ti permette di vedere la verità
E se essere pazzo non sia così brutto?
E se essere normale sia noioso?
E se essere un ombra nel buio sia tetro?
Voglio essere pazzo per pensare quello che voglio e come voglio
Per poter trovare la mia libertà e non quella di qualcun altro
Per poter essere cosi folle da cambiare il mondo
Qualche volta ho paura di essere solo contro il mondo
Poi però mi dico: è il mondo che è solo contro di me.
Guardare l'orizzonte,
aspettare un pensiero
tra il brillar dell'onda,
vedere solo buio
al confine del vuoto,
fanno tornare il corpo stanco
su passi incerti d'avvenire.
Nulla pare in atto
in te
nell'indotto dormiveglia.
Ma, aperti gli occhi,
tutto impregna
quella goccia,
continua,
che ti avvelena il corpo,
già ripudiato dalla mente
delusa e sola e che,
come estranea,
alterna coraggio e speranza
a follia disperata.
Attonita mi fermo
in spazio di mio tempo,
mentre incerta ondeggia
la medaglia di mia vita,
non più sostenuta
da saldo sigillo di fede.
Ecco in una faccia
sono spenti
i colori della gioia.
Nell'altra, invece, trionfa
l'insidiosa polvere
dei miei ostinati perché.
Confusa mi scuoto,
incerta mi alzo,
vinco,
riparto ancora
e salgo scale di mia chiesa.
Mi ascolta cuore sacerdotale
che mi riconduce,
in oasi di speranza
e paterno mi riconsegna,
intatta in suo splendore,
la medaglia di mia vita
che riluce di tutti
i suoi colori:
il bianco della pace,
l'azzurro della gioia,
il rosso dell'amore.
Un'altra serata da dimenticare,
devo smettere di pensare
per non vagare
e andare
all'altro mondo!
Ancora una volta
non riesco ad evadere
la depressione che mi sta per annullare!
Cerco una via di fuga
dai pensieri che non mi lasciano dire
dove fuggire!
Lo so benissimo che non posso sparire
da me stesso!
Cerco un via d'uscita,
sogno il paradiso
che non ho mai vissuto
ma sempre cercato!
Mi rendo conto
che sono solo un povero tonto,
all'ultima spiaggia,
che non ce la fa più
a star su!
Non so più che fare...
dove andare,
come sopportare
le delusioni della vita
e allora carico uno dei miei cd
nello stereo lì
per tentare di evadere
da questo inferno
e raggiungere il paradiso del padre eterno!
Ho ben capito che il paradiso può attendere,
ma io no, non posso aspettare,
devo andare!
Cerco con la mia musica una dolce espiazione
dei miei peccati... una gentile comprensione
per scappare dal bruciore
del dolore
di chissà quali peccati
che ho commesso
nell'essere me stesso!
La musica mi continua a suonare
e perdonare
tanto che mi rendo conto
che sono già in paradiso,
ho saltato il purgatorio,
e dall'inferno dei miei pensieri
sono scappato
e quindi sono già arrivato
a questo paradiso musicale!
Con queste note celestiali
mi sento
sprofondare
nel mio io,
verso la mia anima,
mi sento
di essere
e di vivere
la mia essenza
di quello che sono
e di quello che sarò
poco importa...
non importa!
È tutta colpa della melodia
che dire... è così bella
che mi fa sentire fatto,
o meglio strafatto,
di felicità!
Sono già in paradiso...
nulla mi può turbare,
con questa musica mortale
mi sento immortale!
Ormai nulla conta,
sono così preso,
forse per niente sorpreso
dalla musica
che mi ha cambiato,
che mi ha reso felice...
in pace con me stesso
e con il mondo che sta intorno!
Non penso piu'a nulla
e capisco che sono
un'anima salvata,
quasi beata,
in questo paradiso musicale!