Poesie personali


Scritta da: Susan
in Poesie (Poesie personali)

Il sapore di un attimo

Non volevo più innamorarmi,
mi ero detta,
ma l'amore ti penetra nell'anima,
e tu non puoi fare nulla,
ti tocca l'anima senza che tu te
ne accorga,
e vivi cosi
' l'intenzità di quell'istante.
la felicità solo momentanea,
perché non c'è amore,
che possa durare nel tempo.
È triste il pensiero che vive perché?
ti chiedi perché? e
senti questo amore che giunto
all'improvviso ti sia sia così vicino
eppure così irraggiungibile
irraggiungibile ne senti l'essenza
di quell'amore che tanto fà sentirti emozioni,
e tanto ti dà di dolore,
perché? avevo deciso di non innamorarmi più.
dopo di te, non volevo,
eppure l'amore arriva ti penetra nell'anima e
ti lascia li ferma sola a chiederti perché?
e lì nella tua anima vive l'intenzità di quell'instante,
una felicità solo momentanea,
che sai nulla resta, per sempre,
se non quell'attimo di felicità,
quell'attimo che ti rende
sofferente nei pensieri,
cercando di colmare quel vuoto
eppure vivere di quell'amore che
sai ha il sapore solo
di un attimo!
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: G. Casarini
    in Poesie (Poesie personali)

    Mea Gens: Il Ticino

    Mughettose, festanti e ridenti le sponde del Ticino,
    querce secolari e castagni d'odorosi boschi:
    mazzolini fioriti e cesti di porcini dal profumo intenso
    a Milano offriva un tempo Modestino
    a Porta Ticinese e Lodovica e in Piazza Duomo:
    una vita semplice, frugale e priva di pretese.
    Un tempo l'azzurr'onda sfiorava con fruscio i bianchi
    sassi e arsi, cotti dal sole Giovanni e i suoi fratelli
    lunghi forconi agitavan svelti nell'acqua dai barcè
    e i levigati ciottoli, frammenti di grezzi massi
    nel fiume a monte rotolati e poi rotti e spezzati
    da salti e lavorio dell'acque e trascinati
    per tempi e per stagioni sconosciute,
    l'affannosa e sobbalzante corsa qui finivan
    fermati, imprigionati da rebbi rugginosi;
    poi da fatica aggiunta e a forza aggiunti
    a guisa di bianchi su un ampio slargo monticelli
    portati infine in fornaci ardenti e vetrerie
    davano pane a Giovanni e ai sassaioli
    tramite forma e vita di familiari oggetti:
    vita dura e faticosa con dignità vissuta.
    Soli nel lavoro e nella vita al Goss e Margarota,
    "salvadag" li chiamavano certuni:
    era poi falso ma si sa la cattiveria
    era ed è allora come oggi assai presente
    che, per il dimesso aspetto e i poveri vestiti
    miseri stracci più volte rattoppati,
    si diceva e si credeva avessero malie
    strane e odiassero sia i grandi che i piccini,
    per questi allora non vi era peggior babau:
    meglio evitarli non incontrarli in strada.
    Così costretti da questa diceria odiosa
    a percorrer solitari solitarie vie la vita tutta
    giorno per giorno fuor che nell'Inverno
    dall'alba fino a sera tarda e senza sosta
    curvi e piegati lungo i cigli di rami
    secondari del Ticino tagliavan di netto
    con l'acqua sino alle ginocchia, ah povere ossa,
    teneri giunchi e ne facevan solide fascine.
    Io bambino "milanese", ospite dei nonni a Motta
    e non del tutto ignaro di tale cattiva maldicenza,
    questa devo rigettare e dire forte: "Care figure addio,
    agrodolce ricordo della fanciullezza!"
    Volle il caso che per caso li incrociai,
    cigolava la carriola colma di fascine,
    forti gli attriti della sgangherata ruota,
    solo, tremante, impaurito ed alla fuga pronto
    fui fermato non da callose e ruvide mani
    né da sdentate e paurose bocche
    ma da due ciau e da larghi sorrisi
    accompagnati da gesti in forma di saluto:
    non membra d'orchi ma di persone umane!
    Vita misera e piena di tristezze se non dolore:
    per poche lire un certo Giovanö prendeva le fascine!
    Mani esperte rapide le sue e veloci ed ecco cesti,
    cestini, fiaschi impagliati e damigiane
    di vesti intrecciate rivestite e belle,
    centri, centrini, sporte e sottovasi:
    parte all'industria, parte alle osterie,
    il resto infine lo vendeva Ghita la moglie
    col suo banchetto di sabato al mercato.
    Di tutti forse la miglior ma pur sempre vita grama!
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Ilaria Chiado' Rana
      in Poesie (Poesie personali)

      Cuore frantumato

      Il cielo è immenso
      immenso come l'amore che provo per te.
      Una casa col tetto bagnato,
      mi fa pensare al mio cuore frantumato,
      frantumato come da un fulmine che divide il nostro destino.
      Le mie paure sono i vasti rami che nascono da un solo punto,
      questo punto per me sei tu.
      Un fulmine colpisce un albero quando i nostri sguardi si incrociano.
      Le foglie nel frattempo cadono, cadono, cadono...
      come i pezzi del mio cuore.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Ilaria Chiado' Rana
        in Poesie (Poesie personali)

        La primavera

        La primavera è la stagione che amo di più,
        gli uccelli cinguettano,
        cantano e volano felici,
        la città si colora tutta
        di fiori dai mille colori,
        i vasti prati fioriti,
        il profumo nell'aria
        è tutto stupendo!
        E tu,
        Amore,
        perché sei così lontano,
        perché non provi a lasciarti andare,
        ad aprire il tuo cuore!?
        Amami
        E sarà per sempre primavera!
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          Diario della Solitudine

          Camminava per strada,
          l'ombra soltanto seguiva il suo passo.
          Era inanimato, quasi nessuno
          per i gonfi spettatori tutti in raduno.
          Per i fantocci in cravatta
          in compagnia di un Armagnac
          alitava come fa il vento sulla vetrina del bar.
          Aveva bisogno di parlare con qualcuno,
          e tra se diceva: "dai, ci riesci."
          ma tutti gli altri esseri
          sfilavan muti come pesci.
          Nella speranza d'orecchie amiche,
          parole asciutte, parole vuote
          sospirava dalla sua bocca quasi a mezza voce.
          Nessuno lo sentiva.
          Nessuno lo capiva.
          E allora,
          con l'anima dura di chi non perdona,
          mutava in un lampo l'anima in aggressiva.
          Schizzando parole e insulti in aria,
          attendeva una risposta,
          una parola inesistente,
          che sperava essere tardiva
          semplicemente.
          Composta martedì 18 settembre 2012
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Ilaria Chiado' Rana
            in Poesie (Poesie personali)

            la mia nonnina

            Nonna cara, nonna mia
            senza salutarmi sei volata via.
            Lassù nel cielo immenso e stellato
            Dio solo sa quanto ti abbia amato.
            Ogni notte tu sei dentro al mio sogno,
            di una cosa mi vergogno
            la distanza non mi ha permesso,
            di venirti a trovare troppo spesso.
            Ed io ora ci sto male,
            perché mi manchi tanto a quanto pare.
            Nonna cara, nonna adesso
            ogni minuto della giornata io ti penso.
            Spero tanto di rivederti ancora
            quando sarà la mia ora;
            così potrò riabbracciarti e coccolarti.
            Ciao nonnina.
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Ilaria Chiado' Rana
              in Poesie (Poesie personali)

              sola

              Sperduta in questa orribile foresta
              Dove la malinconia regna su di me,
              cerco una strada che mi porti a te.
              Mi volto verso quello spiraglio di luce,
              che mi ha guidata fino ad ora
              ma sembra non riesca mai a raggiungerlo.
              La foresta è deserta,
              non vedo alcun anima viva dinnanzi a me,
              i tuoi occhi mi appaiono in ogni dove,
              ma tu non ci sei.
              Le lacrime scendono lentamente sul mio viso
              Sino a ricoprirlo di tristezza.
              Disperata dal dolore
              Cado in questo deserto di anime
              Con la finzione di averti con me.
              Vota la poesia: Commenta
                in Poesie (Poesie personali)

                Ombre

                Ombre che si muovono
                di tante forme e misure,
                lunghe e fini di cipressi,
                basse e larghe di cespugli,
                di bambini son danzante,
                di giovani son agitate,
                curve e opache di vecchi,
                che s'ingrandiscono e nel tramonto
                svaniscono.
                Ombre mute,
                spazi oscurati dalla luce,
                senza peso e materia,
                ne profumo, ne colore,
                sono anime, che si mostrano al mondo,
                di ogni cosa che hanno un corpo,
                e alla sua volta della loro morte,
                scompaiono
                nell'eterno buio.
                Composta martedì 18 settembre 2012
                Vota la poesia: Commenta
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Il dolce gusto di un caffe amaro

                  Vorrei spedirti un bacio,
                  profondo come il mare,
                  caldo come il sole,
                  leggero come piume di fenice,
                  cosi, come esse, da poter rinascere nei tuoi ricordi,
                  ogni volta che il tuo desiderio tende a morire.
                  Affidarlo al più veloce dei venti, che viaggiando sull'onda
                  del pensiero, ti raggiunga in ogni angolo di questo mondo.
                  Per poi dissolversi di fronte ai tuoi occhi,
                  Come una fata dai mille colori, che addolcirà
                  ogni ricordo amaro,
                  ogni tramonto scuro.
                  Lasciadoti in bocca un sorriso
                  e il dolce gusto di un caffe Amaro.
                  Composta martedì 18 settembre 2012
                  Vota la poesia: Commenta