Tu non sei il mio amore
sei l'amore di altri amori
che t'amano d'amore
che non ama.
Tu non sei il mio amore
se amore è amar l'amore
e non amarti.
Composta giovedì 20 settembre 2012
Tu non sei il mio amore
sei l'amore di altri amori
che t'amano d'amore
che non ama.
Tu non sei il mio amore
se amore è amar l'amore
e non amarti.
Ce la metto tutta per cambiare
ma non so più cosa fare.
Sono nata un po' sbadata
sulle nuvole sdraiata.
Non sono come l'altra gente
che sa far finta di niente.
Combino guai a non finire
nonostante mi sforzi di capire.
Mi succede molto spesso
di scontrare un bicchiere
che di certo va a cadere
proprio contro la bottiglia
e succede un parapiglia.
Il vino vola nella minestra,
il piatto dalla finestra.
Non l'ho mica fatto apposta,
non riesco a star composta!
Non parliamo del guidare,
con l'auto non posso andare
con la certezza di ammazzare
venti pedoni sulle strisce pedonali
con manovre irrazionali.
Oppure a far benzina
con sei auto ferme in fila,
le tampono tutte in blocco
e combino un 48.
Il mio istinto me lo dice
che non sarò mai felice,
in questo mondo così perfetto
non c'è posto per il mio difetto.
Sono nata singolare,
nel dire e nel pensare,
ma a farle in abbinata
è un'impresa disperata.
Un po' artista un po' svagata
quasi sempre smemorata.
Anche in gaffes sono perfetta
ne infilo una doppietta.
E adesso sul finire
mi dovrò anche pentire
di aver sbagliato nome a un funerale
salutando uno che stava solo male,
e alla figlia che partoriva in Primavera
ho consigliato una pancera.
Che pasticcio ho combinato!
Ma ditemi, chi di voi
non ha mai sbagliato?
Perché un po' fuori di senno,
per lasciare il suo segno
Don Chisciotte della Mancia
col fedele Sancio Panza
intraprese un viaggio
di villaggio in villaggio.
Investito cavaliere
onorò il suo mestiere
che sembrava gloria vera:
ogni dì da mane a sera
cavalcava Ronzinante
per davver poco scattante,
e Sancio Panza poverino
lo seguiva sul suo ronzino
tra campagne desolate
di fantasmi infestate.
Avanti al grande periglio
mai il prode battè ciglio;
or di quel cavalier errante
c'è chi prende le sembianze
per vagare a tarda età
in assoluta libertà.
Mi sveglio in lacrime da una lunga notte
Cosa ero per te?
Cosa ne facevi delle parole?
È quasi impossibile
eppure adesso mi parla la realtà
Quella solitudine nera
Quella tristezza cieca
Quel freddo polare
Tutto conduce a te.
Avevo solo un po di petali bianchi sporchi di fango
avevo solo dei tagli sulle ginocchia
quando in silenzio cadevo per te.
E tu dove eri?
Con chi eri a ridere della mia ingenuità?
Cosa ne facevi delle mie carezze?
Dove hai lasciato il mio cuore?
Ho amato col sangue una maschera
di un uomo che non vuole ancora crescere
perché teme il suo destino.
Perché a te ho donato le stagioni più fragili
Perché a te ho rivelato i miei sogni...
Tu eri analfabeta d'amore
ed io ti ho insegnato a leggere i sentimenti più veri
lasciandoti questo come regalo più nobile
senza rancore.
E tu mi hai svegliata da un incubo senza un bacio d'addio.
Insonni cupe notti,
vuoti pensieri,
nero abisso nell'anima,
ottenebrate luci,
fulcro di ghiaccio,
tenebre sul trono,
dormienti regnanti,
consapevolezza sepolta,
libertà in catene,
essere reso mosaico,
chimere uccise,
io naufrago,
maschere vaganti intorno,
follia dei sensi,
follia.
Vedendo l'oscurità,
saremo in grado di osservare oltre.
magari oltre il buio ci troveremo
un raggio di luce ma per timore
non ci spingiamo oltre,
ma ci lasciamo cullare dal
sogno e il desiderio che conserviamo
dentro una scatola in fondo al cuore.
Dopo tutto questo tempo
mi capita ancora
di sognarti.
Dopo tutto questo tempo
mi capita ancora
di pensarti.
Dopo tutto questo tempo
mi capita
ancora di immaginarti accanto a me.
Eppure so che non mi meriti
so che non sei adatta a me
ma allora perché
il mio cuore non riesce a metterti da parte.
Sono consapevole che non potrà
mai ritornare tutto come prima
eppure sei sempre qui
rinchiusa dentro il mio cuore.
Ma non so spiegarmi il perché di questo.
Ho versato tante lacrime
ho donato tutto quello che potevo.
Sono stato un personaggio
nella tua vita
che ha assunto
vari ruoli.
Eppure alla fine sono stato "Pugnalato".
So che di te resteranno solo ricordi
ma vorrei dimenticarti
e non ci riesco.
Ogni volta che mi sveglio o mi addormento
mi capita di pensarti anche non volendo
e ciò mi irrita.
Mi irrita perché il nostro destino mi ha svelato
che una ragazza come te
non può vivere con uno come me.
Il tempo può anche trascorre
ma i sentimenti quando sono
veri e sinceri
rievocano sempre vecchie ferite
che tendo di nascondere.
Ti chiederei di uscire dalla mia vita
ma questo discorso lo dovrei affrontare
con me stesso.
Ho accettato di escluderti dalla mia vita
quindi devo accettare anche il fatto
che devo escluderti dalla mia mente.
Sentirti, camminare verso di me,
i tuoi passi felpati, silenziosi, il tuo respiro
sento che ti avvicina sempre più e mi vesti dei tuoi baci
i tuoi abbracci come una sciarpa che mi stringe dolcemente,
mi prendi la mano e mi disseti ancora un po
delle tue dolci carezze, sei tu sei il mio sogno.
I miei pensieri invadono la mente.
Sei tu che voglio,
ci sono giorni che mi sento distante da te,
giorni che aspetto una parola un cenno,
ho un solo desiderio,
sei tu che voglio.
Ma poi sono parole
che si abbracciano come profumi
o si accendono e si bruciano duellando
cosa resterà
delle nostre parole
dei sospiri, degli sguardi
chi racconterà del nostro andare lento
per spiagge deserte
tutto finirà senza i nostri figli
non i miei, che ne ho tanti che pure non conosco
od i tuoi
ma quelli nostri che non abbiamo
che potrebbero dire di noi ai loro
e loro ai loro
così, avanti nel tempo.
Le parole si perdono nel vento
come i profumi
come gli sguardi
come passi sulla sabbia di spiagge deserte.