Poesie personali


Scritta da: margherita1
in Poesie (Poesie personali)

Sbadatamente io

Ce la metto tutta per cambiare
ma non so più cosa fare.
Sono nata un po' sbadata
sulle nuvole sdraiata.
Non sono come l'altra gente
che sa far finta di niente.
Combino guai a non finire
nonostante mi sforzi di capire.
Mi succede molto spesso
di scontrare un bicchiere
che di certo va a cadere
proprio contro la bottiglia
e succede un parapiglia.
Il vino vola nella minestra,
il piatto dalla finestra.
Non l'ho mica fatto apposta,
non riesco a star composta!
Non parliamo del guidare,
con l'auto non posso andare
con la certezza di ammazzare
venti pedoni sulle strisce pedonali
con manovre irrazionali.
Oppure a far benzina
con sei auto ferme in fila,
le tampono tutte in blocco
e combino un 48.
Il mio istinto me lo dice
che non sarò mai felice,
in questo mondo così perfetto
non c'è posto per il mio difetto.
Sono nata singolare,
nel dire e nel pensare,
ma a farle in abbinata
è un'impresa disperata.
Un po' artista un po' svagata
quasi sempre smemorata.
Anche in gaffes sono perfetta
ne infilo una doppietta.
E adesso sul finire
mi dovrò anche pentire
di aver sbagliato nome a un funerale
salutando uno che stava solo male,
e alla figlia che partoriva in Primavera
ho consigliato una pancera.
Che pasticcio ho combinato!
Ma ditemi, chi di voi
non ha mai sbagliato?
Composta giovedì 20 settembre 2012
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    Scritta da: Parolaio
    in Poesie (Poesie personali)

    Don Chisciotte

    Perché un po' fuori di senno,
    per lasciare il suo segno
    Don Chisciotte della Mancia
    col fedele Sancio Panza
    intraprese un viaggio
    di villaggio in villaggio.
    Investito cavaliere
    onorò il suo mestiere
    che sembrava gloria vera:
    ogni dì da mane a sera
    cavalcava Ronzinante
    per davver poco scattante,
    e Sancio Panza poverino
    lo seguiva sul suo ronzino
    tra campagne desolate
    di fantasmi infestate.
    Avanti al grande periglio
    mai il prode battè ciglio;
    or di quel cavalier errante
    c'è chi prende le sembianze
    per vagare a tarda età
    in assoluta libertà.
    Composta giovedì 20 settembre 2012
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      in Poesie (Poesie personali)

      vittima

      Mi sveglio in lacrime da una lunga notte
      Cosa ero per te?
      Cosa ne facevi delle parole?
      È quasi impossibile
      eppure adesso mi parla la realtà
      Quella solitudine nera
      Quella tristezza cieca
      Quel freddo polare
      Tutto conduce a te.
      Avevo solo un po di petali bianchi sporchi di fango
      avevo solo dei tagli sulle ginocchia
      quando in silenzio cadevo per te.
      E tu dove eri?
      Con chi eri a ridere della mia ingenuità?
      Cosa ne facevi delle mie carezze?
      Dove hai lasciato il mio cuore?
      Ho amato col sangue una maschera
      di un uomo che non vuole ancora crescere
      perché teme il suo destino.
      Perché a te ho donato le stagioni più fragili
      Perché a te ho rivelato i miei sogni...
      Tu eri analfabeta d'amore
      ed io ti ho insegnato a leggere i sentimenti più veri
      lasciandoti questo come regalo più nobile
      senza rancore.
      E tu mi hai svegliata da un incubo senza un bacio d'addio.
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        in Poesie (Poesie personali)

        Stato Attuale

        Insonni cupe notti,
        vuoti pensieri,
        nero abisso nell'anima,
        ottenebrate luci,
        fulcro di ghiaccio,
        tenebre sul trono,
        dormienti regnanti,
        consapevolezza sepolta,
        libertà in catene,
        essere reso mosaico,
        chimere uccise,
        io naufrago,
        maschere vaganti intorno,
        follia dei sensi,
        follia.
        Composta sabato 12 maggio 2012
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          Scritta da: Patrizia
          in Poesie (Poesie personali)

          Un raggio di luce

          Vedendo l'oscurità,
          saremo in grado di osservare oltre.
          magari oltre il buio ci troveremo
          un raggio di luce ma per timore
          non ci spingiamo oltre,
          ma ci lasciamo cullare dal
          sogno e il desiderio che conserviamo
          dentro una scatola in fondo al cuore.
          Composta mercoledì 19 settembre 2012
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            in Poesie (Poesie personali)
            Dopo tutto questo tempo
            mi capita ancora
            di sognarti.

            Dopo tutto questo tempo
            mi capita ancora
            di pensarti.

            Dopo tutto questo tempo
            mi capita
            ancora di immaginarti accanto a me.

            Eppure so che non mi meriti
            so che non sei adatta a me
            ma allora perché
            il mio cuore non riesce a metterti da parte.

            Sono consapevole che non potrà
            mai ritornare tutto come prima
            eppure sei sempre qui
            rinchiusa dentro il mio cuore.

            Ma non so spiegarmi il perché di questo.

            Ho versato tante lacrime
            ho donato tutto quello che potevo.

            Sono stato un personaggio
            nella tua vita
            che ha assunto
            vari ruoli.

            Eppure alla fine sono stato "Pugnalato".

            So che di te resteranno solo ricordi
            ma vorrei dimenticarti
            e non ci riesco.

            Ogni volta che mi sveglio o mi addormento
            mi capita di pensarti anche non volendo
            e ciò mi irrita.

            Mi irrita perché il nostro destino mi ha svelato
            che una ragazza come te
            non può vivere con uno come me.

            Il tempo può anche trascorre
            ma i sentimenti quando sono
            veri e sinceri
            rievocano sempre vecchie ferite
            che tendo di nascondere.

            Ti chiederei di uscire dalla mia vita
            ma questo discorso lo dovrei affrontare
            con me stesso.

            Ho accettato di escluderti dalla mia vita
            quindi devo accettare anche il fatto
            che devo escluderti dalla mia mente.
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              Scritta da: Patrizia
              in Poesie (Poesie personali)

              sei tu

              Sentirti, camminare verso di me,
              i tuoi passi felpati, silenziosi, il tuo respiro
              sento che ti avvicina sempre più e mi vesti dei tuoi baci
              i tuoi abbracci come una sciarpa che mi stringe dolcemente,
              mi prendi la mano e mi disseti ancora un po
              delle tue dolci carezze, sei tu sei il mio sogno.
              Composta mercoledì 19 settembre 2012
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                Scritta da: GIUSEPPE CASSANO
                in Poesie (Poesie personali)
                Ma poi sono parole
                che si abbracciano come profumi
                o si accendono e si bruciano duellando
                cosa resterà
                delle nostre parole
                dei sospiri, degli sguardi
                chi racconterà del nostro andare lento
                per spiagge deserte
                tutto finirà senza i nostri figli
                non i miei, che ne ho tanti che pure non conosco
                od i tuoi
                ma quelli nostri che non abbiamo
                che potrebbero dire di noi ai loro
                e loro ai loro
                così, avanti nel tempo.

                Le parole si perdono nel vento
                come i profumi
                come gli sguardi
                come passi sulla sabbia di spiagge deserte.
                Composta mercoledì 19 settembre 2012
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