Poesie personali


Scritta da: molly62
in Poesie (Poesie personali)

il silenzio delle parole

Fisso quel foglio bianco, la mano in attesa,
mano stanca testimone del tempo che passa,
parole mute che non vogliono parlare.
Fisso quel foglio bianco e attendo che,
le mie parole riprendono voce,
ma i sogni si sono spenti
e il silenzio è ormai compagna della mia penna.
Composta venerdì 24 agosto 2012
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    Scritta da: molly62
    in Poesie (Poesie personali)

    amore senza catene

    La mia libertà è dentro.
    Io vivo e amo nella pienezza
    Di ciò che io sono
    "libera"
    Libera di amare senza vincoli
    Amore sacrilego, amore doloroso
    Senza futuro.
    Ma io ho spiegato le ali al vento
    E la mia libertà mi porta ad amare
    Senza costrizioni, senza giudizi,
    amore sulle ali del vento,
    io e lui fin sopra il cielo
    e il nostro volo non si fermerà
    perché è un amore libero ed infinito.
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      in Poesie (Poesie personali)

      Quando mi basterà essere con me

      Sarà come benedire
      la mia pelle,
      la mia mente,
      la mia anima.
      E osservare
      Allora tutto parrà più vero
      e non fisserò l'orizzonte
      guarderò oltre...
      perché saprò credere ai miei occhi.
      E quando il terreno sarà pieno di passi
      io imparerò a volare.
      Dalla mia schiena sbocceranno
      ali di consapevolezza
      e allora
      il cielo
      sarà la mia grande porta.
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        Scritta da: seilion
        in Poesie (Poesie personali)

        la gatta di casa

        Micetti appena nati, per levarseli regalavano,
        nostra figlia, lì, t'ha visto, miagolavi a perdifiato,
        a casa t'ha portato, con amore t'ha curato,
        eri così piccina, che ci stavi in una mano,
        grigio chiaro, tutta striata, col nome "Luna" t'ha chiamato.

        Subito, della famiglia hai fatto parte,
        sei cresciuta libera e prepotente,
        della casa, ben presto la padrona, sei diventata,
        tanti anni, sono passati e con noi tu sei rimasta,
        anche quando, nostra figlia, di casa se n'è andata.

        Tu gironzoli per casa, con incedere elegante,
        salti su mobili e divani, scruti tutto, con la testa, fai capolino,
        poi ci sali sulle ginocchia, per schiacciare un pisolino,
        se siam tristi, pensierosi, con la zampetta, ci tocchi il viso,
        vuoi una carezza, trasformi, la nostra maschera, in un sorriso.

        È tardi, andiamo in camera a dormire,
        quatta quatta, poco dopo, ti sentiamo saltar sul letto,
        fai un giro d'ispezione, poi le unghie affondi per
        ammorbidir il tuo giaciglio, fino che ti sdrai, qui sul petto,
        ti lasci dondolare, dal respiro regolare.

        Or si dice, gli animali non capiscono,
        quando viene nostra figlia, i suoi avi, a trovare,
        per la gatta, non esistiamo, la segue come un cagnolino,
        di staccarsi da lei non vuole, il ricordo
        di quand'era piccolina, la prima ad amare.

        seilion1.
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          Scritta da: seilion
          in Poesie (Poesie personali)

          Il sig. Dino

          Il ricordo, di un mitico personaggio, che la mia
          giovinezza, ha avuto, la fortuna di conoscere,
          un'uomo eccezzionale, straordinario, per la sua
          cultura, la sua gentilezza, il suo sapere.

          Lo si vedeva, tutti i giorni, dall'una alle tre,
          da "Vergi", vecchio bar, di una spendida via,
          prendeva sempre, un cicchettino e il caffè,
          e come al solito, nei primi tavoli si sedeva.

          Aveva sempre, un libbro in mano,
          lo divorava, come farebbe con la preda, un caimano,
          diceva, allontana la pazzia di torno,
          per questo io ne leggo, uno al giorno.

          Noi giovani, a Lui ci rivolgevamo,
          i nostri problemi di cuore, raccontavamo,
          in silenzio, ci ascoltava, senza sgarbo, ci consolava,
          senza nessuna presunzione, i suoi consigli, ci regalava.

          Non abitava nel quartiere, di lui poco si sapeva,
          vendeva pesci, ma aveva un sapere sopraffino,
          di te, son rimasti solo, bei, ricordi,
          mio carissimo, "Signor Dino".

          seilion1.
          Composta lunedì 30 aprile 2012
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            Scritta da: Simone Sabbatini
            in Poesie (Poesie personali)

            Sentimento II

            Che tristezza, piuma cara,
            senso vuoto del tuo stato!
            Io ti vedo, mesta, amara,
            nel tuo moto ormai fermato.
            Già non soffia più quel vento
            che spingeva te, leggera;
            dopo un attimo s'è spento:
            dopo un attimo è già sera.
            Or ti vedo, ferma a terra,
            sul cemento sporco e scuro:
            non c'è pace, non c'è guerra,
            solo un suolo nero e duro.
            Non più bella, non al sole,
            più nessuno che t'ammira;
            che, passando, se non vuole,
            non gl'importa, a te si gira.
            Quell'ostacolo, l'hai preso,
            che pensavi inesistente:
            quello scoglio t'ha sorpreso,
            t'ha colpito veramente.
            Vomitevole esistenza,
            ma bisogna andare avanti;
            porre forte resistenza
            contro i mali brutti e tanti.
            Già l'hai fatto, anima triste,
            vuota, mesta, amara e ferma;
            non per sempre il buio insiste,
            non per sempre in te s'afferma.
            Composta lunedì 24 maggio 1999
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              Scritta da: Simone Sabbatini
              in Poesie (Poesie personali)

              Percorso

              Dolcissimo incubo,
              sogno triste e pauroso:
              mi porti una strada di curve campestri,
              di teneri arbusti sudati dal sole,
              di petali allegri nel buio notturno.
              Un'auto – la guido! – la segue leggera,
              asseconda le curve volando, leggera,
              inconsistente ed eterea, leggera:
              oh fresca giornata d'estate!
              non sa dell'attrito.
              Ma la notte, no: nella notte
              l'asfalto costringe il suo moto,
              mi giro nel buio totale: son vivo,
              son solo, da solo. E soltanto
              così vedo gialli quei fiori.
              Non m'importa:
              sogno o angoscia, giorno o notte,
              del colore dell'estate o con il sangue mio versato,
              io ci proverò a seguirti, dolce strada:
              chissà dove arriverò.
              Composta venerdì 13 ottobre 2000
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                Scritta da: Simone Sabbatini
                in Poesie (Poesie personali)

                Insonnia

                Fa caldo stanotte: le tre
                ma proprio non riesco a dormire; fa caldo.
                Il sudore mi bagna le tempie,
                nel petto il mio sangue ribolle.
                Non dormo; non è tutto qui:
                c'è che dentro il mio cuore, frenetico
                lavora un mostro delicato,
                trasmette al cervello stranissimi impulsi.
                È un sentimento misto:
                rancore
                rabbia
                dolore
                spiacere
                tristezza
                angoscia
                dubbio.
                Mi manca qualcosa,
                non ho più la pace,
                non ho la certezza che solo un amico sa darti.
                E sei stato finora l'amico più stronzo,
                che tutto mi dava fuorché le certezze,
                ma adesso che non ci parliamo da un giorno
                capisco: per questo eri molto importante,
                per questo sei molto importante:
                non solum, sed etiam.
                Capisco che no, non viaggiamo su stesse frequenze,
                ma che l'amicizia è tutt'altro che questo.
                Per questo non dormo: ho cercato
                la sensazionalità dell'evento, scordando
                che tu non ti chiami Matteo.
                Sapendo che mai fileremo d'accordo
                - la tua prepotenza, il mio orgoglio
                vigliacco e permaloso,
                un po' geloso, un po' stupido, un po'
                dignitoso
                nel bene e nel male –,
                coscienti di questo
                cresceremo arricchiti.
                A questo io credo.
                Per questo so di poter dire che
                ti voglio bene.
                Composta venerdì 25 agosto 2000
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