semplicemente amore
E io arriverò a te
Ovunque tu ti trovi ti sentirò.
Sentirò il tuo pianto,
sentirò la tua gioia,
ogni tua emozione sarà la mia.
Due cuori un'anima sola,
scaldata dal sole,
vissuta sotto la luna.
Io e te uniti per sempre.
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E io arriverò a te
Ovunque tu ti trovi ti sentirò.
Sentirò il tuo pianto,
sentirò la tua gioia,
ogni tua emozione sarà la mia.
Due cuori un'anima sola,
scaldata dal sole,
vissuta sotto la luna.
Io e te uniti per sempre.
Fisso quel foglio bianco, la mano in attesa,
mano stanca testimone del tempo che passa,
parole mute che non vogliono parlare.
Fisso quel foglio bianco e attendo che,
le mie parole riprendono voce,
ma i sogni si sono spenti
e il silenzio è ormai compagna della mia penna.
La mia libertà è dentro.
Io vivo e amo nella pienezza
Di ciò che io sono
"libera"
Libera di amare senza vincoli
Amore sacrilego, amore doloroso
Senza futuro.
Ma io ho spiegato le ali al vento
E la mia libertà mi porta ad amare
Senza costrizioni, senza giudizi,
amore sulle ali del vento,
io e lui fin sopra il cielo
e il nostro volo non si fermerà
perché è un amore libero ed infinito.
Sarà come benedire
la mia pelle,
la mia mente,
la mia anima.
E osservare
Allora tutto parrà più vero
e non fisserò l'orizzonte
guarderò oltre...
perché saprò credere ai miei occhi.
E quando il terreno sarà pieno di passi
io imparerò a volare.
Dalla mia schiena sbocceranno
ali di consapevolezza
e allora
il cielo
sarà la mia grande porta.
Nel labirinto dei miei pensieri
nel buio delle mie paure
nel posto più nascosto del mio cuore,
hai lasciato una fiamma.
Quella luce che mi culla
mi accarezza e mi protegge.
E che rafforza la mia vita.
Micetti appena nati, per levarseli regalavano,
nostra figlia, lì, t'ha visto, miagolavi a perdifiato,
a casa t'ha portato, con amore t'ha curato,
eri così piccina, che ci stavi in una mano,
grigio chiaro, tutta striata, col nome "Luna" t'ha chiamato.
Subito, della famiglia hai fatto parte,
sei cresciuta libera e prepotente,
della casa, ben presto la padrona, sei diventata,
tanti anni, sono passati e con noi tu sei rimasta,
anche quando, nostra figlia, di casa se n'è andata.
Tu gironzoli per casa, con incedere elegante,
salti su mobili e divani, scruti tutto, con la testa, fai capolino,
poi ci sali sulle ginocchia, per schiacciare un pisolino,
se siam tristi, pensierosi, con la zampetta, ci tocchi il viso,
vuoi una carezza, trasformi, la nostra maschera, in un sorriso.
È tardi, andiamo in camera a dormire,
quatta quatta, poco dopo, ti sentiamo saltar sul letto,
fai un giro d'ispezione, poi le unghie affondi per
ammorbidir il tuo giaciglio, fino che ti sdrai, qui sul petto,
ti lasci dondolare, dal respiro regolare.
Or si dice, gli animali non capiscono,
quando viene nostra figlia, i suoi avi, a trovare,
per la gatta, non esistiamo, la segue come un cagnolino,
di staccarsi da lei non vuole, il ricordo
di quand'era piccolina, la prima ad amare.
seilion1.
Il ricordo, di un mitico personaggio, che la mia
giovinezza, ha avuto, la fortuna di conoscere,
un'uomo eccezzionale, straordinario, per la sua
cultura, la sua gentilezza, il suo sapere.
Lo si vedeva, tutti i giorni, dall'una alle tre,
da "Vergi", vecchio bar, di una spendida via,
prendeva sempre, un cicchettino e il caffè,
e come al solito, nei primi tavoli si sedeva.
Aveva sempre, un libbro in mano,
lo divorava, come farebbe con la preda, un caimano,
diceva, allontana la pazzia di torno,
per questo io ne leggo, uno al giorno.
Noi giovani, a Lui ci rivolgevamo,
i nostri problemi di cuore, raccontavamo,
in silenzio, ci ascoltava, senza sgarbo, ci consolava,
senza nessuna presunzione, i suoi consigli, ci regalava.
Non abitava nel quartiere, di lui poco si sapeva,
vendeva pesci, ma aveva un sapere sopraffino,
di te, son rimasti solo, bei, ricordi,
mio carissimo, "Signor Dino".
seilion1.
Che tristezza, piuma cara,
senso vuoto del tuo stato!
Io ti vedo, mesta, amara,
nel tuo moto ormai fermato.
Già non soffia più quel vento
che spingeva te, leggera;
dopo un attimo s'è spento:
dopo un attimo è già sera.
Or ti vedo, ferma a terra,
sul cemento sporco e scuro:
non c'è pace, non c'è guerra,
solo un suolo nero e duro.
Non più bella, non al sole,
più nessuno che t'ammira;
che, passando, se non vuole,
non gl'importa, a te si gira.
Quell'ostacolo, l'hai preso,
che pensavi inesistente:
quello scoglio t'ha sorpreso,
t'ha colpito veramente.
Vomitevole esistenza,
ma bisogna andare avanti;
porre forte resistenza
contro i mali brutti e tanti.
Già l'hai fatto, anima triste,
vuota, mesta, amara e ferma;
non per sempre il buio insiste,
non per sempre in te s'afferma.
Dolcissimo incubo,
sogno triste e pauroso:
mi porti una strada di curve campestri,
di teneri arbusti sudati dal sole,
di petali allegri nel buio notturno.
Un'auto – la guido! – la segue leggera,
asseconda le curve volando, leggera,
inconsistente ed eterea, leggera:
oh fresca giornata d'estate!
non sa dell'attrito.
Ma la notte, no: nella notte
l'asfalto costringe il suo moto,
mi giro nel buio totale: son vivo,
son solo, da solo. E soltanto
così vedo gialli quei fiori.
Non m'importa:
sogno o angoscia, giorno o notte,
del colore dell'estate o con il sangue mio versato,
io ci proverò a seguirti, dolce strada:
chissà dove arriverò.
Fa caldo stanotte: le tre
ma proprio non riesco a dormire; fa caldo.
Il sudore mi bagna le tempie,
nel petto il mio sangue ribolle.
Non dormo; non è tutto qui:
c'è che dentro il mio cuore, frenetico
lavora un mostro delicato,
trasmette al cervello stranissimi impulsi.
È un sentimento misto:
rancore
rabbia
dolore
spiacere
tristezza
angoscia
dubbio.
Mi manca qualcosa,
non ho più la pace,
non ho la certezza che solo un amico sa darti.
E sei stato finora l'amico più stronzo,
che tutto mi dava fuorché le certezze,
ma adesso che non ci parliamo da un giorno
capisco: per questo eri molto importante,
per questo sei molto importante:
non solum, sed etiam.
Capisco che no, non viaggiamo su stesse frequenze,
ma che l'amicizia è tutt'altro che questo.
Per questo non dormo: ho cercato
la sensazionalità dell'evento, scordando
che tu non ti chiami Matteo.
Sapendo che mai fileremo d'accordo
- la tua prepotenza, il mio orgoglio
vigliacco e permaloso,
un po' geloso, un po' stupido, un po'
dignitoso
nel bene e nel male –,
coscienti di questo
cresceremo arricchiti.
A questo io credo.
Per questo so di poter dire che
ti voglio bene.