Poesie personali


Scritta da: Maria Rosa Cugudda
in Poesie (Poesie personali)

Classe multietnica

Sarah perla d'oriente
Michael diamante nello stagno
Anna uragano travolgente
Costanzo disco incantato
Alison stella che illumina
Valerio sentiero scosceso
Fairouz fiore del deserto
Bruno fiume ostacolato
Elisa sole che splende
Arsenio spina dolente
Zhou porcellana dipinta
Lisa rondine di primavera
Celeste luna che rasserena
tutti diversi ma ognuno
per sempre presente nel mio cuore!
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    Scritta da: Carlo Peparello
    in Poesie (Poesie personali)

    Viandante

    Non giocare a carte
    divulga la tua arte
    apri tutte le porte
    non seguire Lune storte
    L'autunno è di un rosso acceso
    come il sangue ormai scorso
    Ogni passo è importante
    ogni sbaglio necessario
    come un dato rilevante
    come una strofa in un diario

    È passato il treno ma c'è sempre il sentiero
    ti porta dritto al traguardo più vero
    Non ti voltare, le scarpe ti devi infangare
    Nulla è scontato
    Nulla è regalato
    Ascoltati e non sbaglierai
    Di imparare non si finisce mai.
    Composta domenica 9 dicembre 2012
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      Scritta da: Luigi Berti
      in Poesie (Poesie personali)

      Bianca

      Un cane, un angelo da qualche parte c'è scritto qualcuno la detto.
      Riporto con gioia e amarezza una storia vera che il mio cuore tocca,
      un lamento sento ai bordi di un bosco, cosi fitto e denso di vegetazione
      che per entrarvi ho dovuto faticare,
      ma i miei sforzi non sono stati vani.
      Una piccola macchia bianca ho visto nella boscaglia,
      è da li che proveniva quel lamento amaro che ti torchiava il cuore,
      rannicchiato su se stesso era un cane non più giovane.
      Ho preso fra le mie braccia quella povera bestiola,
      impresso nella mia mente rimarrà per sempre
      lo stato in cui era e quanto tremava,
      con fatica sei riuscita ad arrivare alla nostra casa,
      ti abbiamo pulito e consolato ma il tuo sguardo era impaurito,
      nei tuoi occhi si vedeva ancora il terrore che ti imprigionava,
      forte era il tuo malessere che a stento riuscivi a mangiare,
      abbiamo capito subito che non ti eri persa,
      ma che eri stata abbandonata.
      Sei rimasta con noi qualche giorno,
      giusto il tempo di capire dal tuo comportamento,
      quanto l'uomo è stato vigliacco.
      La vita è strana e non smette mai di stupirci,
      un cane è fedele e in qualsiasi situazione
      non abbandona mai il suo padrone,
      così un giorno alle quattro di mattina ti sei messa ad ululare,
      mi sono alzato senza far rumore e ti ho visto li in mezzo al cortile.
      Come eri bella vestita di bianco
      e sotto la luna eri un incanto;
      ho visto i tuoi occhi, mi volevano parlare,
      ma io stupido non ho saputo ascoltare
      e con un gesto che rimpiango ancora adesso,
      alla tua cuccia ti ho fatto andare.
      Al nostro risveglio non c'eri più,
      ci avevi salutato con il tuo ululato,
      per ritornare da quel tuo padrone,
      traditore.
      Composta domenica 9 dicembre 2012
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        Scritta da: Stefano Medel
        in Poesie (Poesie personali)

        Il mio tempo per me

        Occhi stanchi,
        voglia di sbadigliare,
        la notte è andata,
        e chi se ne frega;
        casa mia,
        e và bene così;
        il mondo fuori,
        vada pure via,
        faccia cosa vuole,
        me ne frego,
        non muovo un capello,
        e vado in spazi liberi,
        perdendo il tempo come voglio,
        la vita è la mia,
        decido io  e basta;
        alzo le spalle,
        passa un ora,
        o un eternità;
        il mio tempo,
        è solo mio,
        e non mi interessa
        di nessuno.
        Composta domenica 9 dicembre 2012
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          Scritta da: Micha Capriello
          in Poesie (Poesie personali)

          L'offuscante riflesso del silenzio

          Si sente sofferenza, silenzio e disprezzo,
          il dolore è mostrato attraverso parole,
          con un mare di rimembranze e deserti
          di rancore,
          il tempo è dotato di spina dorsale, con
          un sogno lontano e una realtà da dimenticare,
          con porpora su polsi mortalmente segnati,
          che stende sul pavimento ricordi dannati.
          Si conta alla rovescia, per un lieve sorriso,
          il lamento dell'anima nel silenzio si è chiuso,
          ricamato sul pianto, in penombra del viso,
          vi è l'impronta del fato che non ha un passato
          concluso.

          Pioggia asciutta scivola addosso,
          pesante e silenziosa,
          invisibile allo sguardo di colui che riposa.
          Come la tela che assorbe miliardi di stelle,
          offuscata dal sonno di due sentinelle,
          la speranza è svanita con il sole,
          ormai offuscato da una coltre di dolore,
          e mentre si ama con voce sommessa,
          ecco che il cuore grida un'altra promessa.
          Il cielo è grigio, i prati incolti, i pensieri
          soffocanti e le mani tremanti,
          e così come il suolo ascolta la voce del mare,
          lenta una goccia è intenta a solcare,
          più lento e famelico è il sussurro dell'agonia,
          che è più vicina allo spirito di qualsivoglia
          compagnia.

          Arse da fiamme immaginarie sono le speranze,
          i sogni, i sentimenti, le emozioni, trascinati oramai
          in giardini senza fiori.
          Si sente il ticchettio di un orologio,
          il tempo di sognare e di pregare è terminato,
          in frammenti di antica felicità si è mescolato,
          è annegato in una miriade di attimi mancati,
          e di tenui e incolori sospiri solitari.
          All'ombra del pianto, con il sorriso imprigionato,
          il cuore di una roccia si è lentamente sgretolato,
          che solo il vento ha saputo cogliere, trasportare,
          ma che in quell'incontro di ferite non ha saputo
          interpretare.
          Come il riflesso della luna sul nero dell'acqua,
          nessun rimpianto dall'essenza si scaccia,
          e mentre la notte respira, coniatrice di sogni,
          l'anima preme sui polsi lame arrugginite dai
          ricordi.
          Composta sabato 8 dicembre 2012
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            Scritta da: Rosanna Tafanelli
            in Poesie (Poesie personali)

            Aspettando Natale

            Un ceppo nel camino, il fuoco acceso,
            spolverata di neve sulle cime,
            nell'aria fumo di castagne e vino,
            nel cuore l'ansia della bimba che ero.

            Il freddo si condensa sopra i vetri,
            sgocciola sulle mani ormai nodose,
            nel buio il lucore di una stella sola,
            attende il giorno e l'ora dell'arrivo.

            È un bambino, un annuncio, una promessa,
            aspettativa, sogno, provvidenza,
            gioia, speranza, futuro, sicurezza
            o attesa di un amore corrisposto?

            È l'aria di Natale, è quell'attesa
            che accompagna giornate silenziose,
            mentre uno spirito nuovo mi pervade,
            e so ancora una volta che lui c'è.
            Composta sabato 20 dicembre 2008
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              Scritta da: TOGO
              in Poesie (Poesie personali)

              uscire

              Raccatto i frammenti del contrasto
              vertici appuntiti arrotondano il mio cuore
              che prende vibrazioni con opposizioni di rifiuto

              Un mattino arroventato tra vigore e poi torpore
              come la vita e la morte
              come il fare o indugiare

              Il sole non era ancora sorto
              come il giudizio che aspettava seduto
              esigeva un caffè come un espresso che innova

              Fantasticare decisioni per ripartire
              e sentirsi dire che poi forse è meglio finire
              è come spegnere il cero dell'amore

              Quello illuminato dalla brama del vigore
              che si nutriva con l'energia
              di essere innamorati della forza.
              Composta sabato 8 dicembre 2012
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                Scritta da: Barbara Brussa
                in Poesie (Poesie personali)

                Occhi di mare

                Nei suoi occhi di mare
                ella scorge l'onda impetuosa
                capace di sradicare siepi insidiose
                abbattere mura di vecchie prigioni
                lacerare granitiche corazze

                La forza travolgente della delicatezza
                apre un varco nell'anima
                Con gentilezza, in punta di piedi, 
                egli si addentra nel sacro regno 
                d'una povera principessa senza corona
                e ne conquista, inesorabilmente, il cuore.
                Composta sabato 18 agosto 2012
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