Ad Anna
Foglie di un'unica pianta,
di cui scoprimmo tardi marce radici.
L'ombra non ci sconfisse,
noi che ricercammo Luce
nel nostro destino.
Un legame oltre il dna
è amore tenace, mia anima sorella.
Composta mercoledì 12 dicembre 2012
Foglie di un'unica pianta,
di cui scoprimmo tardi marce radici.
L'ombra non ci sconfisse,
noi che ricercammo Luce
nel nostro destino.
Un legame oltre il dna
è amore tenace, mia anima sorella.
C'è l'uomo che ha tutto
e c'è quello che ha poco o niente.
L'uomo appagato crede di essere
una grande persona
dietro al suo mantello da benestante,
anzi cerca di trarre profitto dall'ultimo gradino
che ha salito,
e ironicamente beccheggia, saccheggia
chi con umiltà non ha esposto niente.
Ma tu niente mi hai insegnato,
anzi una cosa ho imparato,
starti lontano per non essere appestato.
Tu invece, uomo semplice,
hai capito il nesso della vita,
gioisci per quello che non hai.
Sei contento quando la sera
ti trovi accanto
con un piatto di spaghetti ancora caldi,
tutti gli sguardi dei tuoi tesori
che ti stimano non per quello che gli hai dato,
ma per la passione e l'amore dimostrato,
perciò che non gli hai potuto dare.
Racconto la mia storia con tanto amore e poca memoria
perciò che è stato, perciò che ho perduto.
Racconto la mia storia con poche frasi,
magari nascoste dietro una strofa,
o dietro una virgola.
Una storia come tante, forse anche inutile,
ma è la mia storia.
E la racconto dietro un punto,
la racconto in silenzio,
per chi non solo sa udire
ma anche ascoltare.
Amo il silenzio
perché mi rivela la voce del cuore,
la voce di quelle emozioni
che non riesco a sentire
nel fragore dei miei giorni in salita.
Amo il silenzio
perché mi parla indicandomi l'unica via
che vorrei conoscere,
quella che non ha regole
che mi fa piangere, cantare, sorridere, sognare.
Amo il silenzio
perché mi fa vivere.
Amo il silenzio
perché mi parla di lui.
Buio circostante,
lucette lontane,
qualche festone natalizio,
un alberello lontano;
freddo e gelo,
che ti schiaffeggia
la faccia;
piena notte,
non un lamento,
non un gatto,
che gira,
niente;
tutto è fermo,
immoto,
silente;
dormiente;
guardi le auto ferme,
che luccicano sotto
i lampioni;
come sagome strane
e mostruose;
persiane serrate,
sono tutti,
nel mondo dei sogni;
sacchetto della spazzatura,
lo appoggi fuori,
guardi il cortile deserto,
notte fonda,
notte livida,
di brina,
nuvole strane, avvolte e scure
girano nel cielo;
notte.
Se solo potessi
tramutar in gesta
i miei versi
farei del tuo
corpo
la mia osannata
scultura
e le mani
mai
cesserebbero
di modellare
le tue
già sazie cuve
di belta!
Quel tempo è passato,
ma ancora fresco è il ricordo,
lei, che dalla cattedra
vedea ogni cosa
dal minimo dettaglio
al grande diserto,
lei, che con piacere ascoltava
i nostri tristi problemi.
Il tempo antico
ormai è passato e,
quei dolci momenti,
riviver non si potrà
poiché il tempo tradisce
e tristemente passa
ripugnando il passato
come in tradimento.
Nel ripensare a ciò,
la mente duole,
gli occhi lacrimano,
la bocca si tortura,
e le tese membra
richiamano il core
per scaricare il dolore,
solo la tensione sovrana governa.
Oh, se potessimo
tornare indietro a quel tempo
oh, quando la tristezza rinchiusa
prese il sopravvento
né l'allegria, pura e dolente,
né l'affetto, triste e caro,
poterono ricucir una così
aperta e rosea ferita.
E, come d'autunno
cadon le foglie e
di esse l'anima muore
scendendo lentamente
sul freddo e umido suolo,
anche noi, dalla distanza
afflitti e uccisi nel profondo
scendiamo nel baratro nero,
dal quale salir si può
solo ripensando a quel tempo antico...
Al fiore insultato nulla importa del cattivo e del buono
né della vendetta si preoccupa.
Ignorato dall'uomo
Il silenzioso rimprovero della natura
senza intenzione diviene cancro devastatore
ma questa non è profezia, solo facile previsione
l'ordinazione di un menù alla carta... senza sorprese
qualcuno annuncia catastrofi
addirittura tra qualche giorno la fine del mondo
esagerati! mal che vada sarà solo la fine dell'uomo
il mondo andrà avanti da sé. parola di Maya.
La solitudine cerbera si accanisce.
Tre teste tagliano la vita:
Serpente avvinghia e gela il petto;
velenoso freddo.
Pesce muto racconta di te;
silenzioso dolore.
Corvo grida la morte
e la vedi vita.
Lo sguardo rivolto verso una finestra
che per me ha poco orizzonte,
scelte razionali hanno già
delineato le cose che accadranno,
All'improvviso una luce cattura
la mia attenzione,
uno sciame di uccelli
nel cielo terso di dicembre,
li guardo con invidia,
anche se so dove andranno
un luogo più caldo ed accogliente,
ma la differenza che colgo è una:
la libertà di scegliere d'istinto.
E mentre seguo la loro scia
con un sorriso, so già cosa farò,
cambia all'improvviso la direzione
dei miei pensieri.