Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Noi e lui

Lo stato ci mostra la forza,
chissà perché
noi ne vediamo solo l'arroganza.
Lo stato lavora per il nostro bene,
chissà perché
non ci accontenta mai.
Lo stato fa cose giuste,
chissà perché
in tanti si ammazzano.
Lo stato è fatto dagli uomini migliori,
chissà perché ci fanno tutti schifo.
Lo stato ci vuol far cantare l'inno
chissà perché nessuno se ne frega.
Lo stato ci dice di onorare la bandiera,
chissà perché nessuno ne ha più una.
Poi
se mi guardo intorno
forse vedo la risposta.
Siamo così tanti
con le pezze al culo
che forse la stoffa ci è servita.
a rattopparci i pantaloni,
a metterci la targa,
come le automobili.
Composta domenica 9 dicembre 2012
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    in Poesie (Poesie personali)

    I bravi soldatini

    Ho eseguito gli ordini,
    ho fatto il mio dovere,
    ho applicato le leggi,
    ho interpretato le leggi
    ho rispettato gli obiettivi avuti,
    avevo disposizioni in tal senso.
    Complimenti dall'alto dei cieli
    da quelli che avete spedito lassù
    e dal basso dell'inferno da quelli lasciati
    a crepare in vita,
    prima di andare lassù.
    Complimenti
    dai padri rimasti senza figli
    dai figli rimasti senza padri
    complimenti da vedove ed orfani.
    Adesso,
    sugli attenti,
    la mano aperta,
    passate all'incasso,
    premi e complimenti
    proseguite la carriera.
    Può darsi che fra non molto,
    in ginocchio,
    la mano aperta,
    passiate ad un'altro incasso.
    Composta domenica 9 dicembre 2012
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      Scritta da: Luigi Berti
      in Poesie (Poesie personali)

      Pensiero

      Delicato e puro è
      Il tuo cuore
      come i petali bianchi
      di questo fiore,
      che ha unghie per graffiare
      Se no lo sai rispettare
      Rosa bianca con amore
      io accarezzo le tu spine
      senza nessun dolore,
      perche umile e onesto
      sono io al tuo cospetto,
      che ti ho colto con ardore
      per donarla a te.
      Amore.
      Composta domenica 9 dicembre 2012
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        in Poesie (Poesie personali)

        Venissi

        Se tu venissi
        a dissetare
        le mie assetate
        labbra
        con la rugiada
        della tua bocca.
        Se tu venissi
        a destar
        da un mesto
        letargo
        quest'anima
        spoglia,
        ridente
        sarebbe la stagione
        del mio cuore
        in questa bruma
        notte
        di stelle
        velate dalla nebbia.
        Se tu venissi
        io non di freddo
        tremerei
        perché
        avrei il corpo
        incendiato
        dal fuoco della tua
        passione
        domato sarei
        dalle tue carezze
        tanto braman
        le mie mani
        a toccare
        la tua
        bruna pelle.
        Oh se solo tu venissi...
        Composta sabato 8 dicembre 2012
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          Scritta da: Danut Gradinaru
          in Poesie (Poesie personali)

          Sotto la neve

          Sotto la neve spunta l'agrifoglio,
          spuntano le ali degli angeli bianchi,
          spuntano i sorrisi delle guance arrossate;
          spuntano i desideri di tutti i bambini.

          Sotto la neve tra i rami di ginepro:
          L'Immacollata Concezione...
          il dono è divino e arriva dal Cielo;
          è al di sopra di tutti. È sincero!

          Sotto la neve il gelido inverno
          sembra un babbo addormentato,
          tra migliaia di stelline bianche
          che russa nell'eco del silenzio.

          Sotto la neve ti ho conosciuto,
          caro Natale con la barba bianca...
          tra le più belle favole dei nonni,
          tra i ricordi e grandi canzoni.

          Sotto la neve che copre l'istante
          la vita accende colore nella forma
          e tutto si illumina di intenso,
          quando la casa prende vita. D'inverno...
          Composta sabato 8 dicembre 2012
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            Scritta da: Marco Galvagni
            in Poesie (Poesie personali)

            Noi figli della guerra

            Anni tremanti appesi ad una foglia
            su per il vorticoso dedalo dei sentieri della vita.
            Era il tempo di baci screziati di viole,
            frutto di teneri abbracci e carezze.
            Ora, noi figli della guerra,
            ascoltiamo l'eco dei silenzi dei cuori stranieri
            e, intrisi di tristezza, vaghiamo
            nella luce fatua dell'impervia brughiera
            incendiata da un'acerrima battaglia.
            Poi,
            quando finalmente s'immolerà l'animo nostro
            schiavo della sete amara del potere,
            non saremo più costretti ad annaspare,
            non più naufraghi nelle impervie trincee.
            Scacceremo d'improvviso l'orrore
            con una promessa di pace
            che assumerà l'aspetto, nella nostra oasi di quiete,
            d'oro fuso d'un amore tramato fitto.
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              Scritta da: Marco Galvagni
              in Poesie (Poesie personali)

              La nave

              Vedi, questa nave è un diario di pensieri
              dove cullati dalle capriole delle onde
              i marinai tendono le gomene,
              i muscoli madidi di sudore,
              rimembrando lidi senza nome, gente senza volto.
              È la nave dei desideri
              fioriti come l'amore
              e poi smorzatisi in un battito d'ali
              prima del meriggio della vita
              nel verdetto freddo come uno schiaffo di neve
              figlio d'un eterno peregrinare.
              Il tepore del focolare
              è un lenzuolo stinto nella memoria
              come il profumo di pane appena sfornato,
              l'odore dell'erba dei campi,
              il sapore dei lamponi e delle more,
              gli acuti gialli dei canarini,
              il caldo abbraccio del letto.
              Avanzano lettere affrancate con filigrane straniere,
              lettere senza sigilli testimoni del tempo smarrito
              inseguendo false chimere
              nel lago dorato dei ricordi
              di mille labbra da baciare:
              gettarle via perché diventino presto cenere
              nel fuoco ardente?
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                Scritta da: Marco Galvagni
                in Poesie (Poesie personali)

                Cicatrici d'amore

                In punta di piedi m'appari in un sogno
                avvolta in un vestito di seta fine
                risvegliando una ghirlanda di ricordi,
                cicatrici d'amore d'una primavera profumata
                in cui, tra le lenzuola, reggevo la tua mano
                ultimo appiglio del mondo
                e d'afose notti di mezz'estate
                in cui le orme dei nostri passi sulla battigia
                lasciavano una scia di libertà.
                Poi ti rivedo sparire nella nebbia di novembre,
                una densa coltre di panna sui nostri pensieri,
                timbrandomi il lasciapassare della solitudine.
                Fiorisce luce, ed è come se il cuore tremasse
                al suono acuto dell'antica sveglia.
                Aperte le persiane fatiscenti,
                scendo in un dedalo di vie
                lastricate di memoria
                del tempo dell'amore perduto.
                Ora sei la pietra spezzata, l'albero senza radici
                e faccio naufragio nel mare della nostalgia
                con una caravella di ricordi
                tra l'indifferenza dei passanti
                tale al passero che tenta il volo
                ma cade senza destare stupore.
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