Poesie personali


Scritta da: Ciro Orsi
in Poesie (Poesie personali)

Scarpe fatte a mano

Mio padre lavorava
nell'industria della concia
e come beneficio
godeva della fornitura
dei suoi materiali
a prezzi molto ribassati,
perciò poteva consentirsi
di far confezionare
calzature fatte a mano
fornendo suole e pelli
della prima scelta
all'esperto artigiano di famiglia
che quasi ogni mese
frequentava la nostra casa
o per fornire delle scarpe nuove
o per riparare quelle 'usate.
E così tre o quattro volte l'anno
don Alberto arrivava
dopo cena
e passava in rassegna
i piedi di tutta la famiglia
misurandone ogni cambiamento
con un piccolo metro tipo sarto
e in più per noi ragazzi
prendeva anche il contorno
d'un piede ben piantato
sopra un cartoncino
disegnato con un mozzicone
di matita nera
che teneva poggiata
sull'orecchio destro.
Nostra sorella primogenita
a diciott'anni
ottenne di potersi rifornire
presso un negozio
per seguir la moda
ma per noi maschi
e per tutti gli altri
solo scarpe fatte a mano.
I nostri piedi crescevano
come le piante
ad ogni cambio di stagione
ma don Alberto sapeva
che i suoi compensi
non sarebbero variati
e già sudava freddo
al pensiero della trattativa
finale con mio padre
per definire un importo complessivo
e poi per dividerlo in valori
una parte in contanti
e una parte in natura,
pelli d'agnello o di capretto
o di vitello di gran pregio
su cui il brav'uomo
contava di lucrare
un margine ulteriore
vendendo i suoi servizi
a qualche cliente più facoltoso
o di famiglia meno numerosa
e che non beneficiasse
della fornitura delle materie prime.
Composta sabato 27 aprile 2013
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    Scritta da: Nelson
    in Poesie (Poesie personali)

    Scegli

    Scegli
    o il sonno o l'arte,
    o la tua pace o il tuo delirio.
    Scegli se morire da pirata o da colonnello,
    se domani sai cosa busserà alla tua porta
    o se varcherai tu qualche cancello.
    Scegli tu cosa ritieni più opportuno,
    ci sono un sacco di scelte:
    scelte facili, scelte accomodanti,
    scelte gustose come torte di cioccolato.
    Ci sono scelte aspre e crude,
    scelte che ti uccidono o ti rendono diverso,
    scelte che ti cambiano, ti distruggono dentro.
    Scegli se vuoi vivere sopra un albero
    o dentro il guscio di una tartaruga,
    scegli anche di che colore vuoi il tuo cappello
    o che scarpe indossare mentre danzi.
    Scegli di vivere
    o scegli di rimanere in un enorme limbo,
    un deserto fatto di desideri e promesse,
    di manichini spogli.
    Li un cactus, la un piccolo scrigno.
    Forse contiene un tesoro,
    forse una terribile verità.
    Sta a te scegliere se aprirlo,
    ora sai che ti cambierà.
    Composta sabato 5 marzo 2011
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      Scritta da: Gabriella Stigliano
      in Poesie (Poesie personali)

      La mia realtà

      Ho perso le ali
      sotto un arco di menzogne,
      le ho ritrovate
      sui rami di un albero
      rivolte al cielo.
      Sono sveglia
      mentre la vita dorme,
      pregando a bassa voce
      nel tempio decadente
      della mia anima.
      Cammino
      tra le statue logore
      e il colonnato,
      senza scarpe,
      senza età
      e quando arriva l'alba
      con un inchino
      mi dimetto
      dalla mia realtà.
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        Scritta da: A. Cora
        in Poesie (Poesie personali)

        Ove si ferma il respiro

        Sei giunta
        agli estremi confini
        della mia profondità, e ora che
        ho perso, ogni minima cognizione, dei giorni
        e della consistenza
        Sono nudo, spogliato, oltre il limite del senno, in te mi schiudo
        come tenera spiga di grano, che dallo stelo affiora
        indefinita e rigogliosa
        Possiamo coglierla, respirarla, conservarla, mentre i venti
        ci soffiano, verso terre agl'occhi ancora ignote
        Ove il respiro timoroso, tende quasi
        a fermarsi
        E nel richiamo della brezza, già attesa nel tempo
        dolcemente piegarci, baciandoci
        perdutamente
        l'anima.
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          Scritta da: Stefano Medel
          in Poesie (Poesie personali)

          Notti lontane

          Questa notte
          Sempre più lunga,
          che pare non finire mai;
          il tempo nicchia e passa
          flemmatico come
          una tartaruga stanca;
          inseguo il sonno,
          che mi distanzia e mi pianta
          in asso;
          penso alle notti in città lontane,
          con le loro luci,
          i locali notturni,
          i bar,
          i viali luminescenti;
          notti in posti lontani,
          che vedo con la fantasia.
          Composta sabato 27 aprile 2013
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            in Poesie (Poesie personali)
            Vattene,
            non voglio essere la tua sposa
            di nero vestita
            con un velo fatto di pianto
            e non vedere più
            le violette
            e costretta di lasciare la mia terra
            per l'altra terra
            molto profonda,
            e la prima notte di nozze
            fare l'amore con la morte
            che mi giura eterno amore
            Vattene
            voglio restare nubile
            e poter vivere le mie emozioni,
            e di fare qualche sciocchezza
            prima di indossare
            il vestito ricamato
            di violette.
            Composta venerdì 26 aprile 2013
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              Scritta da: A. Cora
              in Poesie (Poesie personali)

              Attimi

              China la testa
              poggiata sul mio petto
              ascoltavi il battere del cuore
              nelle sue più sottili vibrazioni

              Perso nel'esalazioni del tuo profumo
              cercai la tua mano
              Cogliendo dal tuo sguardo, le voglie dei
              tuoi occhi, già persi nei miei

              Fu in quel momento, tra
              il lieve sibilare del
              vento, che noi ci
              prendemmo.
              Composta venerdì 26 aprile 2013
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                Scritta da: A. Cora
                in Poesie (Poesie personali)

                Occhi

                Occhi, che
                infrangono occhi
                creando scompiglio nei cuori
                Come una freccia ch'arriva senza fare
                rumore, scuotendo dai silenzi parole, in
                tutto un gran dir senza voce, uno scambiarsi
                emozioni, che nascono dai silenzi d'istanti
                Che scoprono i veri sentimenti, del'anima
                più densi, tenuti in essa imprigionati
                Uno sguardo, è parlarsi col cuore
                è carezzare pensieri già esplosi
                che la mente, felice colora
                È quella confusa parola
                che solo chi ama
                assapora.
                Composta venerdì 26 aprile 2013
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                  Scritta da: Angelo Giordano
                  in Poesie (Poesie personali)

                  La vita, come una rosa

                  La vita è come una rosa
                  anche sebbene sia ricca di spine
                  come i giorni tormentosi e uggiosi
                  pieni di ansietà e tormenti
                  ma ciò ci modella e ci fortifica.
                  In ogni suo petalo
                  c'è un giorno vissuto
                  un raggio di sole che ritempra il cuore
                  esso può essere profumato
                  o amaro di realtà,
                  noi lo viviamo e basta,
                  non importa il prezzo,
                  chi può fermare il proprio destino?
                  Ci sono tanti petali ricolmi d'amore,
                  che danno serenità e gioia.
                  Ma una sola spina può anche
                  pungere il tuo cuore, anche per sempre.
                  In fondo una vita
                  non viverla come una rosa,
                  non avrà mai,
                  la sua bellezza.
                  -Angelo Giordano-.
                  Composta giovedì 25 aprile 2013
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                    Scritta da: Ciro Orsi
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Fili d'argento

                    Nel tuo viso era rimasto
                    quel tondo di fanciulla
                    dagli occhi neri grandi
                    e dalla lunghe trecce nere
                    raccolte dietro al collo
                    che mostravi orgogliosa
                    quando giocavamo
                    a riguardare
                    le vecchie foto di famiglia
                    conservate nella cassetta
                    di legno dello stock
                    da chissà quanti anni.
                    Non c'era nostalgia
                    nei tuoi ricordi
                    ma un'emozione vera
                    nel rimettere in fila
                    ad una ad una
                    quelle immagini fissate
                    nelle foto
                    che io tiravo fuori alla rinfusa
                    per sentire ogni volta
                    il tuo racconto
                    come fili d'argento
                    con cui tenere insieme
                    i vivi e i morti
                    passato e futuro,
                    persone di famiglia
                    e conoscenti
                    di cui si è persa traccia,
                    santini di defunti conservati
                    insieme ai ricordi di famiglia.
                    Nel tuo viso vedevo
                    tornare il sorriso
                    a tuo modo
                    mi trasferivi
                    la poesia della vita.
                    Composta giovedì 25 aprile 2013
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