Poesie personali


Scritta da: Rosa Coddura
in Poesie (Poesie personali)

Una così toccante verità

Ho cercato di stendere
le braccia al mondo,
cercare in lui
un sostegno
un conforto,
riscoprirmi in ogni
suo difetto
e credere che nessuno
sia perfetto,
riscoprirmi
e vedere se su di me
avesse qualche effetto,
ho voluto conservare
un po' della sua terra
sulle mani
e far finta
che ci sia un domani,
alle prime luci dell'alba,
vedere il fratello sole
che gli sorrideva,
offrendogli un'altro giorno
e il tiepido
abbraccio del suo splendore,
la felicità filtrava
dai suoi raggi
per il suo ritorno,
cogliere il primo fiore
recagli dolore,
con la consapevolezza
di togliergli la vita
e sentirsi
un'omicida,
soltanto per il suo odore,
e rivestirsi del colore
dei suoi petali
per espiar le colpe.

Ho creduto
di abbracciare il mondo,
che la pace
non sia utopia
e la fratellanza
non sia una pazzia,
ho immaginato
eppure sentivo urla,
voci strazianti,
ira deliranti,
poi mi sono svegliata
era solo un sogno,
affacciandomi alla finestra,
vedevo che ogni certezza
si era già persa,
il cielo era grigio,
il fiore già colto,
il prato una distesa
di sporca e triste realtà,
nel suo verde spento
una così toccante verità.
Composta mercoledì 20 marzo 2013
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    Scritta da: Rosa Coddura
    in Poesie (Poesie personali)

    Rosa

    Quante volte
    i poeti
    hanno decantato,
    la tua bellezza
    osannato
    la tua delicata
    freschezza,
    forse senza
    cogliere mai
    la tua vera essenza,
    ti acclamano,
    ma ti amano a metà,
    senza apprezzare
    le tue spine,
    tua parte oscura,
    ma difesa da chi
    ti strappa alla vita
    che al dolore ti invita.
    Bella rosa rossa,
    con te si sposa
    la passione,
    ti doniamo
    al nostro amore,
    facciamo nostra
    la tua passione,
    ma dopo una delusione
    ci infliggiamo
    le nostre spine
    segnando anche
    la nostra fine.
    Composta domenica 24 febbraio 2013
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      Scritta da: Violetta Serreli
      in Poesie (Poesie personali)

      Fiuto

      Io fiuto, come respiro.
      Sospiro. Elevazione... elezione.
      Rifiuto la normalità imposta, e osservo.

      Con occhio stralunato deformo la realtà.
      Ridicola, la spio mentre la dissacro.
      Senza pietà, come Meliès la acceco.

      Le mie sono visioni di un risveglio,
      come incubi infantili che si intromettono
      tra miti che non ho scelto, tra simboli che non ho disegnato.

      Io, che fiuto ciò per cui ho rifiuto,
      deformo icone che non venero.

      Esalto l'intuizione. Sono l'intruso
      in un ammasso di uguaglianza.

      Scopro le carte che mi nascondi,
      e stralunato
      osservo ciò che fiuto.
      Composta domenica 7 aprile 2013
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        in Poesie (Poesie personali)

        Il filo invisibile

        C'è un filo invisibile
        che ci lega.
        Invisibile ma molto resistente.
        È attaccato ai nostri cuori
        e da loro si alimenta.
        È molto lungo e sempre teso,
        così ogni emozione
        che arriva ad uno
        passa all'altro.
        È colorato del nostro sogno
        di accorciare la distanza,
        più spesso di quello che è possibile in questa vita.
        Questa vita cha ci vede legati
        ad un filo invisibile,
        resistente e colorato.
        E quando ci incrociamo
        nei sogni,
        quando possiamo incontrarci
        nella realtà,
        quando la nostra mente spazia
        nella dimensione del nostro amore,
        il filo ci unisce
        in un abbraccio che dura
        il tempo del sempre.
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          Scritta da: Rosa Coddura
          in Poesie (Poesie personali)

          Solo un errore

          Errore, un taglio
          e cancelli,
          errore di disattenzione,
          eccesso d'emozione,
          errore,
          tante parole
          che le orecchie
          sono colpevoli
          di ascoltare,
          errore,
          volto corroso
          da sguardi
          che lo vedono imputato
          nel terrore di essere
          mal giudicato.
          Solo un errore
          che cammina
          peste s'insinua
          mentre la sua testa
          è già china
          nel suo dolore
          per essere solo
          un'errore da eliminare,
          ma continua.
          Errore
          di tante volte
          quando nessuno
          apre le sue porte,
          troppo impegnati
          ad apprezzare
          sempre solo stesso
          gusto
          ad insistere
          sul soggettivo
          giusto,
          e non serve
          nemmeno usare
          un correttore,
          nel forzato bianco
          resti solo un errore.
          Composta lunedì 22 aprile 2013
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            Scritta da: Rosa Coddura
            in Poesie (Poesie personali)

            Tutta la vita davanti

            Ascolto le storie delle persone,
            nelle parole il suono della volontà,
            dentro me sento solo confusione.
            Ipotesi della mia dura realtà?

            Seguo l'evolversi di altre speranze.
            Tutta la vita davanti l'occasione
            ad altri concede le sue pietanze,
            me, brodo di lacrime da copione.

            Quanto sono lontana, felicità?
            Vita mia, donami soddisfazione,
            orientami per la via dell'opportunità.

            Domani non è sazio di speranze,
            carriera aspira alla benedizione,
            non pretende chissà quali abbondanze.
            Composta mercoledì 20 marzo 2013
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              Scritta da: Rosa Coddura
              in Poesie (Poesie personali)

              Il viaggio

              Riempi le valigie,
              ti lasci dietro
              certe giornate grigie,
              mandi tutto al quel paese,
              ne hai già pagato
              le soffocanti spese,
              non c'è più tempo
              per le arrese,
              inizia il viaggio delle riprese
              di chi non arriva nemmeno
              a fine mese,
              di chi è stanco
              delle attese,
              prendere un bel treno
              o andare sull'aereo
              e stare fuori
              un anno intero
              e sentirsi già ripagati
              arrivare,
              disfare le valigie
              è accendere la miccia
              per l'esplosione
              di una nuova vita.
              Composta lunedì 8 aprile 2013
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                Scritta da: Rosa Coddura
                in Poesie (Poesie personali)

                Il canto delle sirene

                Lei dallo scoglio ti seduce,
                il suo canto da lei ti conduce,
                è così bella con i capelli
                sfiorati dal vento,
                e tu lì che pensi
                "Tra un po' io svengo".

                Ogni pensiero
                a lei si riduce,
                sembra che il suo canto
                allevia ogni dolore,
                sa trovare
                convincenti parole,
                sa ingannare
                usando ogni mezzo
                per ammiccare,
                ti canta la canzone
                lasciata a metà
                dagli altri,
                con tessuto scarso,
                gli strappi del tuo
                cuore ricuce,
                le ha rimarginate
                solo per il tempo
                che ti ha avuto.

                Il suo sguardo
                è ammiccante,
                ogni sua movenza
                provocante,
                tu inizi a spogliarla
                con gli occhi
                si accendono i fuochi,
                ma alla fine dei giochi,
                indossi i vestiti sporchi.

                Non ricordi il suo nome
                ti sei lasciato ammaliare
                alla ricerca di calore,
                la risposta è stata la sua pelle
                il suo finto affetto.
                Ti chiedi chi ti ama davvero
                per ogni tuo difetto?
                Forse a chi davvero tengo. "

                S'alza il vento,
                provocando l'ira delle onde,
                ma nessuno riparo
                da loro ti nasconde.
                Composta lunedì 8 aprile 2013
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                  Scritta da: Rosa Coddura
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Sala d'aspetto

                  Sono ferma
                  in attesa di conferme,
                  ho qui con me
                  il menù delle richieste,
                  mi dicono di stare
                  calma e seduta
                  ma questo consiglio
                  non mi aiuta,
                  mi alzo continuamente
                  e nervosamente
                  quasi scavo un solco,
                  girandoci intorno.

                  Aspetto non è
                  mai il mio turno,
                  arriva sempre qualcuno
                  che passa prima,
                  io arresa non
                  arrivo mai in cima,
                  dentro me cambia
                  anche il clima,
                  c'è intanto chi perde
                  la pazienza,
                  chi impone la sua presenza
                  e ogni pretesa
                  ed io in un angolo
                  che mando
                  tutto al diavolo.

                  Sala d'aspetto
                  ho strappato
                  da tempo il
                  mio biglietto,
                  non costringetemi
                  in quell'angolo stretto,
                  voglio solo rispetto
                  per ogni desiderio
                  che ho espresso
                  ed ogni lacrima
                  che ho perso.
                  Composta sabato 6 aprile 2013
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