Ricordi
Sogni spenti
all'imbrunire del tempo
così distante
dall'umanità.
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Sogni spenti
all'imbrunire del tempo
così distante
dall'umanità.
In un
mondo che gira, tra
qualche canto dal vivo
E consistenti incompresi rumori
privi d'un vero sapore
È bello di tanto in tanto
In quei giorni che piove più forte nel cuore
Guardarsi a fondo negl'occhi, ritrovando se stessi
migliori
Scoprirsi ancora più accorti, al'ombra nel sole
nella gioia o accanto al più intenso dolore
Nelle aurore ove nasce l'amore
In quelle mai dette parole
Ma è altrettanto bello, riperdersi per
ritrovarsi ancora, al tramonto
del'ultimo sole
Miniati d'uguali
colori.
Esco frettolosa,
ma improvvisa bellezza
di aiuola rifiorita
m'incanta.
Mi fermo.
Guardo e vedo
le giovanissime margherite
variopinte
che ridono leggiadre,
mentre venticello lieve
li accarezza amico.
Nel siculo cielo di cobalto
veleggia una spumosa
nuvola bianca.
Improvvisamente
è ricoperta
dallo sfrecciare
di festosi uccelli.
Respiro questi palpiti
dell'universo
e li innesto nel mio cuore.
Voglio confonderti,
inabissarti nel mio mare,
annegarti nel vortice dei miei pensieri
ed incantarti con la mia arte.
Come Nausica, ti veglio e
ti incanto per diventare Medea
e pietrificarti con uno sguardo.
Un bacio, per farti dormire
lunghe notti dietro un canto effimero
che porta alla morte.
Dolce lusinga il mio viso ed
un sorriso,
vana promessa d'amore
che volteggia leggiadra
e si frantuma nella roccia.
Schiuma di mare
Il mio bianco vestito
che lascia scoperti i capezzoli
e li copre con la tua bocca.
Accanto a te sono io che muoio,
uccisa da un morso.
Il corpo mio si piega
Su nervi di tela
e luci di candela.
Un sangue colora la schiena
quando bacia la mia vena,
il respiro si fa di crema.
Sento che
non sarò più foglia d'autunno
dormiente sui binari
di quel treno che mai passò.
Sento che
non ci saranno strade da perdere
dentro i tuoi occhi.
Ho solo un cielo nero da riempire
con nuovi disegni
ad ogni ritorno da te.
Non ci sarà più
aria da trattenere a denti stretti,
perché soffierai sulle nuvole
dei miei polmoni.
Adesso posso sentirmi lontano.
Adesso posso dirti perché ti amo.
Adesso posso iniziare
raccontarti chi sono io,
perché se amo vivo,
Se ho amore
Io sono.
Capirei come farti vibrare
amando il suono del tuo corpo
reso strumento al mio contatto.
Mangio il tuo colore negli occhi,
immagino il tuo sapore
lasciando scorrere sogno di te
là dove rifletto sensi
aspettando sia nuovo amore.
Sentirsi finiti, fuori tempo.
Sconfitti.
Mettere insieme un mosaico di sogni
e appenderlo
al cuore.
Bagliori nel vuoto
dello spazio-tempo
dell'universo primordiale
lasciano tracce di armonie
divine andate in pezzi
nel dispotico abisso
degli eventi:
come echi di note disperse
nell'universo
dal pentagramma della vita.
La ragione procede
senza sosta a cercare
la chiave per entrare
nel mistero nascosto
in fondo all'essere
con formule complesse
e geometrie sofisticate
d'incomparabile grandezza,
ma solo l'arte penetra
l'essenza della vita
disvelando l'eterna natura
dell'esistenza umana.
Da occhi
in altri perduti
da istanti di sguardi
rubati
può farsi carne lo sguardo
tanto da unire due derma, in quella
dolce sinuosa, ardente magia
come di musica
assolo
nel'atto più intenso d'amore
in quel tuo essere mia
come di note
poesia.
Attimi
sconfinati
voglie assetate
ferme, al nulla sospese
Innanzi due bocche braccate, labbra
dischiuse d'attesa, pronte al gusto da resa
Soltanto il piacere danzare, in quel flessuoso
ancestrale torpore
Lingue dai sensi accecate, ancora
cercarsi tra loro
Gustando l'un l'altra, in
gocce d'amore, quel
liquefatto
sapore.