Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)
Vorrei catturarti, farfalla dorata.
Ma dove è il tuo corpo?
S'è forse disciolto nell'acido
d'un mondo che avversa la carne?
Ogn'Angelo ha toni sottili.
Soltanto altri Angeli
ne odono, lievi, la voce.
I deserti chiedono orme:
conferme disperate
di una loro presenza
all'alto volo degl'Angeli.
Al Deserto non basta
la fresca ombra di un'ala.
Composta domenica 12 febbraio 2012
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    in Poesie (Poesie personali)

    Magia del computer

    Si affaccia nel mistero della mente
    Si annida nelle pieghe dell'amore
    Fiorisce con l'azione del vomere
    Esplode con l'orrore della guerra
    Si strugge con il canto del poeta
    Con la morte si diffonde in chi resta
    Può spegnersi nello schermo del computer.
    Composta domenica 1 gennaio 2012
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      in Poesie (Poesie personali)

      l'intento

      Vi parlerò d'una speranza antica,
      dei cerchi dell'attesa
      che mutarono i volti in dura pietra
      soffocata dal grigio delle ceneri.

      Lacrime nuove scaveranno solchi
      ridando luce al rosso della carne.

      E le parole mie saranno polline
      Trasportato dal vento.

      Su tutti Voi, fratelli,
      isole solatie
      bruciate dall'idea del sopravvivere,
      ridarò tempo al Tempo, ed il mio dire
      rinsanguerà le vene, rese rami
      sfogliati ed essiccati dal bisogno.

      Chi presterà il suo ascolto al mio vagare
      avrà gocce di vita e tinte nuove
      abbelliranno il cesto suo di fiori.
      Composta lunedì 24 gennaio 2011
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        in Poesie (Poesie personali)

        IN CHE CI MUTEREMO?

        Dopo una solitudine di vita
        perennemente indotta alla ricerca,
        dopo tanti e più vani tentativi
        di mutarci in perfetti agglomerati
        che sfuggano alla morte,
        in che ci muteremo?
        Quale destino attende
        l'entità che accompagna il nostro corpo?

        Quanti incerti prodotti di un fervore
        esteso dalle nebbie del possibile
        fin oltre le barriere del fantastico,
        proteso alla ricerca
        di spazi inconsistenti,
        di tempi senza tempo,
        hanno tentato darci una risposta?
        Giace la mente stanca e si abbandona!
        Curare la meccanica complessa
        d'una motrice in viaggio
        a poco vale
        se si trascura e perde il passeggero.

        Troppo spesso ignoriamo le risposte
        Che ci ha dato la Vita.
        Noi mutiamo in "Memoria".

        Per tanti, una memoria senza storia;
        per pochi, una memoria in un'immagine
        stampata in qualche libro; per alcuni
        in una forma estratta dalla pietra
        o colata nel bronzo che ricordi
        fattezze senza senso, che hanno un senso
        se conosci una storia.

        Ogni uomo ha una storia prima ancora
        che si affacci alla Vita e mentre vive
        aggiunge storia a storia,
        nuove esperienze e nuovi tentativi
        trasformati in memoria.

        Qualche memoria si trasforma in mito.
        In mito da imitare o contrastare.
        Un mito che si cala in ogni essere,
        diventa carne viva e ci divora.

        Non ci attende nessuna mutazione!
        Come continuità d'orme visibili
        della coscienza cosmica
        orientata all'incontro con se stessa
        siamo soltanto briciole di Storia,
        nicchie di Conoscenza,
        occhi d'un Universo
        che non avendo occhi,
        che non avendo specchio,
        vuole veder se stesso!
        Veicoli di insiemi di memorie
        in lotta con l'oblio
        che si accompagna al nero della notte,
        nel Diluvio del Tempo.

        Eppure, sì! Per certo
        dando valore e forza alla memoria,
        riducendo l'abisso che separa
        "Noi" dalla "Perfezione",
        ricorrendo al collante dell'Amore
        c'è consentito trasformarci e... giungere!
        Composta lunedì 31 dicembre 2007
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          Scritta da: margherita1
          in Poesie (Poesie personali)

          Il pianto delle donne

          Eri così bella
          con quelle onde tra i capelli
          che sapevano di mare,
          e quello sguardo morbido
          che accarezzava il cielo
          sembrava posarsi lieve su ogni cosa.
          Odoravi di torte e di bucato
          e il mio chiamarti mamma
          abbracciava tutto il creato intero.
          Eppure non ti dissi mai di quel giorno
          quando nascosta a coprirti il volto
          udii il tuo pianto.
          Era leggero come il lamento
          di un animale ferito,
          soffocato tra le pieghe del grembiule,
          piangevi... oh Dio... ricordo sai come piangevi,
          come solo le donne sanno fare,
          in silenzio... senza clamore.
          E il mio cuore di bimba batteva impazzito
          confuso e sgomento.
          Non ti dissi mai di quel giorno
          né mai ti chiesi il perché,
          per amore ti lasciai portare con te
          quel ricordo.
          Ma sai Madre ci sono giorni
          che non si dimenticano
          che segnano una tappa nella vita,
          per me fu quel pianto che se
          tornassi indietro un istante solo,
          asciugerei coi baci che solo una bimba
          sa donare.
          Composta sabato 13 aprile 2013
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