Poesie personali


Scritta da: margherita1
in Poesie (Poesie personali)

PRIMAVERA

Ho visto un fiore stamattina
un accesso di colore
sgomitava tra le zolle,
faceva capolino
con timido imbarazzo.
Solo ed unico accenno di Primavera
tra la pioggia dei campi.
Un petalo sporgeva con fatica
d'un color indeciso
tra le braccia di due tenere foglie
incredulo d'esser nato a sua insaputa.
Sembrava non sapere cosa fare
ma un pallido raggio di sole
si sporse tra le nubi
sdraiandosi lì accanto.
Piccoli semi ancora addormentati
sbadigliarono stupiti
e presto piccole primule
radunandosi a macchia
intonarono il canto della vita.

Franca Mercadante.
Composta sabato 13 aprile 2013
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    in Poesie (Poesie personali)

    Città

    Come seme interrato
    nell'orto del domani,
    la mia speranza nasce nella notte,
    aumenta nella quiete del silenzio,
    e gigantesca all'alba si dilata
    nei vividi colori
    della luce del sole.

    Di giorno poi
    la furia delle macchine,
    coi suoi clamori inutili,
    con le sue ombre e le sue lotte accese,
    mi sgretola e m'uccide.

    Ma la sera, al ritorno,
    l'occhio mio inaridito
    si bagna nei colori del tramonto,
    e una stilla d'amore
    riaccende nuovamente nel mio pozzo
    il ciclico processo
    della resurrezione.
    Composta martedì 31 agosto 1976
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      in Poesie (Poesie personali)

      Anima e Corpo

      Certo che t'amo!
      T'amo!
      E t'amo
      più della stessa notte che m'oblia,
      più del grande lago,
      più della bianca Luna che veleggia,
      più delle candide
      roride cascate d'acque cristalline,
      più dei pendii nel verde,
      più dei monti, del Mare, della Terra,
      dei misteri del Sole e dell'Abisso,
      oltre l'Umano, oltre l'Infinito!

      E a te vicino, colto dall'amplesso,
      s'estende e inturgidisce il corpo mio
      e, con esso, all'unìsono, pervasa
      dai tuoi effluvi odorosi,
      vibra l'anima mia siccome corda
      sottile d'arpa delicata al vento,
      e mentre cedo al vortice, disseta,
      inondando la culla della Vita,
      il seme della Vita, il nostro amore.
      Composta domenica 30 novembre 194
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        Il viaggio

        Lunghi cipressi altissimi nel cielo
        mi dissero di te.

        Su strade interminabili, riarse
        dalla foga del sole,
        bagnate in burle d'acque di miraggi,
        macinate con la furia del vento
        tra pareti di morte,
        con la mia mente in lunghi soliloqui
        ho discusso di te.

        Curve in agguato
        in brividi di ruote
        stridenti sull'asfalto
        con gemiti acutissimi hanno urlato
        il mio amore per te.

        Ero solo,
        solissimo,
        ansimante,
        gonfi gli occhi di lacrime al pensiero
        che t'avrei rincontrata.
        Ma quando giunsi dopo mille rischi
        non trovai che il tuo corpo,
        e per crudele burla del destino
        il tuo corpo
        era stanco.
        Composta domenica 31 luglio 1955
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          in Poesie (Poesie personali)

          A Margrith

          Tu sei passata come la tempesta.
          Piange l'ulivo coi suoi rami rotti
          il dolore del vento,
          il tempo si riposa nel silenzio,
          e, sopraffatto,
          tra l'umide ferite della terra
          giace il corpo di un vecchio.
          Inutilmente
          la misera pietà d'un bianco telo
          lancia grida di sfida all'universo.
          Sordo è lo spazio e Dio
          guarda da un'altra parte.
          Intanto verso Nord, passati i monti,
          dove il cielo è più cupo,
          l'uragano,
          mai sazio di flagelli,
          lacerando
          procede la contesa
          d'altre vite alla Vita.
          Composta martedì 31 agosto 1965
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            in Poesie (Poesie personali)

            Oh potenza suprema.

            Oh potenza suprema
            che mi ponesti davanti uno specchio
            perché scegliessi me stesso!
            Fu così che privo di te,
            nudo, affamato e assetato,
            annebbiato dai veli del mistero,
            pensando di trovarti in un luogo,
            presi anelante a cercarti,
            ininterrottamente,
            per valli e deserti,
            lungo le sponde dei fiumi,
            nei ciechi anfratti dei boschi,
            in luoghi abitati
            dove ripetono invano
            e senza passione, un tuo nome.
            Ho scalato e disceso montagne
            guidato da scrosci cantanti
            di fresche sorgenti di vita,
            da forti richiami d'amore,
            e tutto
            per tutta
            un'intera lunghissima notte,
            fino a quest'alba radiosa,
            a questa morbida sponda
            che m'offre l'abbraccio allo sguardo
            sul mare sconfinato
            dell'esistenza.
            Ora è caduto ogni velo.
            Ora so che non m'insidiasti:
            ora so che m'amasti
            al punto di farmi cosciente
            così che finché fossi in vita
            potessi bagnarmi
            nuotare e flottare felice
            su questa tua onda infinita.
            Composta giovedì 15 gennaio 1998
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              in Poesie (Poesie personali)

              Il dono dell'aquila.

              Uno spirito libero, fratello,
              ha sette qualità che qui raduno:
              - l'ala possente
              - e come un grande uccello
              un nido molto in alto che nessuno
              raggiunge facilmente,
              - sul mantello
              ha in equlibrio il bianco, il rosso e il bruno,
              - se parla è un canto melodioso e bello,
              - raramente s'accoppia con qualcuno,
              - ha sguardo fermo e fiero e braccio forte,
              - l'ultima qualità è che bene o male
              vada la sorte, resta indifferente,
              fa sempre del suo meglio, alacremente,
              rispettando l'assunto suo speciale
              d'amar tanto la vita che la morte.
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                Addio alla salma

                Come pietra scolpita mi raggeli.

                In fondo a due crateri
                le palpebre serrate sull'abisso
                del tuo caldo mistero
                sono sipari chiusi su voragini
                d'una vicenda spenta
                in cui specchiavo e riscaldavo l'anima,
                e questo incontro non ci dà più storia.

                Come impronte di cera consumata
                da fiammelle che furono sorrisi,
                le cavità del volto tuo riflettono
                il silenzio dei ghiacci, e la ferita
                tra le tue labbra stinte
                ha il pallore azzurrino dei crepacci.

                Dove è finito il fuoco tuo? Perché
                ti sopravvivo? Perché mai l'unito
                viene ora disgiunto; e perché mai
                il divino concede il frantumarsi
                dei cristalli dell'ere dell'amore?

                È sordo il tempio; mute le parole;
                lo spirito non ha più batter d'ale;
                ed atto di dolore è la carezza.

                Ora, tempo scaduto, i nostri baci
                son gusci alla deriva, fluttuanti
                sul cosmo dei ricordi:
                come luci ribelli di memorie
                si estinguono in vapori di comete
                in lotta con l'oblio,
                divorate dal nero della notte.
                Composta mercoledì 29 dicembre 2004
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  PREGHIERA

                  Creta è il mio cuore
                  ed il mio corpo è fango.
                  Ma quando
                  l'oscurità placidamente a sera
                  sulla terra discende
                  e, soffice, s'adagia,
                  ed il tremulo raggio
                  d'una remota stella
                  e silenziosa
                  al mio sentire apporta
                  di vite esterne il tenero messaggio;
                  e quando
                  il mare a lungo mirando
                  con la sua eterna soave melodia
                  dolcemente m'invita all'oblio;
                  e quando
                  l'alta vetta del monte
                  e maestosa
                  e giorno e notte immobile
                  sul quadrante immenso del cielo
                  arresta il tempo,
                  sento, o Signore,
                  perché al mio cuore Tu donasti il palpito
                  e, giubilando in seno,
                  ti ringrazio.
                  Composta lunedì 31 marzo 1947
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                    in Poesie (Poesie personali)

                    Terra e cielo

                    È casa mia quest’atomo sospeso
                    sull’abisso dei vortici del tempo,
                    e m’è caro indirizzo
                    la sua presenza viva
                    nell’incerto vagare delle stelle.

                    Mi culla il suo rotare silenzioso
                    negli spazi siderei
                    là, dove gelo e buio,
                    prima che giunga il giorno,
                    sono entrambi trafitti
                    dai raggi luminosi dell’attesa.

                    C’è una luce riflessa nel mio cuore
                    donatami dall’alto
                    messa lì con l’intento
                    di riscaldare il mondo.
                    S’agita questa luce nel mio corpo
                    come albina straniera
                    ansiosa di ricerca.

                    Vorrebbe motivarsi
                    disperdendo il grigiore delle nebbie
                    che s’addensano cupe
                    sulle vette amorose della storia,
                    ma annaspa soffocata
                    dall’altro me, in sé stessa,
                    resa cieca ed in ceppi
                    dallo stato animale.

                    A malapena emerge e trova forza
                    di nutrirmi un po’ l’anima
                    e, talvolta, in silenzio,
                    s’impegna generosa a intiepidire
                    la carceriera frigida spirale
                    dei miei pensieri.
                    Composta giovedì 6 marzo 2003
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