Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Tu sola, come luna

Sull'occhio della mente
Mi calerà come nebbia
Un velo leggero;
s'addenseranno grevi nel profondo
le larve della memoria;
l'azzurro ingrigito
scolorirà le attese e i sospiri del giorno;
la freschezza d'un fiore
non basterà più a compensare
la stasi del presente;
il buio,
il buio incipiente,
m'imbrunirà l'anima
nelle rughe del tramonto.

Tu sola, come Luna,
resterai lassù, piena, nel cielo,
a conservare la luce,
a consolarmi
nella notte del mio svanire.
Composta sabato 25 settembre 1999
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    Risveglio

    Dal lieve torpore
    di un sogno di luce,
    da un folto intrecciarsi
    di mille colori
    in forme cangianti
    mi giunge il risveglio.

    Ed ecco mi trovo
    vagante sul mare;
    su un guscio di noce
    stracolmo di reti
    di fitta speranza
    consunte dal tempo.
    Mi sveglio a settanta.

    Riflette lo specchio
    il noto compagno
    scomposto e assonnato.
    Le rughe ordinate
    del volto d'un vecchio
    contornano l'occhio.
    S'affacciano in esso
    le tante memorie...
    Riaffiorano in lacrime
    tutte le storie
    giacenti nel pozzo.

    M'ha dato la Vita
    felice un traguardo:
    mi sveglio a settanta!

    E mentre rifletto
    mi canta nel cuore
    la voce di bimbo
    che calda mi dice:
    ti cullo da sempre,
    torniamo nel letto,
    ritorna a sognare.
    Composta domenica 30 novembre 1997
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      L'Amore

      L’amore è come il flusso del mare alla sabbia
      viene e va senza ragione concreta
      se non il cieco premere dei venti
      che il vortice creato
      da chi scagliò nel cielo i mondi
      alimenta con antico vigore
      di un impeto irresistibile, sovrumano
      perché eterno, divino.
      La sabbia non sa
      da quali segreti abissi
      le giunga quella fresca carezza,
      né il mare conosce
      da quali vette
      elevate nei silenzi della luce
      quella polvere arsa ad esso venga;
      essi non sanno né possono sapere,
      lunghi cammini
      da tempi remoti tracciati
      impongono il loro incontro,
      ma lì, ove essi s’incontrano
      anche se per un attimo
      ed una volta sola
      miracolosamente comparve la vita.
      Composta martedì 30 giugno 1953
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        La giustizia

        La giustizia ha perduto il proprio aspetto.
        Non è più un divenire
        ha assunto mille volti e mille toni
        nel vociare assordante
        di mille sedicenti giustizieri.
        L'uomo ha perduto il gusto dell'incontro,
        l'ha ridotto in frantumi, in mille scontri
        dove le convenienze
        si traducono in trame e strategie,
        nel gioco delle parti
        siamo in milioni a fare i giocolieri
        a mentire ed uccidere.
        Ogni nostra menzogna è un assassinio
        un altro tarlo infame
        che polverizza l'ossa ai nostri morti
        un'altra pietra eretta e cementata
        sulla novella torre
        di babele.
        Composta domenica 30 novembre 1975
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          Introspezione

          Giuda che ci farai coi tuoi denari?
          Quali acquisti varranno il tuo delitto?
          Comprati un vetro, un limpido cristallo,
          con occhio acuto specchiati
          e vedrai
          il Cristo che tradisci un'altra volta,
          il Giusto che ogni giorno per drogarti
          consegni nuovamente
          ai pingui sacerdoti
          del consumismo.
          Composta giovedì 30 settembre 1976
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            Incontro a Cala Martinella

            IEcco incarnarsi d'incanto
            l'antico Mistero.

            Prorompe improvvisa
            attiva e vivace
            l'immagine attesa di Dio
            priva ancora di ali.

            Con passo incerto,
            le petit Abel
            delicato,
            curioso,
            avanza attratto dal mare.

            Si perde il suo sguardo profondo
            smarrito in quell'onda infinita
            e richiama al cuore
            l'innocenza del mondo
            ferita nella luce
            dalla nostra cecità.
            Composta venerdì 12 agosto 2005
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              in Poesie (Poesie personali)

              Chi sei tu, Amore

              Chi sei, tu, Amore.

              Amore, se tu sei, chi sei, tu, Amore?

              Il vagito di un bimbo? Il peregrino
              occhio rapito da lontane stelle?
              L'equilibrio di tante particelle
              assemblate in un corpo in armonia?
              La spirale che torce il basso ventre
              colmo di desiderio? La malia
              della persona amata? La magia
              di formule, d'ipotesi e ricordi?

              Sei lacrima stillata dal dolore
              per la selvaggia realtà del Mondo?
              Sei la scura sorgente di mistero
              che sgorga da pupille in sofferenza?
              Sei miseria, bisogno, sei follia
              quale fuga dal dedalo di Vita?

              Sei tu mitezza d'animo gentile?
              Musica, danza astrale e poesia?
              Sei in fondo a un sogno o su una vetta ambita?
              In realtà, chi sei, chi sei, tu, Amore?

              Sono tante le orme dell'Amore
              e tanti i suoi prodigi e i propri frutti.

              Ma il vero Amore è uno Tsunami, un'onda
              Che investe, che travolge e che fa intendere
              con le viscere e il cuore, e con la mente,
              nell'umano, l'Eterno e l'Infinito.
              Composta martedì 15 agosto 2006
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