Poesie personali


Scritta da: Angelo Giordano
in Poesie (Poesie personali)

Esistenza

Per molto tempo,
il sole nella mia vita,
seppur risplendeva agiato
non m'irradiava ne luce ne calore;
Tutto era quasi statico e insensato,
in alcuni giorni
i pensieri incupiti,
riemergevano silenti;
pensieri di giorni fausti e sereni,
ma una cotante pochezza di emozioni,
ormai trasmessa al cuore.
Confrontati alla cruda realtà.
malgrado il fato.
Adesso nessun oblio è caduto,
il tutto è perennemente statico,
dove gli entusiasmi vacillano,
come vacilla un uomo sul dirupo.
Il niente prevale sempre sul reale,
una logica di vita mai accetta.
Non ne sfuggo, ne indietreggio il passo,
ne il mio capo a esso va a voltarsi,
Il fato accetto,
e a ampie mani firmo il patto,
che questa vita dà e forzato accetto.
Composta martedì 7 maggio 2013
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: A. Cora
    in Poesie (Poesie personali)

    Senza meta

    Spesso
    partii senza
    meta, per il solo amor
    del viaggiare
    perché odiavo il sostare, e sempre
    l'uguale osservare, amavo del cielo
    il colore, amavo del mare il sapore
    più volte entrambi li colsi, per confondere
    i sogni, che la notte, sentivo volare
    col solo rumore del'ali
    per soddisfare pensieri, perché
    piacevano al cuore
    Perché i miei desideri più cari
    erano nuvole chiare
    che un vento
    d'altrove
    portava.
    Composta martedì 22 maggio 2012
    Vota la poesia: Commenta
      in Poesie (Poesie personali)

      Dai nonni

      È un'ora d'estate
      di un giorno che si chiama domenica.
      Questa fila di ore
      messe in fila da sempre,
      ma per oggi qui ancora per poco.
      E noi di famiglia
      nel giorno di festa
      tutti estasiati
      davanti a quel quadro
      fatto di luce,
      firmato finestra,
      che tanto seduce.
      Aspettiamo curiosi
      che si abbui tutto quanto
      per voltare la faccia
      ed andarcene a cena.
      Composta lunedì 6 maggio 2013
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie personali)

        Toc toc

        Vorrei farmi una casa,
        ma la vorrei così nascosta
        da dover dire
        ogni volta che voglio tornare
        che non trovo la strada,
        come quando si è molto bevuto,
        o siamo confusi dalle tante vie del ritorno.
        E vorrei un portone gigante,
        pesante,
        che solo chi è sano e forte può muovere,
        ed una serratura che cambiasse ogni giorno
        per farmi capire
        ogni sera che torno,
        che non è casa mia.
        Composta lunedì 6 maggio 2013
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          Molti ieri fa

          Matteo neppure mi considera,
          corre fra gli alberi.
          Ha poco da dirmi,
          oppure ha cose più importanti da fare
          che non venirmi incontro.
          Fatica a muovere la coda
          ma forse non ha voglia di salutarmi.
          O forse non mi riconosce,
          ho una maschera veneziana sul corpo
          ed il viso troppo scoperto.
          Corre sulla quattro zampe.

          È passato del tempo,
          quello fatto di anni.
          Matteo è sepolto nel "giardino di sopra"
          della villa dalla quale si guarda Firenze.
          Lo seppellì mio padre
          che per un giorno smise di bestemmiare
          e volle farsi prete
          per seppellire l'amico a quattro zampe.
          Composta lunedì 6 maggio 2013
          Vota la poesia: Commenta
            in Poesie (Poesie personali)

            Tempo da perdere per pensare

            Ho bisogno di una casa
            dove da dentro
            attraverso i vetri
            vedo un fuori che piove
            e che mi bagna i capelli,
            e mi bagna le lacrime
            per diluirle,
            farle scendere più in fretta,
            sparire
            con i dolori
            in un bicchiere di vino di sabbia.
            E voglio un fuoco
            che accechi chi lo guarda cattivo
            ma riscaldi il mio cuore
            imperfetto e lontano,
            assente.
            Voglio una guerra
            ma solo nel giorno che se ne festeggia la fine
            e si contano i morti.
            Nessuno.
            Una guerra per burla.
            E voglio un giorno speciale
            ma non lo voglio in futuro
            lo vorrei oggi
            e su questo non scherzo
            perché non ho molto tempo.
            Ma mi scuote un risveglio,
            un ceffone ben dato.
            Capisco che l'ora di sogno è fnita.
            Straccio i miei - voglio -
            ed il mio - ho bisogno-
            e torno ad alzare le braccia,
            in fila con gli altri,
            il ritorno alla cella del padiglione realtà
            del mio carcere a vita.
            Composta lunedì 6 maggio 2013
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Urviniensis
              in Poesie (Poesie personali)

              Vespero nero

              Ah, tormenti notturni! Destrieri d'ingegno impazziti!
              Fievole è la ragion che duole,
              e la mente, eterna caldaia, che brucia parole
              e le viscere, rotte in spasmi contriti

              davvero non serbi nulla di meglio per me?
              Può forse, la vita, ridursi a recitazione?
              Quale il merito, per non esser ferito da falsa emozione?
              Lascio che il nero inghiotta i neri perché.
              Composta lunedì 6 maggio 2013
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: A. Cora
                in Poesie (Poesie personali)

                Tornai

                Tornai, un
                giorno in quel
                prato, che mi vide
                bambino coi soffi del
                vento giocare
                Trovai quel colori d'allora
                quel profumo amato del fieno
                dal sole seccato, più volte, nel'aria
                cercato
                Non c'erano più quegli amici, in quel
                tempo un giorno lasciati, ne quei
                chiassosi sorrisi, rimasti in quel cielo
                incollati, solo l'arsura d'una stagione
                che aveva indossato le ali
                Scoprii la tristezza più scura, quando
                poi venne la notte, con le sue stelle
                già accese, giù nel torrente
                specchiare
                Mentre ripresi un po' fiato
                quando osservando quel
                luogo da solo, compresi
                Quanto già fossi
                cambiato.
                Composta lunedì 6 maggio 2013
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Stefano Medel
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Manto della notte

                  Notte mi ammanta di nuovo,
                  col suo velo di crine nero;
                  e mi cattura con le sue maliè;
                  portandomi in un mondo onirico,
                  tra sogno e fantasia,
                  realtà e veglia;
                  mentre la notte si accende di
                  mille luci,
                  coi lampioni solitari,
                  le luminarie,
                  i cartelli,
                  le scritte al neon,
                  le luci di cortesia;
                  tutto un mondo,
                  che di giorno,
                  non c'è.
                  E me ne sto,
                  per conto mio,
                  tra le memorie,
                  e le cose di ieri e
                  del presente,
                  che si confrontano vicendevolmente;
                  e il mio spirito vaga,
                  nel buio, ramingo,
                  in affannata ricerca della pace.
                  Composta domenica 5 maggio 2013
                  Vota la poesia: Commenta