Poesie personali


Scritta da: A. Cora
in Poesie (Poesie personali)

Il mio tempo

D'autunno
si veste il mio tempo
al greve mutare dei venti
Al vaglio d'un'altra
stagione, che ogni sogno scolora
Di sole nostalgico, si tingono gl'occhi
dietro un'oscura ragione
Laddove s'annida il dolore
Ove tu, splendida e nuda
ancora in essi
dimori.
Composta martedì 22 novembre 2011
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    Scritta da: Gabriella Stigliano
    in Poesie (Poesie personali)

    Sacrificio della natura

    Nel giardino annerito
    di un mondo lacerato,
    c'è ancora l'odore
    di un cespuglio profumato,
    che cespuglio non è,
    ma un uomo ripiegato,
    di foglie ricoperto
    e di fumo annebbiato.
    È stato l'unico
    ad apprezzare fino in fondo
    la natura,
    non sradicando
    per poi innalzare grigie mura,
    ma curando i suoi paesaggi,
    comprendendo
    della natura i linguaggi.
    Il mondo ora è distrutto,
    ma rinascere potrà
    da un sacrificio d'amore,
    da un atto di dolore,
    dalla vita preziosa
    che quell'Uomo darà.
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      Scritta da: A. Cora
      in Poesie (Poesie personali)

      Oltre il muro

      Quelli, che
      sono oltre il muro
      dove il passar della vita
      mostra i suoi frutti e i suoi fiori
      Non sanno apprezzare i colori, che lascia
      fuggendo l'aurora, né d'un tramonto del sole
      Solo coloro che vivono al buio, avvolti nel'arido duolo
      sanno il cielo osservare, nel suoi risvolti più chiari
      Sanno inseguire l'aurora, un tramonto del sole
      Osan parlar con le stelle, quando la bruma
      scompare, quando il cielo è gentile
      Quando vogliono parlare
      Perché han qualcosa
      da dire.
      Composta sabato 11 maggio 2013
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        in Poesie (Poesie personali)

        Patire il dolore dall'uomo egoista

        Galleggio sulle onde dei sensi
        impavido sfido le tempeste dell'anima,
        lampi di luce su occhi feriti
        l'alba insidiosa m'acceca!
        Dio dammi la forza
        per vincere il turbine,
        il vento del male
        che soffia sui corpi
        le frecce dell'uomo avvelenate,
        Dio dammi riparo dai dardi infuocati
        delle lingue di drago rosse di fuoco
        dal riso beffardo di uomini vili!
        Patire il dolore dall'uomo egoista
        un bimbo che soffre,
        che muore di fame
        un bimbo alle prese
        di un peccatore mortale
        proteggilo sempre
        non farlo soffrire.
        Le madri picchiate
        son rose estirpate
        innaffiale sempre del tuo amore
        immortale.
        Composta venerdì 10 maggio 2013
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          in Poesie (Poesie personali)

          Mamma

          La parola mamma risuona in ogni cuore
          E quando soffre nella sua vita
          Non dimentica il dolore
          Se piange le sue lacrime nasconde
          Che scendono giù come dolci onde
          E sono avvolte come mare tempestoso
          La mamma per sé non trova mai riposo.
          E sempre buona e generosa
          E ad ogni figlio prepara ogni cosa
          Non dimentica di rivolgere per i figli sia vicini che lontani
          La sua umile preghiera, affinché Dio li protegga da mattina a sera
          Che dia a loro un prosperoso futuro
          Anche se la vita in questo mondo per vivere è molto duro.
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            Scritta da: Ciro Orsi
            in Poesie (Poesie personali)

            Quanto è grande l'infinito

            Passaggi di luce tra i lobi
            nello spazio ristretto
            d'un guscio di noce
            disegnano spazi infiniti
            dell'universo virtuale
            che è in te.
            Il fascino del numero
            ti aiuta a volare
            su ali dii cera
            nell'utopia
            dell'infinito matematico
            finché la logica ti porta
            al punto di massima caduta..
            È un osso duro l'infinito
            nasconde paradossi
            da far beffa all'evidenza,
            come quello di Zenone
            sul piè veloce Achille
            che non può superare
            la più lenta tartaruga.
            Nasconde misteri l'infinito
            che la logica
            non sa risolvere,
            devi fermarti là
            ad un passo dall'abisso,
            ma Cantor non lo sapeva
            e sprofondò nella follia
            senza sapere
            quanto è grande l'infinito.
            Composta venerdì 10 maggio 2013
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              in Poesie (Poesie personali)

              Dodici ore

              Sono la lancetta di un orologio che funziona male.
              Per tutta la notte segno le dodici,
              in piedi
              sveglio.
              Dal mattino segno le tre,
              disteso
              ma ancora sveglio.
              Ho il crollo alle sei,
              testa in giù.
              Mi rialzo piano,
              ma pur segnando le nove
              mi sento come ero alle tre.
              Disteso,
              stanco ma sveglio
              e mi preparo alle dodici,
              di nuovo in piedi,
              sempre sveglio.
              Composta venerdì 10 maggio 2013
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