Poesie personali


Scritta da: Ciro Orsi
in Poesie (Poesie personali)

Rompicapo

Vibrano lievi i sogni
mentre la notte scorre
verso la nuova aurora.
Sogni o sei desto?
Immagini furtive disegnano
fragili foglie di cristallo
nella memoria profonda
Sogni o sei desto?
Torna a sognare l'IO
l'inconsapevole illusione
di realtà sospese
oltre l'usura del tempo
combinando memorie
e fantasie diverse
nei colori di un fiore
che al risveglio si dissolve
lasciandoti nel dubbio
d'un rompicapo già vissuto.
Composta domenica 19 maggio 2013
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    Scritta da: A. Cora
    in Poesie (Poesie personali)

    Che torni il sole

    Non serve
    e poi è inutile
    allungare le mani, cercando
    le stelle più belle con dita sfiorare
    Se poi nella notte, avvolta dal buio del cuore
    quel cielo, non riesci a trovare
    È inutile aspettare ore giorni, che il vento torni
    lungo le rive del fiume, le verdi chiome ondeggiare
    O carezzare pensieri, quando si sentono soli
    quando senti quel male che ti spacca il cuore
    Se poi ti manca quel viso, con quel colore
    speciale, che l'amore portava
    Forse è meglio attender l'aurora, che
    dipinga il cielo, coi suoi intensi bagliori
    Che scenda quel raggio di sole
    sui petali rosa d'un fiore
    per ravvivarne
    il colore.
    Composta giovedì 14 giugno 2012
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      Scritta da: A. Cora
      in Poesie (Poesie personali)

      Compleanno

      Ti avvolgano
      i mei mille auguri
      Di quelli più veri, più cari
      Colorati dal cielo, dal vento
      dal mare
      Pregni di denso spessore, che hanno
      messo le ali
      Quelli che sanno volare, oltre il dire degl'occhi
      oltre i silenzi del cuore, senza fare rumore
      Pur se di mute parole, nel loro silenzioso parlare
      san sempre dire qualcosa, che forse non
      t'aspettavi
      Auguri, colti da pensieri, che sanno
      viaggiare oltre i comuni sentieri
      dove il tempo scompare
      Tinti d'amati colori, un melodioso
      di note, che sfiora il fondo
      del cuore
      Colmo d'auspici
      speciali.
      Composta lunedì 28 maggio 2012
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)

        Riflessioni sull'Africa

        Era vergine il giorno dell'uomo
        era música senza note l'amore.
        I tam tam della notte
        aprivano gli occhi della foresta.
        La danza disegnava l'avvenire
        su corpi senza tempo.

        Poi venne la frusta d'occidente:
        Il corpo nudo sentì vergogna
        la ferita si riempì di silenzio.
        Con catene a sapore di sale
        seppellì senza lacrime i figli morti
        sulle strade senza nome del mare.

        Era vergine il giorno dell'uomo,
        era bianca la notte della donna.
        La lagoa accoglieva il sudore
        dei figli schiavi del padrone.
        La foresta era la madre
        che nascondeva l'umano dolore.

        Venne la morte con la guerra,
        la città uccise la foresta.
        Il denaro colpì alle spalle
        e l'Africa vive piangendo.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)

          Danza tropicale

          Figure umane
          senza carne né volto
          disegnano bellezza e ritmo
          in questa danza
          con le stelle.

          L'uomo nudo si veste
          coll ritmo di pelle di tamburo.
          Sono linee della creazione
          i saldi e gridi della notte.

          È il dio nascosto dentro.

          Sogni della notte
          amori non raggiunti
          ombre gettate nel vento
          miti di nascita e morte
          in questa danza di sempre.

          Che danza l'Africa?
          Il vagito del mondo
          lo spazio dei fantasmi
          la leggerezza delle ombre
          il futuro senza tramonti.

          Danza l'uomo insieme al vento
          danza la madre vestita di silenzio.
          La danza rimane disegno
          finché la donna non lo termini.
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)

            Dialogo con una foglia

            La pioggia è venuta fresca
            a darmi il buongiorno.
            Il vento piega la palma
            carica di luce.
            Il giorno ascolta il sorriso
            di bimbi sulle spalle.

            Seduto vicino al fiume
            ascolto la canzone dei secoli:
            lo sbadiglio dell'ippopotamo
            il tuffo del martin pescatore
            il fuoco nato dalla terra.

            Una foglia cade e segue il vento.
            Dove vai - le dico sorridendo.
            Lei cade e cammina lentamente.

            L'acqua scrive la sua storia
            su macigni senza gridi.
            Il pesce gioca con un ragno.

            La foglia si ferma e mi dice:
            Vieni, amico, andiamo insieme
            fino al mare.

            La seguo con il vento tropicale
            su canoa fatta di sogni.
            Arriveremo al mare verso sera
            le sorrido mormorando.
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              Scritta da: A. Cora
              in Poesie (Poesie personali)

              Non sempre, è il sole

              La vita è
              un percorso a colori
              che sempre mostra qualcosa
              Nelle sue sfumature diverse, nei
              toni che paiono uguali, che si deve a
              memoria, imparare
              Non sempre quel forte bagliore che ti ruba
              gl'occhi, che ti scalda il cuore, è quello vero
              del sole, ove i sogni placare
              Non sempre la stella che vedi appesa al cielo
              è poi quella polare, che ti disegna la strada
              Non sempre ciò che fa battere il cuore, quando
              incontri i suoi occhi, è poi davvero l'amore
              È necessario il dolore, per capire la gioia
              L'incertezza per capire la verità
              La morte per amare la vita
              Combatti il duolo, quando
              improvviso, t'assale, e
              continua, la vita
              abbracciare.
              Composta sabato 18 maggio 2013
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