Poesie personali


Scritta da: Stefano Medel
in Poesie (Poesie personali)

Mattina a casa

Mattina,
il tempo passa parco e
con flemma;
uscirò o forse no,
non lo so;
la luce del sole si fa
strada
dai pertugi delle persiane;
chiuso nel mio mondo
piccolo in bottiglia;
casa mia,
le foto,
i ricordi,
gli oggetti e
le suppellettili
di tutti i giorni,
il frigo e la lavatrice;
stenderò un po';
poi un cappuccino caldo,
e via si aspetta l'ora di pranzo;
sperduto nella solitudine,
ascolto il silenzio nella stanza;
e vorrei parlare,
sentire qualcuno,
ma nessuno chiama,
il telefono tace;
tutto è inerte e fermo.
Composta giovedì 9 maggio 2013
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    in Poesie (Poesie personali)

    Dove sei amore?

    Dove sei amore?
    Dov'è la mia anima?
    È con te a spasso?
    È questo il vuoto che lasci,
    quando sei via!
    Non mi manchi
    solo tu,
    c'è parte di me
    che porti via!
    Dove sei amore?
    La mia mente viaggia
    e non ti raggiunge,
    dammi un segno
    rispondi
    non senti le grida
    del cuore?
    Urla il tuo silenzio
    ma tu non senti
    hai la mia anima
    incollata alla tua
    e la restituisci
    quando a mancarti
    sono io,
    con le mie spoglie
    fatte di carne
    e di cuore
    e null'altro sono
    che un corpo
    vagante
    se tu non lo raggiungi!
    Composta martedì 7 maggio 2013
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      Scritta da: chiararco
      in Poesie (Poesie personali)

      Nel buio della stanza

      Ti ho respirato nel buio di quella stanza
      Mentre invano cercavo di colpirti al cuore!
      L'inarrestabile corsa della vita ti ha travolto
      portando con sé sogni e speranze,
      togliendoti il gusto del viaggio
      verso nuove ed inesplorate mete!

      Ti ho respirato nel buio di quella stanza
      Mentre le tue mani stringevano le mie!
      Lo scrosciare di parole senza senso
      Ha scandito lo scorrere del tempo,
      lasciando tra noi l'eco di un non detto
      che ora in me martella senza pietà!

      Ti ho respirato nel buio di quella stanza
      E continuo a respirarti ora che non sei qui!
      Il tuo costante impegno nell'erigere quel muro
      Ha portato il tuo cuore a fermarsi,
      Accontentandosi di restare a sbirciare
      Quel duro gioco che spaventa... chiamato VITA!
      Composta martedì 7 maggio 2013
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        Scritta da: Ciro Orsi
        in Poesie (Poesie personali)

        A Merlino

        Erano nati nel giardino dei vicini
        da Iside
        una vispa gattina bianca e nera
        cui dava più diletto il gioco
        che la cura della prole
        e infatti presto
        i due micetti si trovarono
        a dover sbrigarsela da soli
        perché di Iside
        si persero le tracce.
        Merlino era tutto nero
        con una stella bianca
        in mezzo al petto
        e prese a frequentare
        il mio giardino
        ma sempre
        con molta discrezione
        tanto era diffidente e timido,
        mi osservava da lontano
        prendeva confidenza
        poco a poco
        finché in cuor suo
        fu certo di avermi conquistato,
        da quel giorno
        decise che gli appartenevo
        insieme a tutto il resto
        ed io mi illusi
        che Merlino fosse mio.
        Ebbe ogni attenzione
        per sentirsi a proprio agio
        una casetta di legno
        calda per l'inverno
        varietà di pasti
        da leccarsi i baffi,
        un ampio territorio d'avventure
        e un mondo di affetto
        dalla nuova famiglia
        di adozione.
        Lancillotto era bianco e nero
        un tipo sveglio e pratico
        ed in cuor suo apprezzò
        l'uscita volontaria del fratello
        dallo stesso territorio
        della famiglia dei vicini.
        Lui restò di là senza rivali
        e quando lo voleva
        poteva fare visita al fratello
        e viceversa per Merlino,
        cosa chiedere di più
        dalla vita per un gatto?
        Lancillotto era sfacciato
        Merlino era discreto
        Lancillotto era vorace
        Merlino era remissivo
        Lancillotto era curioso
        Merlino era pensieroso
        Lancillotto era prepotente
        Merlino era prudente.
        Merlino seguiva la vita
        restando un passo indietro,
        aveva timore di lasciarsi andare
        stava sul chi vive
        voleva tanto affetto
        per pareggiare il debito
        impresso nel suo DNA,
        ma sapeva che il conto
        gli era costato caro.
        Lancillotto era un tipo
        assai diverso
        spavaldo e strafottente
        cercava l'avventura
        e non badava al rischio.
        Quando si ammalò
        senza speranza di guarire
        d'un morbo assai grave
        che può capitare
        ai gatti avventurosi
        non fui meravigliato
        più del dispiacere
        che provai per la sua morte.
        Dopo poco tempo
        Merlino si allontanò da casa
        nella stagione degli amori
        è normale che succeda
        ed infatti era già successo
        tante volte,
        ma questa volta, purtroppo,
        non tornò mai più.
        Merlino mi appartieni davvero
        non è stata un'illusione
        tenerti sulle gambe
        sentire il tuo ronfare sornione
        seguire i tuoi passi silenziosi
        osservare i tuoi sonni beati
        guardarti negli occhi
        per leggerne l'anima,
        godere della tua nobile bellezza
        ogni volta che accendo
        il mio computer
        o apro il mio telefonino.
        Composta martedì 7 maggio 2013
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          Scritta da: Fragolosa67
          in Poesie (Poesie personali)

          Chimera

          Mille gocce di pioggia ed una lacrima per compagna
          Aria pesante nella glottide dei ricordi ingerisce
          alberi spogli e tetti rossi nel silenzio dei giorni di mezzo.

          Lacrima che si confonde in una pozza ove vedo
          baci di dama odoranti di fiori autunnali e
          gatte randagie in cortili di vecchie comari.

          Tra le mani ho margherite:
          M'ama o non m'ama giochi proibiti,
          terrazze assolate e
          spazi infiniti.

          Ma è solo una pozza e piove a dirotto!
          Non ho più la mia lacrima si è confusa per terra
          è diventata chimera!
          Composta mercoledì 6 marzo 2013
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