Via

Il profumo del mare, il silenzio dei pesci,
l'odore del sale, il caldo sole d'agosto,

l'abbraccio dalla sabbia, l'amore di chi ci sta intorno,
la carezza di un padre, il sorriso di nostra madre.

Le urla dei bambini, il gusto fresco dell'anguria,
il canto del vento che accarezza la sabbia.

L'odore del pesce fresco appena grigliato;
gocce di limone sulle nostre labbra.

La nostra vita piena di sapore,
il nostro sguardo che non muore,
le nostre mani pien d'amore.
Anonimo
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    Scritta da: Sarah Sullivan

    Speranza

    Cade lacrima di ciel sul corpo liso
    soffio rigido la porta sul viso.
    Caldo muta la forma
    e l'Essenza non si sforma.

    Si adatta all'Anima ingente
    scrutando paziente.
    Qual volta affannosa
    sul mio natural confine gli occhi posa.

    Scivolando non ode
    chi le grida di allungar piede.
    Non si ferma dinnanzi ad alcuno
    Variante non ha l'intellegibile destino.

    Ardua impresa è
    quel che la sopravvivenza non è.
    L'Essere differisce
    da quel che poco stupisce.

    La Vita
    lenta scivola tra le dita.
    Stilla timor non possiede affatto
    dell'effetto di quel che fato proferir ha antefatto.

    Un sospiro causa deviazione
    che all'aspirata meta non porta modificazione.
    Sconvolta e assorta
    giunge laddove luce vien catturata.

    Costringe sipario a chiudersi
    desiderando d'involarsi.
    Lacrima furtivamente sfociando trema
    impaurita contro vento rema.

    Ecco Lei gagliarda in vicinanza
    né al ghiaccio né al fuoco pone somiglianza.
    Dolor non scalfisce
    a colei che assodata agisce.

    Procede imperterrita verso il Suo momento
    e alcun impedimento.
    Dono è quel che la Vita comporta
    purché lo sguardo non distorga.

    Vincitrice nel cuor dell'Es arriva
    dove lettera compagna mai proferiva.
    S'apron le porte del sapere
    asserendo verità nell'Amore.

    Un tiepido ausilio l'esorta a Vivere
    pur proponendo nel profondo un modificare.
    S'appoggia dove gusto giace
    e coricando trova la sua Pace.
    Anonimo
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      Scritta da: rosa rossa

      Maledetta polvere bianca

      Figlio, sei venuto un giorno di settembre
      negli occhi avevi il buio
      nel cuore non c'era amore
      mi hai detto "Mamma aiuto"
      qualcosa mi ha confuso:
      idee irriverenti, parole sofferenti,
      in una notte che tutto portava via,
      pioggia, vento, tutto un tormento.
      Il mio cuore sofferente, perché,
      vedevo mio figlio diventato un
      tossicodipendente.
      Mamma aiuto quello non è zucchero vanigliato
      ma droga maledetta, che sembra borotalco
      ma è solo polvere, polvere di morte
      che ti porta alla deriva in un mare di follia.
      Eccomi... figlio mio
      dammi il tuo dolore, stringi le mie mani,
      cuore di mamma non sarai mai solo
      il cammino sarà lungo, ma insieme e con coraggio
      con la pioggia, sole e vento,
      è come la neve rigida e bianca,
      sconfiggeremo quella maledetta polvere bianca.
      Anonimo
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