Scritta da: Silvana Stremiz

Ti amo

Ti amo
come il sole ama la terra
e con la stessa forza la riscalda,
ti amo come una farfalla
ama un fiore in un giorno di primavera,
ti amo
come un gabbiano ama il mare
in una sera d'estate,
ti amo
come il fuoco ama la brace
e riscalda i nostri corpi
in una notte d'inverno...
Ti amo come il tempo ci ama,
come il destino ci ama
e se il tempo e il destino
lo vorranno
ti amerò per sempre.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Il mio delirio

    Non cerco l'amore eterno
    cerco l'amore vero,
    anche se per pochi istanti,
    per pochi giochi di sguardi.
    Non cerco l'equilibrio,
    la persona posata che mi sappia bilanciare:
    non esiste.
    Cerco l'intesa
    la complicità
    la forza
    la lealtà
    ed oltremodo cerco la sincerità.
    Cerco la mia felicità.
    Cercavo me stessa,
    ma forse non m accorgevo di essere da sempre stata al mio fianco.
    Certo, a vivere in me
    non è una persona soltanto,
    come del resto in ciascun essere razionale.
    Esistono tanti noi stessi effettivi
    e tanti noi stessi fittizi.
    Io possiedo e sono cosciente ora
    di due me.
    Una la riesco a gestire,
    l'altra, ribelle e trasgressiva in ogni cosa,
    scalcia e corre folle
    come un furente toro di Pamplona.
    E percorre mille vie
    spesso oscure all umana ratio,
    per raggiungere a testa bassa.
    Gli obbiettivi prefissati.
    Ma non perché sia timorosa
    bensì perché non le interessa affrontare
    gli sguardi colpevolizzanti della gente.
    Non più.
    Che senso ha uniformarsi?
    È forse comodo.
    Già, una pura e semplice comodità
    dettata dalla pigrizia della quale siamo ormai imbevuti.
    Ci pervade le viscere riducendoci come piccoli pezzetti di stoffa
    abbandonati, a nostro dire, al decorso del nostro vivere.
    Sono bugie,
    bugie!
    La volontà è la chiave.
    La volontà è il futuro,
    il mio.
    Io voglio vivere.
    Io voglio essere felice.
    Io non voglio uniformarmi,
    voglio distinguermi.
    Io voglio essere entrambe le me
    che mortalmente si combattono
    giacché da questo conflitto
    si genera il mio io complessivo.
    Io voglio vivere sbilanciata.
    Io voglio una persona al mio fianco:
    un uomo, una donna,
    un amico, un amica,
    un amore, una vita.

    Io voglio tutto questo.

    Io l'avrò.
    L'avrò.
    Un giorno.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Nebbia

      Finalmente è arrivata.
      Dopo tanto attender finalmente è giunta da me.
      Cara, Cara sorella, perché giungi così tardi?
      Cosa ha frenato il tuo cammino da me e da tutti noi?
      Come sempre
      sei arrivata silenziosa e placida
      fra le tenebre della fredda notte ti sei fatta strada risalendo dai fiumi e dalla terra.
      Finalmente sei giunta Cara Sorella.
      Da tanto attendevo il tuo arrivo.
      Che mi racconti?
      Che posti hai frequentato fino ad oggi?
      Dove sei stata?
      Sai Sorella io ho tanto desiderato vederti,
      sentirti,
      toccarti,
      Avvolgermi nel tuo soffice abbraccio.
      Finalmente sei giunta,
      Ora dimmi per quanto tempo resterai?
      O tra poche ore già te ne andrai??!
      Cara Sorella
      di cose da dirti ne ho!
      E pure tante sai!!
      Ma forse dopo tanto girovagare
      oramai stanca sarai.
      Io non ti voglio disturbare
      e neppure, coi miei grattacapi, farti preoccupare.
      Ora ti lascio solo riposare e se domani ancora ci sarai,
      allora domani parleremo dei miei guai.
      Buona notte Cara Sorella,
      Che il tuo bianco abbraccio avvolga noi tutti,
      me compresa.
      Anonimo
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        La notte sta scappando
        tra due montagne fa capolino
        la, ancora tenue luce del sole
        che già scocca i suoi dardi che vanno
        a trafiggere la quieta valle ancora nell'ombra assopita.
        Iniziano a risplendere
        prima sugli alti rami
        poi su quelli non alti
        le verdi foglie che
        danzando al ritmo muto dal vento
        sembrano chiamare
        tutta la foresta al risveglio.
        Ed ecco subito uscire
        come tanti cantanti
        i fringuelli dai nidi che
        al concerto della natura danno l'attacco.
        Non c'è spettatore ad assistere,
        solo un pescatore intento
        a pescare, fortuna vuole
        che assista al risveglio del mondo.
        Anonimo
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          Ci sono ancora loro, strani individui,
          con l'anima più leggera
          di una nuvola,
          loro,
          i poeti ingarbugliati
          nelle rime di ogni giorno...
          La più vera, a più ovvia forse,
          donare con il cuore,
          e ancora... amore.
          Ci sono loro, a risvegliarti dal torpore
          che t'infonde la macchina del nulla,
          a dirti quanto vali se le ali
          le dispieghi ancora,
          ferite e sanguinanti forse,
          ...
          Ci sono loro, a dirti di stranezze
          disegnate dentro al vento, a dirti
          quanto è vero il tuo sorriso,
          se viene dopo quel dolore.
          Quanto è vero questo mondo,
          avvelenato da quei gas
          più che mai sconosciuti ed assassini.
          Quanto è vero...
          Vero
          come la vita che ti scuote e quella morte
          che non puoi capire.

          E ci sono ancora loro,
          poeti...
          senza più parole,
          che parlano da soli,
          piangono in silenzio... E nel silenzio,
          accarezzano l'immenso.
          Anonimo
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            Mi serve per mangiare
            la uso per lavarmi,
            tant'altro posso fare
            cos'altro può servirmi?

            Il saggio riflettendo
            alla risposta arguta,
            pensò che a questo mondo
            questa è cosa saputa!

            Lui domandò di nuovo
            a te ti basta questo ?
            Risponderti io provo
            anche se non son lesto.

            Cosa devo cercare
            nella vita di bello,
            io mi so accontentare
            mi sento un menestrello.

            Il saggio ripensò
            alla sua vita intera,
            infine meditò
            che era cosa vera.

            Tutti in vita cerchiamo
            solo cose venali,
            però non ci accorgiamo
            di quanto son banali!

            Cercando la morale
            di questa storia corta,
            che per non viver male
            accontentarsi importa!!
            Anonimo
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