Scritta da: Silvana Stremiz
Sentire
I nostri corpi caldi
Febbricitanti di emozioni
L'uno accanto all'altro
In un nuovo strano contatto,
Sentire il brulichio fitto
Di quei pensieri che
Nelle nostre teste
Cercavano di restare nascosti
E leggerli poi
L'uno negli occhi dell'altro
Invariati, bellissimi.
Ci siamo regalati di nuovo
I nostri occhi luccicanti,
Lasciamo che sia così
Per ritrovarli di nuovo
Ad ogni incontro.
Anonimo
Vota la poesia: Commenta

    Ho scritto poesie

    Ho scritto poesie su pezzi di carta
    Le ho recitate alla luna
    Che aveva il tuo stesso identico umore

    Ho scritto delle tue labbra
    Che si posano sulle mie
    Ho scritto del tuo corpo
    Che si stringe a me

    Ho scritto di quello che sento
    E non riesco a fermare il tempo
    Perché questo momento resti eterno.
    Anonimo
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Simona Iemmiro
      Gelida aria immobile
      luna piena stagliata nel mezzo di un cielo sereno
      Non una nuvola
      né un alito di vento.
      Gelida aria di un pomeriggio d'autunno.
      Ascolto il silenzio del mondo
      dalla mia finestra.
      Questo, come gli altri, un futuro ricordo
      lontano
      ma ancora chiaro limpido e netto.
      Vivere di ricordi
      nel disperato tentativo
      di passate certezze.
      Anonimo
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Grinch

        Amore

        Amore,
        Amore storpio, Amore Mio bello,
        mi fai male ogni volta che torni
        mi fai annegare quando torni
        vorrei morire
        solo per non sentirmi cosi bene
        per poi sentirmi cosi male;
        perché ogni volta che arrivi,
        so che te ne dovrai andare e,
        ogni volta che parti mi sento morire! Sei il sentimento più puro,
        dolce demente e stupido!
        Ogni volta che ti innamori,
        la tua ragione cade in un abisso
        dove diventa totalmente inutile! Diventi un coglione,
        dove tutto ha un colore perfetto,
        una forma perfetta...
        ma lui è al di la dell'immaginazione
        e della perfezione
        è eccesivamente perfetto e bello,
        è lui la persona del quale ti sei innamorata...
        Ma poi per una ragione
        o per un'altra la perdi,
        rimani solo e
        allora cominci ad odiarlo,
        quel sentimento che
        ti aveva reso cosi felice, cosi... meravigliosamente leggero e libero, adesso,
        sembra un'incudine,
        incollata alla tua schiena
        che non ti lascia rialzare,
        che non ti lascia reagire perché, quell'amore è ancora li,
        ti tormenta
        con tutti i momento belli vissuti,
        gli attimi passati,
        le esperieze insieme,
        tutto diventa piu doloroso e,
        sempre piu odiato;
        perché prima eri felice
        e adesso sei solo un corpo,
        senza anima, senza vita, senza amore.
        Anonimo
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Rosarita De Martino

          Caro Gesù Bambino, ti voglio avvisare...

          Caro Bambino,
          ora che di nuovo nasci bambino sulla Terra,
          ti voglio avvisare:

          Non nascere nella cristiana Europa:
          ti metterebbero solo solo davanti alla Tv
          riempiendoti di pop corn e merendine
          e ti educherebbero a essere competitivo,
          uomo di potere e di successo,
          e a essere un "lupo" per altri bambini
          semmai africani, latinoamericani o asiatici.
          Tu che sei l'Agnello mite del servizio.

          Non nascere nel cristiano Nord America:
          ti insegnerebbero che sei superiore agli altri bambini,
          che il tempo è denaro,
          che tutto può essere ridotto a business, anche la natura,
          che ogni uomo "ha un prezzo"
          e tutti possono essere comprati e corrotti;
          e ti eserciterebbero a sparar missili e a fare embarghi
          che tolgono cibo e medicine ad altri bambini.
          Tu che sei il Principe della pace.

          Evita l'Africa:
          ti capiterebbe di nascere con l'aids
          e di morire di diarrea, ancora neonato
          oppure di finire profugo in un Paese non tuo
          per scappare a delle nuove stragi degli innocenti.
          Tu che sei il Signore della Vita.

          Evita l'America Latina:
          finiresti bambino di strada oppure ti sfrutterebbero
          per tagliar canna da zucchero o raccogliere caffè e cacao
          per i bambini del Nord del mondo
          senza mai poter mangiare una sola tavoletta di cioccolato.
          Tu che sei il Signore del creato.

          Evita anche l'Asia:
          ti metterebbero "a padrone" lavorando quattordici ore al giorno
          per tappeti oppure scarpe, palloni e giocattoli
          da regalare... a Natale... ai bambini del Nord del mondo,
          e tu andresti scalzo e giocheresti a calcio con palloni di carta o pezza.
          Tu che sei il Padrone del mondo.

          Ma soprattutto non nascere... di nuovo in Palestina:
          alcuni ti metterebbero un fucile, altri una pietra in mano
          e ti insegnerebbero a odiare i tuoi fratelli... di stesso Padre:
          gli ebrei, i musulmani e i cristiani.
          Tu che ogni anno sei inviato dal Padre per darci il suo amore misericordioso.

          Caro Bambino, a pensarci bene,
          devi proprio rinascere in tutti questi posti
          ma non nei cuori dei bambini,
          e dei Paesi "piccoli e deboli":
          là ci stai già,
          ma nei cuori dei grandi e dei Paesi "grandi e potenti"
          perché come hai fatto tu stesso:
          Dio potente che diventa bambino impotente, rinascano anch'essi:
          piccoli, innocenti e finalmente... deboli.
          Anonimo
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Gaetano Palmese

            Tanto dice il suo viso

            Tanto dice il suo viso
            che tutti i dizionari di questa terra
            parole non hanno per descriverlo

            La sua pelle liscia come un velo di seta,
            le sue labbra rosse come ciliegie, raffinate come vino.
            Le sue guance sono oro sopraffino
            ed i suoi occhi sono due chicchi d'uva.

            Ella è tutta una delizia,
            alla natura tanto ha sottratto
            mentre Dio era distratto.

            E quel candido viso
            ancora tante ne dirà
            ma la natura un posto come quello
            mai lo lascerà.
            Anonimo
            Vota la poesia: Commenta