Io che scrivo queste righe
Io che nascondo le mie vergogne
nel baule dorato che ho di fronte
Io che viaggio,
viaggio ma non arrivo mai alla meta
Io che scrollo le spalle e mi innalzo in volo
Io che mi specchio nell'egoismo degli altri
e nell'altruismo dei pochi
e non so cosa scegliere
Io che conto poco
Io che non so contare
Io che cucio le asole a vecchi ricordi
Io che cerco e seguo le ragnatele
sul soffitto della mia mente
Io che mi addormento alla loro ombra
sottile e leggera
Io vita
Io morte
Io presente, passato, futuro.
Io tutto io niente.
Anonimo
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    Scritta da: Nastjia

    Notte Infinita

    Ho parlato con te,
    notte,
    di quel buio che t'avvolge
    e in cui tutto scompare.
    Ho parlato di te,
    notte,
    di quella paura che rimane
    e che non se ne vuole più andare.
    Ho parlato contro di te,
    notte,
    nel dolore
    di un mattino senza sole,
    ho maledetto la tua follia.
    Ti ho abbracciato sfinita,
    notte,
    e nel silenzio disperato
    di un pianto senza fine
    mi hai mostrato
    una nuova via...
    Anonimo
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      Mi sento
      come un uccello senza ali
      in gabbia,
      privo del suo essere
      della sua libertà,
      sta lì a guardare un cielo meraviglioso
      che lo chiama ogni giorno
      "dai vieni, vola verso di me"
      ed ogni giorno gli deve rispondere
      "non posso, non ho le ali",
      lo guarda e lo desidera
      più della morte
      quanto si può amare una vita,
      e pensa
      "vorrei essere lì con te"
      a vivere le cose preziose,
      quell'uccello lo odia il cielo
      gli ricorda ogni giorno
      che non potrà mai volare verso di lui
      "non ho le ali" dice tra se e se l'uccello,
      senza non può assaporare
      quella libertà che sprigiona la sua natura,
      non cambierà mai
      non svanirà mai
      quella natura
      fa parte di lui e del suo essere,
      così come la mia
      qualcuno la chiama anima
      cosa sia non lo so
      sento solo che c'è
      e mi divora.
      Anonimo
      Composta venerdì 30 novembre 2012
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        Scritta da: SolPiccola .

        Dove sei?

        Ora il buio della notte
        Mi copre con suo manto nero
        Ed io sono qui,
        sola e senza te
        Nel silenzio della mia stanza.
        Il mio sguardo è perso
        Ad aspettarti, e ti immagino così,
        vicino a me
        Dove sei?
        Amore mio viene,
        sono qui...
        senti la voce del mio cuore
        ed il rumore che fa la mia anima...
        Sei il mio sogno
        ti ho cercato nelle vie
        anche, in mio letto vuoto
        Dove sei?
        Voglio incontrarti solo per un istante
        Stringerti forte
        e sentire tuo respiro
        e così ti portare come
        ricordo Per il resto...
        Rimango sola nel silenzio della notte...
        Mentre continuerò a sognarti
        tutte le notte...
        Per dare alcuno senso alla mia vita.
        Anonimo
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          Scritta da: Rosarita De Martino

          Caro Gesù Bambino, ti voglio avvisare...

          Caro Bambino,
          ora che di nuovo nasci bambino sulla Terra,
          ti voglio avvisare:

          Non nascere nella cristiana Europa:
          ti metterebbero solo solo davanti alla Tv
          riempiendoti di pop corn e merendine
          e ti educherebbero a essere competitivo,
          uomo di potere e di successo,
          e a essere un "lupo" per altri bambini
          semmai africani, latinoamericani o asiatici.
          Tu che sei l'Agnello mite del servizio.

          Non nascere nel cristiano Nord America:
          ti insegnerebbero che sei superiore agli altri bambini,
          che il tempo è denaro,
          che tutto può essere ridotto a business, anche la natura,
          che ogni uomo "ha un prezzo"
          e tutti possono essere comprati e corrotti;
          e ti eserciterebbero a sparar missili e a fare embarghi
          che tolgono cibo e medicine ad altri bambini.
          Tu che sei il Principe della pace.

          Evita l'Africa:
          ti capiterebbe di nascere con l'aids
          e di morire di diarrea, ancora neonato
          oppure di finire profugo in un Paese non tuo
          per scappare a delle nuove stragi degli innocenti.
          Tu che sei il Signore della Vita.

          Evita l'America Latina:
          finiresti bambino di strada oppure ti sfrutterebbero
          per tagliar canna da zucchero o raccogliere caffè e cacao
          per i bambini del Nord del mondo
          senza mai poter mangiare una sola tavoletta di cioccolato.
          Tu che sei il Signore del creato.

          Evita anche l'Asia:
          ti metterebbero "a padrone" lavorando quattordici ore al giorno
          per tappeti oppure scarpe, palloni e giocattoli
          da regalare... a Natale... ai bambini del Nord del mondo,
          e tu andresti scalzo e giocheresti a calcio con palloni di carta o pezza.
          Tu che sei il Padrone del mondo.

          Ma soprattutto non nascere... di nuovo in Palestina:
          alcuni ti metterebbero un fucile, altri una pietra in mano
          e ti insegnerebbero a odiare i tuoi fratelli... di stesso Padre:
          gli ebrei, i musulmani e i cristiani.
          Tu che ogni anno sei inviato dal Padre per darci il suo amore misericordioso.

          Caro Bambino, a pensarci bene,
          devi proprio rinascere in tutti questi posti
          ma non nei cuori dei bambini,
          e dei Paesi "piccoli e deboli":
          là ci stai già,
          ma nei cuori dei grandi e dei Paesi "grandi e potenti"
          perché come hai fatto tu stesso:
          Dio potente che diventa bambino impotente, rinascano anch'essi:
          piccoli, innocenti e finalmente... deboli.
          Anonimo
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            Scritta da: Gaetano Palmese

            Tanto dice il suo viso

            Tanto dice il suo viso
            che tutti i dizionari di questa terra
            parole non hanno per descriverlo

            La sua pelle liscia come un velo di seta,
            le sue labbra rosse come ciliegie, raffinate come vino.
            Le sue guance sono oro sopraffino
            ed i suoi occhi sono due chicchi d'uva.

            Ella è tutta una delizia,
            alla natura tanto ha sottratto
            mentre Dio era distratto.

            E quel candido viso
            ancora tante ne dirà
            ma la natura un posto come quello
            mai lo lascerà.
            Anonimo
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