Scritta da: Hannele
Non sei ma rimani
Non puoi ma ti tengo
Non vuoi ma ti spingo
Non ti ho ma ti voglio.

Non sei ma ti sento
Non sei ma ti vedo
Non sei ma ti odo
Non ti ho ma ti voglio.

Un'illusione perenne:
ti silenzio, ti reprimo
ma resti inerme e solenne.
Non sei ma batti.

Batti feroce fugace
improvviso disarmante
tenue sorprendente
dolce devastante.

Batti in un cuore freddo
Batti in un corpo steso
Batti in un sogno caldo
Batti in un fuoco acceso.
Anonimo
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Apollonia Nessuno
    Veste di gioia un volto senza storia.
    Perché nato sotto le sue fortunate spoglie
    Mai ha dovuto urlare per comunicare le sue gioie
    Perché di tanta bellezza era ricoperto
    E lo sguardo di deboli occhi
    Incantava narrando presunte storie di vento.
    Oh perché dunque mi lascio ingannare da te bellezza,
    apri la tua florida bocca e non ascolto
    ciò che sussurri
    perché mi basta solo guardarti
    per il cuore incendiarmi.
    Ingiusta sei Bellezza
    Poca fatica recherai a chi da te sarà vestito
    Perché viviamo in un mondo immaginario
    Dove tu bellezza siedi su un trono fatto di pezza.
    Non sappiamo chi sei Bellezza
    Non puoi essere un trucco che dipinge le labbra di rosso, no!
    Non una pelle che da macchine artificiali di color ebano sarà baciata, no!
    Sarai la Vanità di chi ti veste e quindi di sicurezza e orgoglio la tal anima investe?
    No...
    Bellezza non sei tutto ciò.
    Dimmi oh bellezza che ancora nessuna bianca mano ti ha raggiunta
    E resterai ancora tra le Volte Celesti, sorridendo beffarda di chi crede di averti raggiunta
    E avuta.
    Non vedo attorno a me nessuna persona o semplicemente essere umano che ha racchiuso in sé il tuo segreto.
    Ti vedo forse nel fascino di un tronco di quercia
    O nelle sfumature d'Oro delle foglie su un prato d'erba
    Abbandonate così
    Come le mie gloriose e utopiche sensazioni.
    Anonimo
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz
      Amarti è piangerti,
      non c'è amore che non viva un pianto!
      ... amarti è guardarti,
      per perdermi nei tuoi occhi e non far più ritorno!
      ... amarti è sognarti,
      per stare con te anche nella fantasia!
      ... amarti è parlarti,
      per dirti in poche parole ciò che il cuore mi sussurra!
      ... amarti è toccarti,
      per capire se sei un sogno o realtà!
      ... amarti è baciarti,
      per essere catapultata in paradiso!
      ... amarti è onorarti,
      per i miracoli che hai fatto alla mia vita!
      ... amarti è fidarmi,
      per lasciarmi andare a occhi chiusi restando sempre a alta quota!
      ... amarti è tutto,
      tutto mi riconduce a te!
      ... amarti è viverti,
      per dare un senso alla mia vita!
      E per me amore mio amarti
      vuol dire infinito...
      ti amo con tutta me stessa.
      Anonimo
      Vota la poesia: Commenta

        Da solo

        Nell'oscuro cielo dell'infinito
        ci guardiamo allo specchio e più lo facciamo
        più ci rendiamo conto di quanto sbagliamo.
        Più lo facciamo, più capiamo quanto nella
        vita, nella grossa valle di lacrime che nello spazio
        acceso aggrada, abbiamo fallito e spensierati cerchiamo
        una soluzione.
        Mentre altri non se ne rendono conto, invano cerchiamo
        di risolvere i nostri errori.

        Invano cerchiamo ci mettere un punto a dolori incontenibili,
        che dentro di noi accendono il fuoco di una riluttanza
        immane.
        Più siamo soli, più ci sentiamo soli, e gli altri non capiscono
        il dolore che proviamo.
        Gli altri non sentono, non perché non hanno orecchie
        per farlo, ma perché guardano, senza sentire.

        Si sentono diversi, isolati, nel mondo esclusi, e nell'universo
        superiori.
        Feriscono, e velocemente fuggono, senza lasciare tempo a noi
        di reagire, di pensare, di chiedere scusa, di provare a
        stare bene.
        Perché tu hai voluto così, perché tu ci hai creati così.
        Forse per vivere, forse per farci soffrire.
        Nell'oscuro cielo dell'infinito io ci sono.
        E sono solo, nato piangendo con già l'immagine di questa
        vita impressa negli occhi rossi dalle lacrime.
        E tu altro invece, giaci nelle nuvole sognando, dormendo, anche te
        ferito, ma incapace di guardare anche gli altri, senza capire
        che chi tiene a te sta lentamente morendo.
        Anonimo
        Composta domenica 11 maggio 2014
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di