Scritta da: Sarah Sullivan
La mia mente pare un libro aperto
riesco ad afferrare ogni mio pensiero,
ogni sfumatura della mia mente è ora visibile;
gioie passano soavi
donando toni chiari,
delusioni rotolano
a volte provocano dei solchi che
altre felicità riescono a colmare
o, almeno, a nascondere.
Qualche colore deciso appare
magari se penso a situazioni di cui è imbarazzante parlare.
Ma all'improvviso...
un rosso intenso piomba su me.
Rumore.
Musica.
Non è possibile non accorgersene.
Se Tu angelo mio...
voli leggero, dolce
come danzando tra i miei pensieri.
Ti percepisco, non ti sento
ci sei.
Come un lenzuolo di seta che
mi sfiora il corpo in una notte d'estate,
provochi in me brividi d'Amore.
Vorrei stringerti al cuore
Angelo giocoso.
Saranno mai le tue ali stanche di dimenarsi per le vie?
Dimmi si.
Dimmi che scenderai dal tuo piedistallo profumato.
Prendimi le mani.
Portami con Te.
Non desidero più che sia
solo un oscuro pensiero luminoso.
Ma sono incapace di lavorare
come creta il mio presente.
Siedo sulle scale dei miei pensieri.
Aspetto Te...
Come una rondine
attendo la primavera.
Il respiro dei colori della mia pace
che forse mi donerai.
Anonimo
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    Non incolpare nessuno,
    non lamentarti mai di nessuno, di niente,
    perché in fondo
    Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
    Accetta la difficoltà di costruire te stesso
    ed il valore di cominciare a correggerti.
    Il trionfo del vero uomo
    proviene delle ceneri del suo errore.
    Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
    affrontala con valore e accettala.
    In un modo o in un altro
    è il risultato delle tue azioni e la prova
    che Tu sempre devi vincere.
    Non amareggiarti del tuo fallimento
    né attribuirlo agli altri.
    Accettati adesso
    o continuerai a giustificarti come un bimbo.
    Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
    e che nessuno è così terribile per cedere.
    Non dimenticare
    che la causa del tuo presente è il tuo passato,
    come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
    Apprendi dagli audaci,
    dai forti
    da chi non accetta compromessi,
    da chi vivrà malgrado tutto
    pensa meno ai tuoi problemi
    e più al tuo lavoro.
    I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
    Impara a nascere dal dolore
    e ad essere più grande, che è
    il più grande degli ostacoli.
    Guarda te stesso allo specchio
    e sarai libero e forte
    e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
    perché tu stesso sei il tuo destino.
    Alzati e guarda il sole nelle mattine
    e respira la luce dell'alba.
    Tu sei la parte della forza della tua vita.
    Adesso svegliati, combatti, cammina,
    deciditi e trionferai nella vita;
    Non pensare mai al destino,
    perché il destino
    è il pretesto dei falliti.
    Anonimo
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      Scritta da: Dora
      Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: - Signore,
      mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
      Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
      Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.
      Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda.
      Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
      Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
      Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
      Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po',
      ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.
      Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: -
      Hai appena visto l'Inferno. Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
      Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
      C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l'acquolina.
      Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
      Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
      Il sant'uomo disse a Dio: - Non capisco! - è semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità.
      Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri, mentre gli altri non pensano che a loro stessi.
      Anonimo
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        Scritta da: Elisabetta

        A che te serve?

        A che te serve èsse arto
        se poi nun sei all'artezza?
        oppure èsse bello
        si drento de te nun c'è bellezza?

        A che te servono li sordi
        se nun conosci la ricchezza?
        oppur avè cento diplomi
        si te manca la saggezza?

        A che te serve 'na gran casa
        ma nessuno che l'apprezza?
        oppure tanta gente intorno
        ma nemmeno.... una carezza?
        Anonimo
        Composta sabato 4 ottobre 2014
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