Il mare è grande. Se vuoi scandagliarlo, verrai travolto dall'impeto delle sue onde. Un'onda sola può strapparti via e sbatterti contro uno scoglio. Ti basti, o debole uomo, poter dedicarti ai tuoi commerci su una piccola nave. Ma la fede è meglio, per te, che una nave sul mare. Questa infatti è retta dai remi, tuttavia i flutti la possono far affondare; ma la tua fede non affonda mai, se la tua volontà non lo vuole. Come sarebbe desiderabile per il marinaio regolar il mare a proprio volere! Ma in un modo egli la pensa, e in altro modo agisce l'onda. Solo nostro Signore dominò il mare, tanto che quello tacque e si placò. Ma egli ha dato anche a te il potere di dominare, come lui, un mare, e di rabbonirlo. L'investigare è più amaro del mare, e il questionare è più tempestoso delle onde. Se si abbatte sul tuo spirito il vento della cavillosità, dominala, e appiana le sue onde! Come la burrasca mette sossopra il mare, così i cavilli conturbano il tuo spirito. Nostro Signore domina, il vento cessa e la nave scivola in pace sulle onde. Domina lo spirito capzioso, raffrenalo, e la tua fede sarà in pace. A ciò dovrebbero indurti anche le creature di cui conosci l'uso. Per esempio, tu non sei in grado di chiarire le sorgenti, pur tuttavia non smetti di bere da loro. E per il fatto poi di aver da loro bevuto, tu non pensi certo di averle comprese. Anche di comprendere il sole tu non sei in grado, pur tuttavia non ti sottrai alla sua luce. E per il fatto che questa scende a te (con i suoi raggi) tu non ti cimenti certo di salire verso la sua altezza. L'aria è per te un pegno, ma quanto essa sia estesa, tu non lo sai.
Tu con la tua anima disperatamente dannata, mi hai incatenata, incantata. I tuoi occhi scrutano perversi il mondo, e profondamente lo vogliono, lo cercano. Tu non sei che un angelo, un angelo dannato, destinato ad una vita lugubre, buia, eppure vedi una luce che ogni mortale ignora, hai aperto una porta alla sapienza eterna e vera, e per questo condannato e forse un giorno ingiustamente... giustiziato. La tua bocca parla di cose proibite, di verità censurate, critica le assurdità del mondo. Eppure tu non sei che un angelo, un angelo destinato ad una vita solitaria, lunga e dura come rigidi inverni. Come gelo, la società, su di te s'abbatterà per soffocare la tua sete di verità e giustizia, chiusi nella loro ignoranza, non vorranno vedere, non vorranno sentire. Eppure tu, dolce, dannato, triste angelo, non farai che aumentare il calore, la passione, che dimorano in te, che ti danno una ragione per vivere. A volte vorresti che mai la tua mente fosse stata illuminata: è difficile combattere da soli, e piangi nel tuo silenzio, e un rosso scarlatto scende sulle tue guance. Gridi, gridi pietà ad una vita più volte rinnegata, ma tu sei il prescelto, non sei che un portatore di felicità, di serenità. Eppure vivi nella disperazione, nel tuo dolore, mascherandolo, nascondendolo a te stesso, vivi le pene dell'inferno, solo per portare un po' di pace. Ma tu, tu non sei che un angelo, tu sei innocente, ma per il mondo sei il male, sei le loro paure, sei le loro perversioni, sei ciò che rifiutano. E per me, non sei che l'amore, la passione, il fuoco, la sapienza, la verità, sei il mio spirito, la mia anima, tu che mi proteggi sotto le tue ali, che mi guidi con la tua mano, che mi parli con gli occhi, tu che sei la mia salvezza, tu: il mio angelo nero.
So' coraggioso e forte! - disse un cavallo ar Mulo - e vado ar campo pieno de fede, sverto come un lampo, tutto contento de sfidà la morte! Se arriva quarche palla che m'amazza sacrifico la vita volentieri pè la conservazione de la razza. - capisco, - disse er Mulo - ma, su per giù, pur'io che davanti ar pericolo rinculo, nun conservo la razza a modo mio?
Scegliere una porta significa non aprirne altre. Un piacere presuppone che molti piaceri non verranno vissuti, così come ogni tristezza dispensa da tante tristezze. L'amante che porti a letto è uno tra tutti quelli possibili. La parola per cui opti impedisce l'uso di un numero indefinito di parole. Visiti un luogo perché altri luoghi restino ad aspettarti. Solo il giorno che sorge per la tua morte è un giorno qualsiasi, una casualità.
Non ho tempo di pensare... Non ho tempo di cambiare questa vita che da solo dispiaceri. Ho solo il tempo di vivere e di amare per regalare a una persona quel che di piu bello c'è nel mio cuore
Guardo questa terra e ciò che vedo è tanta ingnoranza, guardo nel cuore delle persone, e vedo in loro tanta indiferrenza, vedo una bambina che gioca in un campo minato. Non vedo più niente. È così difficile volersi tutti bene?