Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz

Scelte

Scegliere una porta significa non aprirne altre.
Un piacere presuppone che molti piaceri non verranno
vissuti, così come ogni tristezza dispensa da tante tristezze.
L'amante che porti a letto è uno tra tutti quelli possibili.
La parola per cui opti impedisce l'uso di un numero
indefinito di parole.
Visiti un luogo perché altri luoghi restino ad aspettarti.
Solo il giorno che sorge per la tua morte è un giorno
qualsiasi, una casualità.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    Arbor felice, aventuroso e chiaro.
    Onde i due rami sono al mondo nati,
    che vanno in alto, e son già tanto alzati,
    quanto raro altri rami unqua s'alzâro:
    rami che vanno ai grandi Scipi a paro,
    o s'altri fûr di lor mai più lodati
    (ben lo sanno i miei occhi fortunati,
    che per bearsi in un d'essi miraro),
    a te, tronco, a voi rami, sempre il cielo
    piova rugiada, sì che non v'offenda
    per avversa stagion caldo, né gelo.
    La chioma vostra e l'ombra s'apra e stenda
    verde per tutto; e d'onorato zelo
    odor, fior, frutti a tutt'Italia renda.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Origami

      Vince chi piega la luce
      da farne origami;
      e lo ammiri: si può.
      Carta, quei fiori carnivori
      diretti da dita veloci
      e dimentico che s'aprono
      a rischio di scelta
      scricchiolano musica spinosa
      e vorrei che la luce lasciasse
      il suo angolo lineare
      per dirsi curva perfetta,
      insinuarmi nel cerchio
      da sola: non posso.
      Impermeabile strumento
      fuori resto a dare il ritmo
      agli ingranaggi; scivola
      altrove il merito di figli.
      Solo ha forma qualche
      cosa che rischia di cadere.
      Continueranno le mani
      a piegare la carta
      e incartare la luce,
      a rilucere i muti origami
      lì sul ciglio della buca.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        È sono sì altamente innamorato

        È sono sì altamente innamorato,
        a la merzé d'una donna e d'Amore,
        che non è al mondo re né imperadore
        a cui volesse io già cambiar mio stato:
        ch'io amo quella a cui Dio ha donato
        tutto ciò che convene a gentil core;
        donqua, chi di tal donna è servidore
        ben se pò dir che 'n buon pianeto è nato.
        Ed ella ha 'l cor tanto cortese e piano
        inver' di me, la mia gentile manza,
        che, sua mercé, basciata li ho la mano.
        E sì me diè ancor ferma speranza
        che di qui a poco, se Dio me fa sano,
        che compierò di lie' mia disianza.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Sei...

          Sei bella come un fiore che profuma le mie giornate.
          Sei splendente come il sole che illumina lo scorrere dei miei giorni.
          Sei luminosa come la luna che illumina anche le più oscure notti.
          Sei leggiadra come una farfalla che pur sapendo la brevità della loro vita continuano a volare e a portare felicità dovunque essa vada.
          Sei laboriosa come un'ape che porta l'unica fonte vitale al centro dell'alveare.
          Sei come una stella cadente che mi fa esprimere desideri pieni di amore e speranza.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            A Bolotana

            Dae s'istrada chi andat a Nuoro
            ti miran in s'artura, oh idda mia,
            che matron'assentada, bella ebbia
            in pannos de broccadu e trizzas d'oro.

            Sos abitantes, cun su zelu insoro,
            superan su pastore'e Baronia
            e sun capazes in sa messaria
            cantu sos bonos de su Logudoro.

            Tenen altu talentu e bonu coro,
            in d'ogn'aspru triballu han valentia,
            sun previdentes e faghen tesoro

            de su chi fruttat sa terra nadia.
            Amore e paghe, naran, solu imploro
            intr"e sos crastos de sa domo mia.

            Goceanu ti mandat dae levante
            su manzanu sas lughes rie rie,
            sas roccas de su monte, a mesu die,
            t'incastran in sa fronte unu brillante;

            Palai maestosu che gigante,
            su babbu de su frittu e de su nie,
            regalat in s'istiu, solu a tie,
            s'ultimu asu 'e su sole calante.

            Dae su Padru tributu costante
            dan sas funtanas chi forman su riu,
            chi ti carignat sos pes a donz'ora.

            Tott'in giru sas baddes, cale amante,
            ti faghen corte, ti ponen in briu,
            ti cantan s'innu eternu 'e s'aurora.
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              Inno alla Vita

              Mamma non farlo ti prego
              Sono qui ho voglia di esserci.
              Voglio la tua stessa possibilità
              Vedere il mondo con i miei occhi.
              Come tu lo vedi con i tuoi.
              Non lasciami vagare nella nullità.
              Voglio dei sogni un amore.
              Un vita vera, non respingermi.
              Voglio vivere come vivi tu.
              Voglio conoscerti stringermi a te.
              Se lo farai ti mancherò.
              La tua vita non sarà più la stessa.
              Amami fammi nascere non te ne pentirai.
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                La pelle impregnata
                nel sapore di te,
                la voglia ancora accesa
                nell'infinito piacere.

                Sogni tangibili
                consumati ad amare,
                esausti ma mai stanchi
                del saziarsi l'uno dell'altro.

                In questa candida notte d'amore
                senza tregua, colma di sensi.
                Nello scivolare dentro di me
                l'unione delle nostre anime
                consuma la notte
                mentre pelle contro pelle
                accogliamo l'alba.
                Composta martedì 1 gennaio 2013
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