Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz

A molti

Io sono la vostra voce, il calore del vostro fiato,
il riflesso del vostro volto,
i vani palpiti di vane ali...
fa lo stesso, sino alla fine io sto con voi.

Ecco perché amate così cupidi
me, nel mio peccato e nel mio male,
perché affidaste a me ciecamente
il migliore dei vostri figli;
perché nemmeno chiedeste di lui,
mai, e la mia casa vuota per sempre
velaste di fumose lodi.
E dicono: non ci si può fondere più strettamente,
non si può amare più perdutamente...

Come vuole l'ombra staccarsi dal corpo,
come vuole la carne separarsi dall'anima,
così io adesso voglio essere scordata.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Ninnananna

    Posa il capo assopito, amore mio,
    umano sul mio braccio senza fede;
    tempo e febbri avvampino e cancelliano
    ogni bellezza individuale, via
    dai bambini pensosi, e poi la tomba
    attesta che effimero è il bambino:
    ma finch'è spunti il giorno mi rimanga
    tra le braccia la viva creatura,
    mortale sì, colpevole, eppure
    per me il bello nella sua interezza.

    Anima e corpo non hanno confini:
    agli amanti che giacciono sul suo
    tollerante declivio incantato
    in preda al deliquio ricorrente,
    solenne la visione manda Venere
    di soprannaturale armonia,
    di universale amore e speranza;
    mentre un'astratta intuizione accende,
    in mezzo ai ghiacciai e fra le rupi,
    dell'eremita l'estasi carnale.

    Passano sicurezze e fedeltà
    allo scoccare della mezzanotte
    come le vibrazioni di campana,
    e forsennati alla moda lanciano
    il loro pedantesco, uggioso grido:
    il costo fino all'ultimo centesimo
    - sta scritto in tutte le temute carte -
    andrà pagato, ma da questa notte
    non un solo bisbiglio, nè un pensiero,
    non un bacio o uno sguardo sia perduto.

    Bellezza muore, e mezzanotte, ed estasi:
    che i venti dell'alba, mentre lievi
    spirano intorno al tuo capo sognante,
    mostrino un giorno di accoglienza tale
    che occhio e cuore pulsino e gioiscano,
    paghi di un mondo, il nostro, che è mortale;
    meriggi di arsura ti ritrovino
    nutrito dei poteri involontari,
    notti di oltraggio ti lascino andare
    sorvegliato da ogni umano amore.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Il vento cala e se ne va

      Il vento cala e se ne va
      lo stesso vento non agita
      due volte lo stesso ramo
      di ciliegio
      gli uccelli cantano nell'albero
      ali che voglion volare
      la porta è chiusa
      bisogna forzarla
      bisogna vederti, amor mio,
      sia bella come te, la vita
      sia amica e amata come te

      so che ancora non è finito
      il banchetto della miseria ma
      finirà...
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Scritto con inchiostro verde

        L'inchiostro verde crea giardini, selve, prati,
        fogliami dove cantano le lettere,
        parole che son alberi,
        frasi che son verdi costellazioni.

        Lascia che le parole mie scendano e ti ricoprano
        come una pioggia di foglie su un campo di neve,
        come la statua l'edera,
        come l'inchiostro questo foglio.
        Braccia, cintura, collo, seno,
        la fronte pura come il mare,
        la nuca di bosco in autunno,
        i denti che mordono un filo d'erba.

        Segni verdi costellano il tuo corpo
        come il corpo dell'albero le gemme.
        Non t'importi di tante piccole cicatrici luminose:
        guarda il cielo e il suo verde tatuaggio di stelle.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Saluto

          Nulla, spuma, vergine verso
          A non designar che la coppa;
          Tal si tuffa lungi una frotta
          Di sirene, il dorso riverso.

          Noi navighiamo, o miei diversi
          Amici, io già sulla poppa
          Voi sulla prua ch'apre alla rotta
          Flutto di folgori e d'inverni;

          Un'ebbrezza bella m'ingiunge
          Senza temer beccheggio lungo
          Di levar alto questo salve

          Solitudine, scoglio, stella
          A non importa ciò che valse
          La cura bianca della vela.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Il canto della tenebra

            La luce del crepuscolo si attenua:
            Inquieti spiriti sia dolce la tenebra
            Al cuore che non ama più!
            Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare,
            Sorgenti, sorgenti che sanno
            Sorgenti che sanno che spiriti stanno
            Che spiriti stanno a ascoltare
            Ascolta: la luce del crepuscolo attenua
            Ed agli inquieti spiriti è dolce la tenebra:
            Ascolta: ti ha vinto la Sorte:
            Ma per i cuori leggeri un'altra vita è alle porte:
            Non c'è di dolcezza che possa uguagliare la Morte
            Più Più Più
            Intendi chi ancora ti culla:
            Intendi la dolce fanciulla
            Che dice all'orecchio: Più Più
            Ed ecco si leva e scompare
            Il vento: ecco torna dal mare
            Ed ecco sentiamo ansimare
            Il cuore che ci amò di più!
            Guardiamo: di già il paesaggio
            Degli alberi e l'acque è notturno
            Il fiume va via taciturno
            Pùm! Mamma quell'omo lassù! "
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