Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz
La sentenza che ora tu sai
nulla di nuovo aggiunge a quanto
già doveva esserti noto da sempre:
tutto è scritto. Di nuovo
è appena un fatto di calendario.

Eppure è l'evento che tutto muta
e di altra natura
si fanno le cose e i giorni.

Subito senti il tempo franarti
tra le mani: l'ultimo
tempo, quando
non vedrai più questi colori
e il sole, né con gli amici
ti troverai a sera…
Dunque, per quanto ancora?
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Se anche

    Se anche ci forzassero
    le ossa
    a stare insieme
    troverebbero un varco
    tra la terra
    magari implorando una radice
    a insinuarsi per la separazione
    e noi
    lavorammo col fiato dei raggiri
    a unire due chimiche
    solo perché ci chiesero
    di divorarci le carni
    all'insaputa degli occhi
    abbeverati
    sotto cieli distanti
    eppure insieme
    eravamo un temporale
    tu le nuvole io i lampi
    per la comune pioggia
    di amaro pianto
    segnato rosso al calendario
    tra il nero di lutto e odio
    ... amore... questo termine
    coniato al sublime
    sancì l'incontro
    di un disastro
    nel quale i cuori
    lucrarono soddisfatti
    ... sciacalli...
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      La Vita... è una ruota che gira.

      La vita,
      è come una giostra, gira.
      In ogni giro c'è qualcosa di nuovo.

      La vita è qualcosa di indescrivibile,
      è fatta di momenti, di tante cose,
      un insieme di attimi ed emozioni.

      La vita è una composizione
      di sensazioni, brividi e sogni.
      Devi viverle per dire di aver vissuto.

      Per ogni giro c'e una sorpresa,
      ogni sorpresa sarà un emozione.

      Se saprai viverla
      avrai vissuto veramente.

      Ad ogni giro lascerai
      un impronta di te.

      Il tuo vivere quotidiano
      è l'impronta che lasci.

      Il detto e fatto
      resteranno scritti al di là del tempo.

      L'amore vissuto
      non svanirà nel tempo.

      I sogni sognati da bambino
      si evolveranno e diventeranno traguardi
      di adolescenti.

      Li ricorderai da vecchio,
      ti racconteranno per anni quello che un giorno eri,
      saranno la risposta al tuo essere.

      La vita, una ruota che non
      si ferma mai.
      Non si fermerà davanti alla gioia,
      neppure davanti al dolore.

      Andrà avanti anche quando vorrai fermarla
      Andrà avanti con o senza di te.

      Conserverà nel tempo l'impronta
      Di chi vivendo ha raccontato la sua storia.

      Anche tu sei parte di questa ruota che gira.
      Oggi gira con te,
      domani girerà ancora,
      con i ricordi che hai lasciato.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Questo

        Dicon che fingo o mento
        quanto io scrivo. No:
        semplicemente sento
        con l'immaginazione,
        non uso il sentimento.

        Quanto traverso o sogno,
        quanto finisce o manco
        è come una terrazza
        che dà su un'altra cosa.
        É questa cosa che è bella.

        Così, scrivo in mezzo
        a quanto vicino non è:
        libero dal mio laccio,
        sincero di quel che non è.
        Sentire? Senta chi legge.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Verso sud

          Zenit
          Tutti quei rimpianti
          Quei giardini sconfinati
          Dove modula il rospo un tenero grido d'azzurro
          La cerva del silenzio sperduto rapida passa
          Un usignolo straziato dall'amore canta sul
          Tuo corpo giardino di rose che ho colto
          I nostri cuori pendono uniti dallo stesso melograno
          E i fiori di granato nei nostri sguardi schiusi
          Cadendo poco a poco hanno coperto il sentiero.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            I' potre' anzi ritornare in ieri

            I' potre' anzi ritornare in ieri
            e venir ne la grazia di Becchina,
            o 'l diamante tritar come farina,
            o veder far misera vit'a' frieri
            o far la pancia di messer Min Pieri,
            o star content'ad un piè di gallina,
            ched e' morisse ma' de la contina
            que' ch'è domonio e chiamas'Angiolieri.
            Però che Galieno ed Ipocràto,
            fossono vivi, ognun di lor saprebbe,
            a rispetto di lu', men che 'l Donato.
            Dunque, quest'uom come morir potrebbe,
            che sa cotanto ed è sì naturato
            che come struzzo 'l ferr'ismaltirebbe?
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              Mi odio

              Mi odio
              Odio. Odio.
              Mi odio.
              I miei occhi scrutano
              le stelle per vederti.

              La mia mano,
              fruga sul lenzuolo di seta,
              per cercare
              la tua pelle più liscia.

              Colgo un bocciolo di rosa
              per cercare un ricordo
              della tua pelle profumata.

              Il ricordo
              del ritmo dei tuoi passi,
              né vicini né lontani,
              sempre disperatamente uguali,
              scandisce il tempo,
              delle solitarie notti.

              La mia mente ti cerca,
              ti aspetta,
              ti ama,
              ti odia.

              Odio. Mi odio.
              Ci sarà pace per me
              se non ci sarai mai più.
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