Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Frasi di Film, in Umorismo, in Racconti, in Leggi di Murphy, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Silvana Stremiz

Rovine

Non è vero che hanno distrutto
le case, non è vero:
solo è vero in quel muro diruto
l'avanzarsi del cielo

a piene mani, a pieno petto,
dove ignoti sognarono,
o vivendo sognare credettero,
quelli che son spariti…

Ora aspetta all'ombra spezzata
il gioco d'altri tempi,
sopra i muri, nell'alba assolata,
imitarne gli accenti….

e nel vuoto, alla rondine, che passa.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    Ieri all'ora nona mi dissero:
    il Drago è certo, insediato nel centro
    del ventre come un re sul suo trono.
    E calmo risposi: bene! Mettiamoci
    in orbita: prendiamo finalmente
    la giusta misura davanti alle cose;
    e con serenità facciamo l'elenco:
    e l'elenco è veramente breve.

    Appena udibile, nel silenzio,
    il fruscio delle nostre passioncelle
    del quotidiano, uguale
    a un crepitare di foglie
    sull'erba disseccata.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      Il sole e l'ombra

      Sole di mezzogiorno, nel luglio felice, sulla piazza deserta:
      piazza lontana di città lontana, tu ed il tuo uomo,
      e quello era il mondo.
      Bianca nella tua veste, bianca vibratile fiamma tu pure,
      nell'abbaglio d'incendio dell'aria.
      Bianco il tuo riso perduto nel riso di lui, fresco di polla il
      tuo riso d'amore tra il vasto fulgere ed ardere.
      Non sarebbe discesa la notte, non sarebbe venuto il domani,
      tua la luce, tuo l'uomo, tuo il tempo.
      Fermasti il tempo in pieno sull'ora solare per cui in terra
      tu fosti divina:
      il resto è ombra e polvere d'ombra.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz
        Quando su un volto desiderato si scorge
        il segno
        di tante stagioni e una vena troppo scura
        si prolunga nella stanza, quando
        le incisioni
        della vita giungono in folla e il sangue
        rallenta
        dentro i polsi che abbiamo stretto
        fino all'alba,
        allora non è solo lì che la grande corrente
        si ferma, allora è notte, è notte
        su ogni volto
        che abbiamo amato.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz

          Vanno i fiocchi candidi

          Vanno i fiocchi candidi
          come scivolando su un filo...
          Vorrei vivere, vivere al mondo,
          ma, certo, non si può.

          Di qualcuno le anime, dissolvendosi
          laggiù, senza traccia,
          come neve candida
          salgono al cielo dalla terra.

          Vanno i fiocchi candidi...
          E io pure me ne andrò.
          Non mi rattrista la morte
          e l'immortalità non m'aspetto.

          Non credo nel miracolo.
          Non sono la neve, ne una stella,
          e mai più sarò, mai, mai più.

          E, peccatore che sono, penso:
          chi dunque sono stato,
          nella mia vita precipitosa
          che cosa ho amato più della vita?

          Ho amato la Russia
          con tutto me stesso:
          i suoi fiumi in piena
          e coperti di ghiaccio,

          il respiro delle sue casette,
          il respiro delle sue pinete,
          il suo Puskin, il suo Stenka
          e i suoi vecchi.

          Se la vita non è stata dolce,
          non me la son presa troppo.
          Che fa se ho vissuto da incoerente:
          per la Russia ho vissuto.

          Pieno di ansie segrete
          io mi struggo nella speranza
          di avere un tantino
          aiutato la Russia

          Che essa mi dimentichi pure,
          senza affanno per me;
          ma che essa rimanga
          per sempre, per sempre...

          Vanno i fiocchi candidi,
          come andarono sempre:
          al tempo di Puskin e di Stenka,
          come andranno dopo di me.

          Vanno i grandi fiocchi
          di un biancore accecante,
          di me e degli altri
          spazzando via le tracce...

          Non ho il potere di farmi immortale,
          ma ho una sola speranza:
          se la Russia vivrà,
          con lei vivrò anch'io.

          1965.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Silvana Stremiz

            Nonno

            Sulla panchina fuori casa
            seduto a caccia di ricordi,
            riflessi in quegli occhi
            ormai senza luce, cerchi...

            Cerchi nella mente il visto.
            Dipingi il presente con i colori
            di un antico vissuto e vedere.

            Sfiori con il tocco quei ricordi.
            Con il tuo bastone ti fai strada
            fra il sentiero reale,
            con gli occhi fra quei ricordi.

            Cerchi ogni altrove
            nel libro del vissuto,
            nel bagaglio del passato
            ciò che non hai più.

            Cammini con le gambe,
            tocchi con le mani,
            vedi con la mente,
            ma negli occhi...
            il vuoto del non vedere.
            Vota la poesia: Commenta