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Scritta da: Silvana Stremiz
È per me, fuori c'è il mio nome, è scritto con la tua mano e mi provoca un sussulto,
mi pare di udirti, quando lo dici sussurrando, quando mi chiami cantando,
scorgo i tuoi occhi seguire il nero tracciato mentre, lettera per lettera, componi
il mio nome sulla busta bianca.
Con cura la apro come un pescatore la conchiglia di una madreperla,
rapida cerco all'interno come un bimbo con il suo regalo di compleanno.
Guardo, come fosse un quadro, seguo le linee decise e i morbidi piccoli cerchi,
percepisco le sfumature della tua anima, i moti del sangue che circola nel tuo corpo,
i ritmo che anima il tuo cuore, le tue pause e i tuoi pensieri.
Sono grata a questo foglio prezioso che porta con sé il tocco delle tue dita e
il profumo della tua pelle.
Magia della grafìa che va oltre i significati, m'incanto e ti ho davanti, sento il tuo calore.
Ora sono pronta a sorbire le tue parole, una per una, come cucchiai di calda zuppa in una sera d'inverno, come ciliege mature che non ti bastano mai,
come bocconi di un dolce prelibato,
che mi danno piacere e che mi consolano della tua mancanza.
Monica Dolci
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    È un tocco gentile, una carezza calda e leggera,
    che conosce i miei segreti e le mie debolezze,
    percorrendo le sue strade apre le mie con un soffio leggero,
    mi turba e mi schiude conoscendo i percorsi,
    si ferma, mi aspetta, mi segue silenziosa,
    sento il suo sguardo che mi colora la pelle,
    mi disegna e mi modella il respiro,
    mi sfiora e scompare perché io corra a cercarla,
    guardo in alto e mi è fra le gambe,
    allungo la mano e lei vola via,
    la chiamo e lei canta, mi arrabbio e sorride,
    sorrido anch'io per la sua impertinenza,
    della mia debolezza.
    Monica Dolci
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Mi piacciono le ore della notte,
      un po' brille ed un po' assonnate,
      ti prendono la mano e ti raccontano bugie
      a cui è bello credere.
      Ogni bettola diventa una reggia,
      ogni letto caldo come un nido d'amore,
      ogni carezza dolce come il paradiso.
      In ogni sguardo puoi scorgere l'infinito.
      E forse non sono soltanto menzogne,
      sono solo un tempo speciale,
      è l'attimo di buio in attesa che si apra il sipario,
      e tu sai che su quel palco sarai la star,
      e il pubblico ti applaudirà commosso,
      si alzerà in piedi spelandosi le mani.
      E non sarà finzione,
      perché sono solo le ore più vicine ai sogni,
      così vicine da farti confondere.
      Monica Dolci
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Acqua salata

        Acqua salata scende sul viso,
        lo sapevi che un onda più forte sarebbe arrivata,
        e chiudi gli occhi e ti brucia, ma fai finta di nulla,
        eppure il mare è molto lontano,
        eppure nevica zucchero a velo sui fiori del balcone,
        ascolti la musica perché quella voce ti fa paura,
        fai rumore con i coperchi per non sentire quel battito,
        e danzi ma il cuore ti manca, ti sta portando via il respiro,
        e allora cammini adagio, riprendoti il fiato rubato,
        guardi per terra, convincendoti di essere sola,
        le mani in tasca per sentire null'altro
        che il rassicurante vuoto delle tue tasche.
        Monica Dolci
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Sul filo.

          Sul filo senza più nemmeno la paura di cadere, cammino,
          lentamente, impassibile, senza sicurezza e senza incertezza,
          nel silenzio, nell'immbilità, l'attesa è vuota e densa, senza meta,
          conosco troppo bene ogni oscillazione,
          ogni perdita di equilibrio, ogni insicurezza, ogni paura,
          la nausea non mi fa più vomitare, l'attesa è passiva,
          non sento bruciare la mia pelle dai raggi del sole troppo vicini,
          il vuoto non mi crea vertigine,
          il dolore è senza lacrime, il terrore non mi fa tremare,
          non percepisco il sorriso, non odo l'urlo,
          non incrocio lo sguardo, la rabbia non scuote i miei nervi….
          Monica Dolci
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Cristallo

            Un giorno il destino incastrò in un breve alito di tempo,
            fra le sue pieghe, un fragile granello di sabbia,
            impaurito dal caldo soffio del vento che percorreva
            la tua mente e la mia pelle, si perdette.

            Trasportato da vortici d'aria bollente, nei nostri affollati deserti
            vagò senza sapere dove fosse l'orizzonte,
            lo travolse la tempesta, scalfendolo con infinite linee,
            lo annegarono senza pietà violente onde dell'oceano,
            crearono misteriose volte al suo interno,
            lo bruciò il fuoco di immense foreste in fiamme,
            mentre poliedrici angoli si componevano in un agitato caleidoscopio

            ma nel loro viaggio senza sosta
            i miei venti ed i tuoi s'incontrarono ancora, esausti,
            nell'immobile silenzio della bonaccia,
            il granello sussultò,
            le linee infinite si piegarono in angoli,
            si sentì forte,
            in grado di sfidare il cielo,
            un fragile lacrima lo accarezzò,
            rispecchiò il mare e il cielo,
            un prepotente raggio di sole lo penetrò
            la luce lo illuminò, divenne puro,
            divenne cristallo.
            Monica Dolci
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              Assassino di un sogno

              Era un volo ingenuo di bimbo, senza pudore e senza rancore,
              s'innalzava gonfio e leggero, sospinto dal soffio ardente dell'imprudenza,

              hai avuta paura, censurasti le parole ardite dell'incoscienza,
              contasti i soldi nelle tasche, misurasti il tempo e le distanze,
              ne hai punito l'arroganza, condannato la stupidità, negato la follia,

              l'angelo spogliato, pieno di vergogna, senza la sua bella tunica rossa, confuso,
              ancora tentò impacciato il suo volo, lottò contro il peso della gravità,
              cieco per le lacrime che gli oscuravano la vista, sorvolava rasoterra,
              senza trovare la direzione, senza capire dove stava il calore del sole,

              ma ad un tratto sentì lacerarsi la carne in un baleno,
              cadde violento sul suolo, si toccò, non usciva sangue,
              sul suo volto non c'erano più lacrime, il dolore non straziava i suoi muscoli,
              senti il nulla, corse davanti allo specchio, guardò ma non vide niente,
              perché i sogni, come i demoni, non si riflettono.
              Monica Dolci
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                Scritta da: Silvana Stremiz

                All'amore

                Ancora una volta con quello sguardo innocente e crudele bussi alla mia porta,
                ti impossessi dei miei pensieri, ti nutri del mio sangue,
                fai battere più forte il mio cuore. Togli forza al mio respiro.
                Mi sorridi ingenuo, come nulla fosse, mi prendi la mano e
                mi inviti a danzare di nuovo, mi chiedi abbandono, mi chiedi attenzione,
                vuoi che ascolti la tua tenera voce narrarmi la fiaba più bella,
                ancora una volta vuoi che i miei occhi vedano te e che ti ami con tutta me stessa,
                ma nell'oscurità mi raggiunge l'urlo silenzioso della tua ultima partenza,
                sanguinano le incomprensibili parole che tentarono di chiarire i perché,
                Andasti da un'altra parte, ma così sono la vita e la morte, e non c'è nulla da spiegare,
                e non si possono capire le stelle che disegnano le mie rughe attorno agli occhi,
                mentre ti sorrido di nuovo, accettando il tuo invito a danzare, e lo farò ancora,
                fino a che mi girerà la testa, fino a che mi vacilleranno le gambe,
                fino a che cadrò per terrà e nel riprendere fiato, ad occhi chiusi,
                senza sapere se ancora mi sarai accanto, ancora una volta ti dirò che t'amo.
                Monica Dolci
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                  Scritta da: Silvana Stremiz

                  Nella camera oscura.

                  Puoi intravedere solo le ombre e sentire il calore della stanza,
                  sentire voci lontane, il riso e il pianto sono solo asettici punti,
                  graffi su un foglio che reagisce alla stessa maniera,
                  non sai cosa sia un urlo o una canzone, ne prendi nota senza emozione,
                  la carta è candida ed imprimi senza giudizi le informazioni.
                  Un battito più forte, un sussulto lontano,
                  ti fanno calcare di più e i colori si delineano
                  nella loro diversità, a tua insaputa,
                  mentri galleggi nella bacinella.
                  È solo una fotografia, la riproduzione di segnali,
                  che assorbi in quell'immenso ovattato spazio vuoto,
                  non conosci il dolore nè la felicità, e poco ti importa
                  se quando accenderanno la luce sarà troppo presto e la foto brucerà
                  o come per magia potrai vedere ciò che hai stampato sul foglio
                  e accorgerti di quanto bianco ancora rimane.
                  Monica Dolci
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                    Scritta da: Silvana Stremiz

                    Mi sei accanto.

                    Come brezza sottile mi accompagni nel bosco più fitto,
                    mi accarezzi i capelli e mi dici che sono bella,
                    mi chiami dall'alto con un canto di usignolo,
                    mi fai alzare la testa perché io non dimentichi il sole,
                    mi prendi dai fianchi e mi sollevi con agile forza,
                    affinché il mio sguardo riesca a seguire quel volo libero nel cielo,

                    e quando la mia mente desidera solo dormire
                    riempi di sogni il mio apatico sonno,
                    attento e presente sconfiggi silenzioso i miei incubi,
                    metti a tacere i miei mostri volteggiando leggero sopra le loro teste,

                    e mi porgi la mano invitandomi a danzare,
                    mi trascini in una corsa affannata per sconfiggere il tempo
                    dei cattivi pensieri, fino a raggiungere quel prato fiorito
                    cogliere la margherita più bella e infilarmela fra i capelli.
                    Monica Dolci
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