Tutto fu chiuso tutto fu spento tutto fu sospeso. Nessuna persona passò davanti casa nessun'auto passò davanti casa non sono mai stato così lontano da tutti, seppur così vicino. Le giornate si soffocano lentamente, nella noia del lento scorrere del tempo.
Quarantena, felicità sepolta nel profondo tristi mura mi serrano il cuore, la mia anima è assolta nel triste dolore, mentre il tempo non scorre nel mondo.
Giorni persi senza la fresca brezza che il vento porta con soave dolcezza; ed il canto felice della verde fioritura cambia radicalmente la perfetta natura, mentre la morte si fa sentire con una velocità tale da neanche apparire.
Ora vi racconto com'è vivere nella zona rossa: bagni di amuchina supermercati saccheggiati e gente alla riscossa... "Fuori di casa non si può andare" mi urlano i miei genitori come se non avessi visto il telegiornale. "Là fuori è pieno di untori ed è tutta una gran confusione" esclama in conferenza il presidente della regione. Lavarsi le mani è molto importante fortuna che c'è la d'Urso come insegnante. Mi annoio da morire e non so proprio cosa fare a parte la mia chitarra tutto il giorno strimpellare. Non so poi per quanto mi rimarrà vicina dato che l'ho appena scambiata con dell'amuchina. Ovviamente sono ironico non lo potrei mai fare, ma voi credetemi perché tanto non potete controllare.
Ho camminato per strade sconosciute Imbattendomi in storie mai vissute Ho attraversato fulmini e tempeste mi sono inoltrata nel buio delle foreste Tutto questo ho fatto per incontrarti e se non mi ascoltavi ho dovuto gridarti "Fermati un momento, solo un momento e ascolta la voce del mio sentimento" Ho camminato tanto e ora sono stanca Ma il coraggio certo non mi manca Voglio vivere con gioia e con ardore Tu aiutami con il tuo amore. Non voglio più aspettare domani Perché la vita mi sfugge tra le mani Voglio esserci adesso ad ogni costo Tu indicami solo qual è il mio posto.
La sveglia non suona più al mattino anche lei si è fermata La bicicletta incatenata in un angolo abbandonata La finestra spalancata unica fonte di luce Ma fuori è primavera la terra si è svegliata ci attende, lei è tornata Torneremo ad abbracciare a ridere e scherzare nei prati e nelle strade Torneremo a viaggiare a correre e ballare ai concerti, nei musei ad affollare gli stadi in montagna, al mare Torneremo ad amare dai nostri amici dai parenti lontani dicendo loro ci vediamo domani La speranza non si ferma... come il tempo Torneremo a scambiarci mani e parole Torneremo come il sole che ogni giorno sorge su un mondo che non muore non deve, non vuole.
Cinguettii lontani fra l'abbaiar di cani e voli di gabbiani unici suoni fra silenzi fra strade deserte e deserto nei cuori Primavera è fuori ma il profumo dei fiori non supera questi muri questi son giorni duri I sorrisi mascherati dietro un sipario bianco gli abbracci vietati dietro una paura Mani lontane, bocche nascoste occhi increduli La realtà diventa incubo mentre tutto si ferma tranne le stagioni Fuori c'è il sole dentro è il grigio inverno.
La Terra ora respira e la torbida laguna guizzi di pesci attira In cieli azzurri e tersi si librano gli stormi dolce stagione esplode di grilli il canto s'ode È un fiorir il pianeta allorché l'umanità a rimembrar sta di libertà negata Forse la Terra impietosa ammala la sua gente per liberar la natura angusta e sofferente Forse sarà un castigo o forse una lezione per l'uomo che si crede del mondo imperatore Apriremo le porte usciremo nel vento finirà questa sorte che soffoca nel petto Troveremo la Terra risanata, guarita da questa nuova era ricominciar la vita.
Viaggiatore ho viaggiato il tempo e lo spazio perdendo come un malato i sogni l'amore la musica del battito del cuore le certezze e l'equilibrio sul filo dell'eterno la luce colorata del mattino la via illuminata del cammino la danza dei passi del destino stordito dalla paura del silenzio vedo solo un quadro astratto senza forma ne colore dove sono, chi ero seduto in cerchio con gli anziani di una razza sconosciuta parlano di giovani e delle loro stagioni in braccio alle loro certezze nel loro mondo dei giusti intelligenti hanno difeso con la ragione le sacre scritture conquistate con anni di appartenenza voi che avete un lungo vissuto aiutatemi a ritrovare me stesso e ciò che mi apparteneva tracciatemi la strada per ritornare mi guardano sorridendo con grazia, muovono le labbra il suono delle parole sapienti accarezzano le mie orecchie in una lingua a me sconosciuta la storia mi è comunque chiara aspetto invano che il cammino mi sarà rivelato non posso ascoltare quello che non sento nel riflesso della luna un sentiero di rose profumate una donna, un sorriso luminoso abbracciato alla pazienza mi chiamava le labbra, due ciliegie mature la nebbia svanita in un momento dimmi! Dove sono, perché mi sono perduto "hai guidato una tempesta, con i sogni" "non vedo segni del mio passaggio" "accendi la luce dell'anima tutto ti apparirà limpido e chiaro" senza prevedere cosa farà la mia paura dismesso l'abito della fragilità inghiottite le mie incertezze sconfitto la morte della vita le attese buie degli abbandoni la speranza riprende a germogliare grazie di avermi cantato con dolcezza la nostra canzone a viso aperto salito sul deltaplano delle sue verità senza pretese darò finalmente libero sfogo al mio amore planando come un gabbiano incontro il calore del suo cuore sfogliando il libro dei ricordi tutto mi appare in un momento si ora sono sicuro sei li dove io sono partito non voglio più viaggiare smarrirmi nella confusione dell'incerto ora finalmente sono qui discutendo con le mie considerazioni trovo il senso al mio viaggio la mia pochezza la paura della vita e di amare gli errori del mio ieri ha scatenato il mio volo.