Scritta da: Elio Lupini
in Poesie (Poesie personali)
La mollica
Uniamoci contro la peste di questo secolo.
Tutti insieme per la vita contro la morte.
Composta martedì 6 novembre 2012
Uniamoci contro la peste di questo secolo.
Tutti insieme per la vita contro la morte.
L'amico
fiele nel cuore
assente è l'amore,
duole il rancore,
un dolore assordante,
un brusio di gente,
un passo felpato,
lontano un latrato silente
un cane morente
un amico sincero
gli tendo la mano
carezze leggere
uno sguardo profondo
i sui occhi di pianto
dal lungo tormento
si asciugano piano
lenisce il dolore
si alza in un guizzo
penzolando si avvia
in una vita più dolce
lasciando il passato
e senza girarci
mano per mano
seguendo la strada
insieme ce ne andiamo.
Cosa succede all'umanità terrestre
che improvvisamente muore
per una nuova peste?
Chiusi nelle case tutto il giorno
mentre il sole cammina
e la luna dorme.
In pochi mesi la gente di oggi
viene uccisa da invisibili coronavirus
che viaggiano silenziosi
senza rimorsi.
La scienza umana matura in laboratori
ma spesso invisibili creature mortali
passeggiano di nascosto
burlando scienziati, dottori
e microscopi.
La natura è savia e gentile
invia messaggi ai suoi ospiti
ma spesso ci sentiamo padroni
della vita e della morte.
Per fortuna esiste gente buona
che aiuta, ama e ristora.
Solo la scienza non cura l'uomo
se i suoi pilastri non hanno cuore.
Alcuni momenti tristi della storia umana
sorgono per noi cambiare strada.
La nostra vita è appesa a un filo
e chi lo muove è solo Dio.
Diamo una grande sterzata alla vita
se non vogliamo morire soli
andando al camposanto
senza familiari
e lacrime amare.
Un minuscolo virus mette in ginocchio
l'umanità intera rinchiusa nelle sue tane.
Si chiude nei suoi misteri pieni di paura
in solitudine e i suoi sogni distrutti.
Pensiamo di essere padroni e signori
di questo grande mondo che ci accoglie
invece stiamo ancora leggendo il titolo
di questa nostra enciclopedia storica.
Siamo umili servitori della filosofia divina
che ci parla nel silenzio del cuore umano
aprendoci spiragli di luce e di saggezza:
la vita è dono e la morte certezza.
Ogni tanto un morso alla nostra scienza
basta per capire che da soli siamo niente.
L'umiltà è la grande stampella della vita
apprendiamo dalla semplicità divina.
Un invisibile virus chiuso in una goccia
diventa corona visibile della nostra fine
che ci allontana dalle case dei cari vivi
prima ancora che pensassimo di morire.
La scienza umana spesso vive in trappole
di uomini e donne che studiano la materia
viva o morta che sia con un certo rispetto
pur sapendo che la vita è appesa a un filo.
Basta uno starnuto o un solo colpo di tosse
mani sporche, un abbraccio o stretta di mano
per trovarci chiusi in ospedali o in quarantena
perché il virus previene la scienza e la pena.
Spesso dietro i virus c'è la sporca mano dell'uomo
che nei laboratori studiano la nuova guerra fredda
nata dalla testa di demoni umani su troni di potere
senza scrupoli e con delicati fiori di cimiteri.
L'amore ti cambia
riempie di gioia
alimenta l'ardore
ti accende i colori.
L'amore guarisce
emozioni represse,
allenta le corde
di un cuore indurito,
trasforma il sogno
in vera realtà,
voli più in alto,
per te, in cielo le Stelle coglierà.
L'amore è silenzio
e vita ti dà.
Il frastuono dell'odio
ti cancellerà.
Dopo aver chiuso la porta alle mie spalle
e lasciato dentro il buio
che a lungo mi ha tenuto prigioniero;
riprendo a respirare il mondo intero
e la sua aria che sento più pulita
E guardo il vorticare della gente
e presto attenzione
ad ogni palpito di vita.
Oh sole nascente
a ridestare il mondo,
che da Oriente ad Occidente
ci ruoti intorno
in sempiterno girotondo interstellare,
rischiara coi tuoi raggi
la mia fronte,
portami il tuo saluto,
illuminami il cammino;
nel nuovo mondo
restami vicino.
Ritrovo in soffitta un tempo passato
un soffio di luce sfiora una culla
soffice scopro di piume un cuscino
soffoco lacrime nel ricordo del mare
Il profumo lieve di un semplice soffritto
nel cuore un soffio che ora non sento
soffermo lo sguardo al soffitto dipinto
luci soffuse in una strada silente
un soffio di vento apre finestre
lieta lettura su un comodo sofà
apprezzo l'aroma del riso soffiato
rinasce la vita tutta in un soffio.
Vedo quello che non vedono tutti
un privilegio dallo sguardo animale
a volte un tarlo mi rende felice
talvolta spalanco la porta alla tristezza
non è esatto come un calcolo numerico
ma mi spinge ad ascoltare i sensi
con gli anni la capacità di "salvare con nome"
questa fragilità, mi è maturata dentro.
Non potendo avere sempre ciò che chiedevo al mondo, ho cambiato:
scollando la mente dal corpo.
Ci è proprio ciò che con le nostre mani restituiamo alla luce, magari in corrispondenza ad un'ombra.
Verrà un giorno in cui il
dolore del mondo guarirà,
da queste ferite rimarginate
dipenderà il corso delle stelle.
Ruberemo immagini al cielo,
mentre la gravità preme.
Segni nella resistenza dell'aria.
Tutto è negato ad uno sguardo superficiale.
Le nuove generazioni chiederanno il perché
di tanto declino, di tanta edera nell'inconscio.
Non sapremo, forse, dar loro risposte
come nel finale di una serie televisiva.