Poesie personali


Scritta da: www Alloradillo it
in Poesie (Poesie personali)

Natale di Solitudine

Come un sacchetto, abbandonatouomo segnale cartello solo
nella grande piazza, rollando
arrotolatolandomi su me stesso
sospinto dall'aria
vado incontro al vento,
alle tante persone
che fanno così ingombrante
la mia solitudine.

Scontrandomi con ostacoli
figure indifferenti
che di sfuggita,
distratti dalle vetrine
vedono un rifiuto passare.
M'ignorano, anonimo
Io, solo
volo via finché c'è vento.

Non è aura di bell'alba,
ma ventaccio ghiacciato sulle orecchie,
congelate dal suo battere senza pietà:
Poter almeno sentire
una musica alternativa
ai jingles di Natale!

Come ogni anno nella piazza
un grande albero è addobbato
a festa:
puntuale il Natale
decora la mia persona
di solitudine.

Mi siederò ancora qui
sui miei cartoni
a farmi guardar storto
dalla gente felice
come gli rovinassi la festa
solo perché con una mano
cerco un contatto
domando timidamente
una piccola moneta.

Natale,
l'anno sta per finire:
donerà solo un altro inverno,
sempre più ghiacciato
dai cuori della gente.
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    Scritta da: Vito Rattoballi
    in Poesie (Poesie personali)

    Sono diventato cieco...

    Scrivo la parola che mi confonde
    seguo un tripudio orrendo, fosco
    la stupidità è la forza
    non si può scendere le scale e non scrivere la pagina
    attraversare l'infinito con le braccia alzate
    prendetevi in giro, se potete
    prendere una nota con un vibrafono
    aggiungere l'incalcolabile suono
    presto il sogno ti prenderà
    raccontare l'inesistente
    aggiungo in una miscela di sale
    senza le parole il segno è inutile.
    Sono diventato cieco dei petali delle tue rose,
    mentre raggiungo le musiche del tuo tempo.
    Composta martedì 23 giugno 2015
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      in Poesie (Poesie personali)

      Forte su flavi campi picchia il sole

      Forte su flavi campi picchia il sole
      raro è qualche albero ombroso
      nelle gole rapaci diurni roteano
      rocce corruscano su declivi feraci.
      Giorni ferventi forieri d'afa
      per frescure in moratoria e lontane
      invieranno tutti ai monti o al mare
      si vuoteranno piazze e strade
      più tra i greti morderà l'arsura.
      Ciclico e uguale tutto si snoda
      nelle sue forme e nei suoi modi
      ripetibile scorre il nastro
      del tempo con le sue stagioni
      e nulla nel suo fluire lo muta.
      Chi va altrove in cerca di ristoro
      non fiuta il destino, miope poco vede:
      i bessi sognano bronzature invidiabili
      che diano nuova tonica all'eburneo corpo,
      i frugoli, sull'arenile intasato,
      (non contaminati da dolori e delusioni)
      armeggiano con i loro attrezzi
      friabili mura di cinta e torri erigono;
      si raccolgono pinoli, si vola su bici
      si bivacca tra boschi e si respira.
      Verrà poi la brevità del giorno
      consueta e in leggerezza
      la malinconia dell'autunno
      il freddo e l'uggia dell'inverno
      e si aspetterà di nuovo
      di partecipare a un'altra estate.
      L'egro ermo pensare del vecchio solo
      che non a garganella
      ma a gocce di vita si disseta sa
      e non ignora che non solo a scaglione
      ma pure a caso immite la morte viene.
      Sul contingente attuale e stagionale
      ci imbarchiamo e sbarchiamo
      acciuffando pezzi di vita che passano
      con un cuore sempre più disabitato.
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        Scritta da: Mauro Albani
        in Poesie (Poesie personali)
        Vorrei respirare l'aria dei tuoi risvegli
        mentre un sospiro ti fa immaginare il mio viso;
        giocare con i tuoi capelli
        mentre mi guardi con severo interesse;
        essere presente nel tuo cuore e nella tua anima
        come una presenza non ingombrante ma garbata,
        perché la mia vita sente la tua vita
        come un fiore si ciba di luce
        come il mare culla le mangrovie.
        A volte un sogno può essere realtà
        basta guardare l'infinito.
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          Scritta da: Stefano Medel
          in Poesie (Poesie personali)

          Le estati da bambino

          Pomeriggio che non passa mai,
          non sai che fare,
          dove andare,
          con chi parlare;
          la ragazza ha preso il volo;
          ti mancano i giorni dell'adolescenza,
          con la nonna,
          la vecchia casa,
          il tempo,
          che passava tranquillo,
          l'orto,
          il vecchio pozzo;
          gli anni sono volati,
          troppo in fretta.
          Composta martedì 23 giugno 2015
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            Scritta da: Rosa Di Lernia
            in Poesie (Poesie personali)
            L'uomo che ti spoglia l'anima
            È lui che sa amare te e non il tuo corpo
            È lui che sa leggerti come fossi un libro
            Che sa leggere le tue emozioni e viverle da protagonista
            Che riesce a vedere le tue lacrime nascoste riuscendo ad asciugarle
            Che riesce a strapparti un sorriso solo a guardarti
            Non accontentarti mai di complimenti banali
            Essere donna non è essere femmina
            Lasciarsi prendere ed
            acconsentire alla falsa apparenza è da femmina
            Per l'uomo che ti legge l'anima sarai sempre te stessa
            Lui non guarda ciò che indossi ma ciò che la tua anima sveglia in lui
            Per lui sarai unica quella che fa la differenza tra l'essere femmina e l'essere una vera donna.
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