Poesie personali


Scritta da: Fausto Feltrinelli
in Poesie (Poesie personali)

Evviva la natura

È bello tra amici ravvivare la memoria,
e parlare un po' della nostra storia,
quando gli unici detersivi in cucina
erano qualche foglia spinosa e la spolverina.

Quando si usava la cenere per il bucato,
eri sicuro che nulla veniva inquinato.
Quando il vino si faceva nelle piccole cantine,
prima che la scienza invantasse tante polverine;

C'era anche allora la scuola di cantina;
senza andare a Padova, la si imparava in cascina,
Il papà era il maestro, il nonno il professore,
ti insagnavan a pigiar ed a dargli il bollore.

Il vino allora lo si beveva e non faceva male,
oggi se non stai attento, finisci all'ospedale.
Pensate che una volta se ti sentivi giù
il dottore ti incitava a berne un po' di più

La scienza ed il progresso ci facciano i piaceri:
di lasciar la natura come era ieri,
perché lei con noi è sempre generosa,
se gli facciamo torto diventa dispettosa.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)
    Un vecchio e un asinello
    scendevano dalla montagna
    perdendosi lentamente
    negli ultimi colori
    della valle.
    Una foglia di quercia
    cadeva su mani stanche,
    l'argento degli ulivi
    rinfrescava la speranza.
    Un pettirosso salutava
    il sentiero curvo,
    il vecchio cavalcava
    senza premura.
    Erano ormai due ombre
    il vecchio e l'asinello
    carichi d'umanità
    accumulata dentro.
    Camminavano nel silenzio
    pensando al domani.
    L'oggi era già passato
    pieno di speranze.
    L'asinello odorava
    l'ultimo fiore
    rimastogli negli occhi.
    Il vecchio sognava nella sera
    la gioventù trascorsa.
    Uno sguardo nella valle
    una campana in lontananza
    il viaggio continua
    ma l'asinello non raglia!
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      in Poesie (Poesie personali)

      La mia terra

      Questo destino non mi vuole aiutare,
      lontano da te per forza devo stare,
      ho dimenticato tanti dei tuoi profumi
      ma mi ricordo sempre dei tuoi costumi.

      Quello della mia terra mi piaceva molto,
      ma ovunque io sia stato non ho mai più sentito.
      Quanti figli hai nel mondo che hai perduto
      e quello che non è mai ritornato.

      In molti sono quelli che sono partiti
      ma non devi essere triste nessuno mai ti ha dimenticato,
      io sento molto il desiderio di venirti a trovare
      per vedere te è la mia famiglia accarezzare.

      La sera ti penso sempre prima che mi addormenti
      per ricordarmi di te con quel sentimento.
      Ma adesso solo il ricordo è rimasto
      di questo tuo figlio, che senza volerlo hai prestato
      ad un'altra terra che prima non conosceva,

      da dove aspetta un destino che mai arriva,
      mi piacerebbe molto da te ritornare
      ma il destino insiste che qui devo restare.
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        Scritta da: Assunta De Rosa
        in Poesie (Poesie personali)

        E lui ride

        Quando è che si chiuderà quella finestra,
        quella finestra che dà sul cortile del passato,
        si il passato, che d'accordo con il presente riesce ancora a prendersi gioco di me...
        Lui mi tiene legata e ride,
        si ride di me, perché infondo sono io che non riesco
        a fare a meno di guardare da quella finestra,
        faccio il suo gioco, e lui mi guarda e ride,
        è passato, eppure, è così presente che fa ancora male.
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          Scritta da: Don Juan
          in Poesie (Poesie personali)
          Entra pure se vuoi,
          la porta è aperta e non
          ci son catenacci a tenerti fuori.
          Entra pure se vuoi,
          è la mia vita questa,
          cenere dappertutto
          e un gran puzzo di bruciato.
          Ti servirà un po' di coraggio
          e tanta voglia di iniziare,
          perché è dalla polvere
          che devo ripartire.
          Ma se guardi bene
          laggiù nell'angolo c'è un fiore,
          un bocciuolo ancora acerbo
          che aspetta un sorso
          di vita per crescere e poi sbocciare.
          Entra pure se vuoi,
          porta con te un po' d'amore
          e una favola da raccontare
          perché anche fiori vogliono sognare.
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            Scritta da: Aldo Trulli
            in Poesie (Poesie personali)
            Avvolti e intrecciati
            Tra lenzuola e stanze
            come rampicanti verdi
            sui muri della passione
            eravamo soli io e te.

            Al di là della chimica del cervello
            Oltre il labirinto dell'apparenza
            Persi nel vicolo cieco dell'essenza
            Ci siamo nutriti di baci.

            La verità chimera
            Nella certezza straniera
            Trova uno spazio
            Tra cuore e passione pura
            soli e nudi come mai,
            Come mai avremmo pensato

            Tutto intorno il mondo
            Taceva, dignitoso e umile
            Non invadenti suoni di città
            Né stordenti richiami di superfice

            Il verde dei prati
            Il rosso del fuoco
            Le pietre antiche
            Il passo lento della serenità.

            Il legno intorno
            La nebbia rendeva il sogno
            Il vino che inebriava
            Tutta follia
            Ma dolce come mai

            Pasti frugali, chiacchiere e sorrisi
            I tuoi occhi veri
            Lontani dagli echi del passato
            Al riparo dall'ansia dell'essere

            Non c'è ricerca d'immagine
            Ed è vana ogni domanda sul perché.
            Tutto torna irripetibilmente nuovo.
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Da dietro le tendine d'una stanza
              vedo immagini in filigrana bianca
              ballare con le foglie d'autunno
              l'ultimo valzer della vita.

              Camminano silenziose le ombre
              intrecciandosi con nuvole rosse
              su di uno sfondo d'alberi morti
              c'è un veleno di motori sporchi.

              Anche l'erba geme nel silenzio,
              scricchiola la porta della vita.
              La ruggine s'impadronisce piano
              senza lasciare tracce del passato.

              Con gli occhi del giorno nelle mani
              guardo l'ultimo raggio di sole
              entrare nella penombra della stanza
              per invitarmi all'ultima orazione.

              Addio immagini in filigrana bianca,
              addio valzer di vecchi fantasmi.
              La lampada si accende lentamente
              in quest'uomo dietro una finestra.
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                Scritta da: Fausto Feltrinelli
                in Poesie (Poesie personali)

                Piccole nostalgie, cari ricordi

                Ieri era la vita, era la realtà,
                oggi son tutti ricordi, è questa la verità.
                I ricordi ti fanno rivivere tanti momenti,
                rammentandoti una infinità di sentimenti.

                I ricordi felici che mi parlan d'amore
                li coltivo nel cuore, li coltivo come un fiore,
                i ricordi brutti li voglio dimenticare,
                perché sono come erba cattiva, erba da estirpare.

                La struttura del mio cuore non ha confini,
                c'è tanto spazio per tutti i miei vicini;
                Il sole del mio amore, scalderà la terra
                e porterà l'estate anche a chi è in guerra.
                Sempre avanti senza cambiare idea.
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