Scritta da: Francesco Costanzo
in Poesie (Poesie personali)
Riascolto le note,
che tanto udii,
per rinverdire ricordi;
ma adesso soltanto musica
ai miei orecchi
giunge;
nulla più.
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Riascolto le note,
che tanto udii,
per rinverdire ricordi;
ma adesso soltanto musica
ai miei orecchi
giunge;
nulla più.
Solo il tempo
dà significato al passato;
esso sottolinea col suo ticchettio
le cose che hanno adesso valore
e cancella nel buio dell'oblio
tutto il resto.
Domenica che scorre lentamente con profumi di vita quoditiana che galleggiano nell ' aria...
ma chissà dove ho la testa...
questi colori cosi opachi non mi aiutano, e quando respiro alzo gli occhi e guardo...
ritagli di un passato che hanno scavato nel mio cuore...
e ora sono li, reclamano attenzione...
ma c è un silenzio, un silenzio da brividi...
ma è un momento, un momento in cui il pensiero scorre li...
anche sensa volerlo...
non posso evitarlo,
forse non lo voglio...
posso solo ascoltare,
ascoltare il mio cuore che parla...
e che mi parla di lei.
Vedo un lupo solitario
cantare alla Luna
una dolce melodia:
la Luna risponde
col suo silenzio.
Il lupo ritorna mesto
nella sua tana;
ma domani sera
ritornerà a cantare
a colei che non gli risponderà
mai.
Gli anni passano veloci
gli uomini corrono verso l'azzurro
di un cielo crudele
per trovare degli Dei feroci
ingannatori come sirene
che si accoppiano coi marinai in coiti atroci.
Il frutto del loro amore sarà
l'utopia.
Di prove durissime è piena la vita,
di strade contorte di dura fatica,
ma tra queste cose c'è il sole, la luna, la madre terra, la pioggia che cade e spegne le fiamme di cuori in guerra.
Il vento che dondola i fiori e le cose,
l'amore che sboccia, il profumo di rose.
Il sonno la fame, la rabbia e la sete, le solite prediche di un padre, di un prete.
Gli amici i nemici, le cose che dici,
le donne truccate da vip o da attrici.
Il suono di un treno, un cielo sereno,
trovar nei tuoi occhi l'arcobaleno.
Pensieri contorti pensieri sottili,
amori legati da deboli fili.
Disegni su carta disegni di vita,
la mano è la nostra e noi... la matita.
Di voli tentati pur senza le ali,
di salti nel vuoto fuggendo dai mali.
Di sane virtù, di sguardi e carezze,
di falsi propositi, di debolezze.
Di giorni di festa, di grida di gioia,
di chi si trasforma per evader la noia.
Di chi non trova più spazio sul foglio per scrivere,
di chi legge le cose che ho scritto, e può pure ridere.
E nell'ebbrezza del momento, il tagliente desiderio mi faceva da padrone
avvinghiava la passione in un tripudio di lingue e demoni
avvelenando la dolcezza e annaffiando l'oblio.
Ma di lampo giunse un bagliore,
che come troppo vino nel bicchiere
straboccò sui polsi venosi e gonfi di fierezza
polsi,
che da bravi ma inesperti manigoldi, intransigenti e smaliziati
dirigevano silenti come burattinai
le mani e le timide dita ad accarezzare le setose forme di lei, ricordando loro
che naufragare tra gli ardori di Bacco
esalta l'anima, ma mozza la grazia.
Cerco il tuo sorriso...
nei passi di una vita quoditiana che oramai non ti appartiene più...
cerco il tuo sorriso...
dentro un deserto di colori, chiamata la mia anima...
cerco un sorriso...
tra le guance incendiate dalle lacrime...
cerco un sorriso...
tra la rugiada del mattino e il tramonto del giorno...
cerco un sorriso che non mi appartiene più...
ma che vive nei miei sogni e prende vita tra la luce della notte e il silenzio del buio...
Trattengo gli occhi un po' socchiusi e lascio entrare piano in me le prime sensazioni donate dalla mattina di campagna, facendo scivolar via quel po di notte che ancora in me ristagna.
I passerotti danzano dall'albero di fronte al nido sotto il tetto, stan ripulendo casa e sistemando la camera da letto, si lanciano in picchiata a prendere le briciole planando nel cortile, attendono nel nido i giovani uccellini il volo di ritorno per gioire.
Prima che il sole caldo del giorno nuovo arrivi mi lascio accarezzar dal fresco che c'è ancor nell'aria,
seguendo con lo sguardo il rincasar di una civetta un po' ritardataria.
Come plotoni di soldati in fila sull'attenti,
piante di granoturco si sfregan con le foglie come solleticarsi, e sembra che si divertano contenti.
Poi mi soffermo ad ammirare tutto quel che mi circonda
tutto è perfetto non c'è una sbavatura,
quadri stupendi sa offrire la natura.
Trovandomi coinvolto in questa magica miscela di colori suoni e vibrazioni emanati da bellezza indefinita, sono contento di trovarmi in questo quadro che colora la mia vita,
sentendomi piccola parte della natura
continuerò ad amarla senza averne paura, insieme a lei
assaporarne ogni momento, provando a trasformarmi
in sole, pianta o vento, tuffarmi nell'arcobaleno per cambiar colore.
Distratto solo un attimo dal passaggio d'un trattore.
Son come passeggeri in fila che aspettan di partire
le frasi mie che a volte non riesco a dire,
son ricoperto di corteccia dura, son come muro di mattone, a volte mi hanno detto, mi metti soggezzione, ma sono di carne ed ossa non sono di cartone.
Forse per la paura di denudar me stesso, mi porgo con parole che fan sembrare il cuore mio... di gesso,
eppure vibro quando sento l'emozione, e so ascoltare il vento intriso di passione,
amo sentir parlar le api nelle giornate estive,
e so rubar colori dai fiorellini sulle rive.
Mi sento assai in simbiosi con tutta la natura che mi abbraccia e mi circonda, ma tante volte mi trasformo in onda, come voler parlar per primo, e poi restare zitto, salire in alto, per cadere a capofitto,
o come testa di martello che ripetutamente batte l'incudine, star bene tra la gente e ritrovar me stesso, quando trovo solitudine.