Non c'è più. È volato sopra un arcobaleno. Io adesso ricordo quel bambino. Non l'ho dimenticato. So che non sarà mai più come fu. Il bambino è un ricordo. Il bambino è volato. Lo posso solo ricordare e farlo rivivere nella mia fantasia. Io non sono in nulla ciò che fui.
Sfavillii di luce nei miei occhi, esplosioni di stelle nella mia mente. I battiti dei nostri cuori sincronizzati! Il nostro pensiero unico: desiderare l'incontro di due anime.
Io ti cerco dentro di me E tu mi sfuggi. Io ti cerco negli occhi Di una limpido donna E tu mi sfuggi. Perché temi che io Ti afferri? Io non voglio imprigionarti! So che tu ami La tua compagna Di viaggio Tristezza! Felicità e tristezza, L'Amore saffico Più vecchio e delicato del mondo.
Una lacrima scivola densa lungo i solchi del mio non più giovane volto. Essa si posa laddove un seme si è nascosto nella fredda terra autunnale. Da un piccolo dolore a volte nasce l'amore.
Ora, mi trovo tra le pagine di un libro un po' sgualcito. Avevo aspettato tutta l'estate, nessuno si era accorto di me: eppure, ero un bel fiore, selvatico, ma con tanti colori ed un profumo di brezza marina. Un giorno, pieno di sole una bimba, saltellando sul prato, cadde ed il suo visino si poggiò su di me, volevo proteggerla, mentre una lacrima bagnò i miei petali un po' appassiti. Aprì gli occhi e mi colse e aspirò tutto il profumo che, ancora, riuscivo ad emettere. La bambina è cresciuta, bellissima, ed io sono sempre con lei, come segnalibro del suo diario di adolescente. La notte, mentre Laura dorme (questo era il suo nome) A fatica, con un po' di vergogna... Leggo i suoi pensieri, le aspirazioni, le delusioni. Vorrei aiutarla e cerco di emettere l'ultimo alito di profumo per ricordarle quando, spensierata e felice, correva su quel prato, tanto tempo fa, per quella lacrima che è rimasta nelle mie foglie appassite, in quel diario, che accompagnerà la sua vita... ed anche la mia!
Spegni il delirio... Vedi, lacrime rosse già segnano il supplizio fatale. Porgi orecchi alla voce del silenzio... vedi, urla, attonita, la tua furia.
Spegni il lume della follia... vedi, già il respiro muore. ... E la mia anima, se ne va, nel buio di una meta inconscia... vedi, attende però, già sublime dimensione in ricordi d'amore.
Ma tu, resterai ancora qui... marchiato dalle mie lacrime rosse, il mio respiro morirà in te mille volte in ogni istante; la tua anima conscia avrai nel buio, vedi, tu continui ad esistere già vivendo in solitudine la tua morte.
Il silenzio il dono più prezioso che ci sia, oggi che tutti noi abbiamo perso la via nel frastuono che dovrebbe riempire ma è soltanto un tuono di una tempesta di arida sabbia di un deserto fatto di pura rabbia. Rabbia per il vuoto per la solitudine per la malvagità che sono oggi il moto di un andare verso il nulla illusione meretrice che ci culla.
Luna stella dell'amore, di tutte le stelle la più vicina agli uomini, si dice che tu hai tante facce e che sei mutevole nel cielo così uguale. Ma gli uomini non sanno che anche tu sei uguale: come un girasole che si dischiude alla luce del sole e lo segue nel cielo per farsi riscaldare e nutrire, anche tu ruoti nell'universo alla ricerca della luce del sole.
Luna stella dell'amore che tutti cercano e vogliono da te, quando gli uomini quanti uomini capiranno che le tue tante facce sembrano tante perche tanta è la tua sete d'amore? Loro non sanno perché è così tremula la tua luce quando si riflette nelle acque del mare, negli occhi degli avidi uomini. Che ne sanno della tua paura di rispecchiarti: paura di scoprire che l'unico Amore che tu possa ricevere sia quello che proviene dalla tua immagine riflessa, paura che gli insipidi uomini come se non bastasse ti chiameranno Narciso. Ma nella notte un lupo solitario ti grida, rivolto alla tua luce, il suo Amore.