Poesie personali


Scritta da: Rosarita De Martino
in Poesie (Poesie personali)

La dracma perduta

Cerco, ricerco,
tra carabattole
di mia casa,
la mia dracma perduta.
Il mio rabbioso cuore
fa avvizzire
fiore di speranza.
Mi fermo,
riguardo
i miei illusori possessi.
Improvviso,
impensabile pensiero
mi afferra,
mi vince.
Decisa riaccendo
lampada di perdono.
Si frantuma
l'amara catena
di rancore.
Risplende il mio cielo
di pacificata luce
e ritrovo,
inattesa,
la mia dracma smarrita.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Irene
    in Poesie (Poesie personali)

    Sogno

    Correre,
    nuda,
    sul fango fresco
    di un campo senza fine,
    mentre la pioggia striscia
    sul mio corpo,
    un senso di freschezza
    mi libera dalle angosce,
    mi circonda di pace,
    le piccole gocce
    mi abbracciano,
    il mio respiro
    è calmo e sicuro,
    corro,
    corro fino a rimanere senza fiato,
    mi lascio andare
    sull'erba bagnata,
    le braccia,
    spalancate,
    accolgono l'immenso cielo.
    Sulle mie labbra
    schiuse e calde,
    scorrono
    mille baci di pioggia,
    mille carezze di vento.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Irene
      in Poesie (Poesie personali)

      Ricordi

      Ricordi accatastati che saltano giù,
      confusamente,
      uno ad uno
      un vestito,
      quel viso
      mio fratello,
      ero giovane, allora,
      raramente i ricordi mi fermavano,
      o mi invitavano a sognare,
      ma ora
      che la parentesi della giovinezza
      si è chiusa
      ora
      che ho dato una risposta alla mia vita
      ora
      che il futuro è presente
      non sogno più di domani,
      ma sogno di ieri,
      e l'angoscia
      non è più di paura e di incertezza,
      ma di solitudine e rimpianto,
      è dunque la vita un inganno,
      prima si sogna di vivere,
      poi, di avere vissuto.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: F4B10Z
        in Poesie (Poesie personali)
        Ti ho vista.
        Inebriato, lo sguardo ingordo catturava frammenti della tua esistenza.
        Ferito, fissavo il tuo esile corpo, alla luce di cento candele.
        Di fronte a due porte, Paradiso e Inferno, mostravo le mie debolezze, rischiarato da un flebile alito di vita.

        E tu, bella come un angelo,
        e perfida come un diavolo,
        mi fissavi a tua volta.
        Indecisa sulla pena,
        pensierosa sul da farsi,
        cingevi il mio corpo di preziose spine di rosa.
        Ancora una volta diavolo nel dolore delle spine,
        ed angelo nel profumo delle rose.

        Lenta, muovi il mio corpo verso una cascata.
        La mia bocca, desiderosa d'acqua,
        si apre per cogliere l'effimera sensazione del bere,
        angelo,
        mentre ancora una volta, diavolo,
        tenti di togliermi il respiro,
        annegandomi.

        Ed ora, coi primi raggi del mattino
        che baciano il mio volto,
        sei tu, angelo, a carezzare di calore le mie labbra,
        e diavolo, nello svegliarmi.
        Perché nei sogni sei sempre presente.
        Angelo o diavolo, paradiso o inferno,
        l'importante è che tu ci sia.
        Dolce o perfida, tenera o cattiva,
        nei sogni sei mia.

        Ed io, pupazzo nelle mani del destino,
        vivo e sogno...
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Antonino Gatto
          in Poesie (Poesie personali)
          Non dimenticare mai
          quanto amore hai ricevuto,
          che cibo hai mangiato,
          quanta acqua hai bevuto,
          quante persone hai incontrato,
          quante volte hai pregato,
          quanti soldi hai speso,
          quante persone hai aiutato,
          quante volte hai sbagliato,
          quante persone hai ascoltato,
          quante volte sei caduto,
          quante volte ti sei rialzato,
          quante volte ti sei fermato,
          quante persone hai ringraziato,
          e quante volte hai pianto
          fin dal tuo primo vagito,
          per essere oggi quello che sei!
          Il tuo valore, e il frutto della tua memoria!
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Barbara Brussa
            in Poesie (Poesie personali)

            Intricati grovigli

            Vorrei arrampicarmi come un folletto
            sulla cima del mondo, per poter respirare
            il profumo delle stelle.

            Nascosta dietro una nuvola,
            vorrei poter udire i loro bisbigli.
            Sentire cosa si dicono,

            mentre noi, piccoli umani
            relegati quaggiù, intrecciamo fili
            di rapporti sempre più aggrovigliati,
            senza mai riuscire a dipanare
            le matasse delle nostre passioni,
            né quelle dei pensieri.

            Mentre una stella ci guarda,
            dalla sua elevata postazione,
            non può fare a meno di ridere di noi...
            facendo vibrare la sua luce
            nel manto notturno.

            Incantati da quel luccichio,
            chiudiamo gli occhi sul nostro mondo,
            senza nemmeno renderci conto
            di quanto a volte siamo ridicoli...
            Vota la poesia: Commenta