Poesie personali


Scritta da: Anna Maria De Carlo
in Poesie (Poesie personali)

Cristalli di vendetta

La fuga di un lui
da seducenti catene di possesso
e dalla fame di sesso
di una serva,
in preda all'ossessione,
del languore d'amore.

L'abbandono, la rabbia, il sospetto,
l'odio feroce che scorre,
un colpo folle,
esplosione di cristalli
che vorrebbero insanguinare carni.

Ma la vendetta è una cicatrice profonda
che il senso di colpa infetta,
una vergogna da non poter mostrare,
un'impotente disperazione
che la fuga di lui non ha potuto evitare.
Composta giovedì 5 novembre 2009
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    in Poesie (Poesie personali)

    Bavanera

    Se non inchiara l'opaco divenire
    e nel torbido nero tremo e avvizzisco
    se moccolo si fa il lucignolo della vita
    a che nel fugace resistere e respirare?
    Si, smettiamola: voglio capitolare!
    Su vieni Morte, proba amante
    annullami e innalza il tuo vessillo
    sulla sostanza del mio corpo,
    circondato da selvagge vermene
    tumulato io resti sotto i cipressi.
    A che vale restare al guinzaglio
    del tempo despota che incede
    e tra strappi d'essere al nulla mi adduce?
    Sono stanco di tutto, di me, del mondo,
    di tambureggiare dimessi di speranze
    stanco di contumelie, di sogni, di ritorni
    e partenze, di accalappi e di illusioni.
    Non sono stato un buon impresario
    del mio destino e fiaschi e fischi
    a più non dire più non li ho contati:
    pochi i giorni di rimediata allegria
    rare e brevi le feste e i canti del cuore.
    Appartato deluso e intirizzito
    fuggite ombre, ho cambiato panchina
    ma sempre il sole andava altrove,
    ogni volta che ad un incrocio
    sceglievo una viuzza illuminata
    consueta era l'indifferenza raccolta
    da cuori e occhi d'altri incrociati.
    Passante avrei parlato per anni
    di che dentro avevo e moriva
    quando malinconie sfibravano
    il corpo e l'anima pene spiantava.
    Finché ho creduto in qualcosa
    ho tenuto duro e combattuto
    e ora che fido in più in niente
    tanto vale che il mio incomprensibile
    tutto smagato muti in uno zero assoluto.
    Anche il nero, come il verde o l'azzurro,
    è un colore nell'inganno delle tinte
    possibili delle cose che colorano la vita.
    Mi sarei dovuto abbonare a un Dio
    ebete partecipare a mostre e raduni,
    frequentare navate, sfilare ai suoi atelier
    per infilarmi in celesti drappi e veli
    ma non ebbi mai un biglietto di invito
    e compresenza di me stesso solo fui.
    Ieri oggi domani andate altrove
    di voi libero, mi distendo nel nulla.
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      in Poesie (Poesie personali)

      Vieni fuori, esci dall'ombra

      Può il vento delle parole amorevoli
      incidere o scalfire muri di granito?
      Eppure col suo mantice soffia
      e nel tempo con carezze modella
      il crinale selvaggio che lo respinge,
      da sporgenze informi e senza volto
      vi ritaglia, a volte, fisionomie divine.
      Io non so che essere vento
      vento che parla all'unisono umano
      che scava dentro chi non intende
      onda d'aria che increspa e infrange
      lo specchio trasparente ove vanità
      in sosta narcise si mirano, onda
      che cancella immagini che niente
      di chi vi si specchia riflettono conforme.
      Soffierà stanotte il vento alla tua finestra
      ma non aprirla, il respiro
      registrane in silenzio.
      Fiuu... fiuu... Lo senti
      che parla con la mia voce?
      -è tutto nero, è tutto buio
      nulla si rischiara in me
      voglio restare dove sono! -
      così incomprensibile amica
      mi sembrò di udire l'ultima volta
      che sognai i tuoi occhi sui miei...
      Or prima che mi avvii oltre la linea
      che ci separerà all'infinito, ascolta.
      Vieni fuori, esci dall'ombra
      non ti fermare interita sul nulla
      se riflessi di luce ti trapassano
      e in una scia luminosa resti impigliata.
      Sollevati sopra l'opaco e il nero
      e spicca un volo, rompi l'indugio
      e guarda oltre. Vi sono tempi
      e luoghi d'amore, piane di speranze
      navi in partenza, giovani sogni in attesa.
      Varca il limite del limite
      e cambia possesso di ciò che non hai
      cedi ad un'altra fede e fanne polo
      luminoso ovunque visibile
      quando il cuore si smarrisce
      e all'impazzita vaga senza meta
      girovago tra paesaggi di giorni orripilanti
      tra vociferare di echi di bubbole
      o strazi di memorie di un'età passata.
      La luce si cerca dentro e fuori di noi
      senza abiura o pentimento per quello
      che avemmo cercammo e fummo,
      affrontando il possibile e l'impossibile
      che come acqua che fruscia nella gora
      si può udire fluire tra le anse
      i gorghi e le curve del fiume della vita.
      Non vili duelliamo, battiamoci
      difendendo il regno della luce:
      meglio perire in combattimento
      che essere umiliati e iloti in marcimento
      incatenati ai ceppi della rassegnazione
      arresi e remissivi a ciò che accade
      senza scatti alteri, vinti tra i vinti.
      Raggiungi te stessa prima di altro cedimento
      cessi una inanità interiore, fatti sovversiva
      nell'attimo non ambiguo che ci unisce
      in questo soffio che ci trapassa e va oltre.
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        Scritta da: Gaetano Toffali
        in Poesie (Poesie personali)

        C'è un istante di me

        C'è un istante di me
        Che non rinuncia alla rima
        e dove c'è il cuore
        Ci lascia il tuo nome
        Testardo cocciuto
        Imbranato invero
        Non lascia la presa,
        Ma tu ci sei più.

        C'è un singhiozzo di me
        Che ha un vuoto di cielo
        Parole romanze
        Nel ricordo che sei
        La notte bastona
        Il giorno è realtà
        Sei a letto di un altro,
        e fata mia più.
        Composta nel febbraio 2008
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          Scritta da: Gaetano Toffali
          in Poesie (Poesie personali)

          Resta

          Resta
          Chiede il cuore ingenuo
          Tempo
          Non è arrivato ancora
          Solo
          è mestiere da capaci
          Bravo
          a far finta non lo sono
          Che manchi

          Nelle vene che di sangue sono esangui
          Che manchi
          Nei sorrisi che tra i denti sono stanchi
          Che manchi
          Nel cielo ancora aperto dei miei fianchi
          Che manchi
          Nel sbagliare siamo stati tutti quanti
          Tu manchi.
          Composta nel ottobre 2009
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            Scritta da: Peppe Fazzina
            in Poesie (Poesie personali)

            Maggio

            Maggio amico mio, ritorni prepotentemente nella
            mia vita, non ti ha detto per caso aprile che
            quelle che ti mandai erano le mie ultime
            parole? E tu bussi e vuoi pure entrare?
            Era il primo giorno del nuovo giorno,
            nell'aria antichi sapori inebriavano
            i miei sensi, quel giorno le dissi: io
            ti amo, tu complice della mia nemica,
            quel giorno io e lei stretti ascoltavamo
            un gruppo che suonava le nostre canzoni,
            un'atmosfera quasi magica mi avvolse,
            ero felice, quella notte
            confidai alla luna il mio amore.
            Quando te ne andasti mi dicesti: luglio!
            La sera dopo corsi al mare con lei, ma non
            capivo ancora luglio, ecco cosa non mi dicesti!
            A luglio lei decise di non tenere in grembo
            il frutto del mio amore, e luglio si vestì
            di novembre.
            Composta venerdì 13 novembre 2009
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              Scritta da: lorena
              in Poesie (Poesie personali)

              Il treno

              Ricordi?
              Affrontavi il vento urlando, gli innamorati si salutavano con nuove promesse... e portavi su quelle vecchie rotaie
              occhi sognanti
              di chi già intrecciava la trama
              di un rinnovato incontro
              immaginando lo sguardo ammaliato
              dell'uomo amato. Il treno segue i binari e ci fanno compagnia pianti o sorrisi e promesse. Chiudiamo gli occhi e tessiamo sogni mai sognati in attesa... dei ricordi più belli.
              Composta mercoledì 11 novembre 2009
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                Scritta da: Sir Jo Black
                in Poesie (Poesie personali)

                E Giorni Passano

                È piovuto:
                gocce di dolore,
                porte chiuse.

                È passato tempo:
                giocando di nulla,
                piaceri effimeri.

                È vivere:
                giogo pesante,
                ponti caduti.

                È vivere:
                giostra vivace,
                passi felici.

                È ancora morire:
                giorni come massi
                pestati nel cuore.

                È ancora vivere:
                giorni come sogni
                posati sull'anima.
                Composta domenica 8 novembre 2009
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                  Scritta da: ROBERTO ASCIONE
                  in Poesie (Poesie personali)

                  La partita della vita e la Scelta costante

                  Il Creato è un insieme
                  di soluzioni e cavalcavia,
                  attese e sottopassaggi.
                  Alla tempesta d'azzurro
                  del ciel sublime,
                  corrono paralleli
                  erbosi sentieri
                  o misteriose scene
                  in bianco e nero
                  relative a scelte scure
                  e fredde come il ferro.

                  Va dritta impavida, la torre.
                  L'abile cavallo dribbla
                  con mossa "elle". Corre
                  l'alfiere in diagonale
                  e supera il pedone.
                  Giocano a scacchi
                  gli uguali e i diversi
                  dall'alba al calare
                  del sole, senza riposo
                  a tutte le ore
                  cercando vittoriosi varchi.

                  L'Essenza
                  della vita in volo
                  posa lo sguardo sull'esistenza.
                  Figli sognano la guerra
                  in groppa alle nuvole
                  e padri si tarpan le ali
                  liberando saldi piedi in terra.
                  Le alternative, artefatte o naturali,
                  come migliaia di bivi
                  si liberano e si intersecano
                  creando storie.

                  Il deciso, il silenzioso,
                  è un viaggio speciale
                  ciascuno per la propria
                  strada, il proprio ideale.
                  L'ambizioso
                  prova il numero individuale.
                  Si precipita l'istintivo
                  mentre il prudente
                  si defila, sospettoso.

                  Gli uomini,
                  pedine sullo scacchiere mondo.
                  Ognuno fa la sua mossa.
                  Numeri, probabilità, abilità.
                  Propizia o dolente
                  sempre lei, la Scelta
                  sia essa nata da cuore o mente,
                  rappresenta lo scacco matto
                  che di certo, presto o tardi, arriverà.
                  Composta giovedì 5 novembre 2009
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                    Scritta da: lorena
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Il tempo

                    Le pagine del mio tempo
                    ti parlano di un cuore ferito
                    perché mentire ho pianto sai.
                    Il vento infuria
                    e canta la sua libertà,
                    mentre io sogno
                    affacciata a quella finestra,
                    ti prenderei tra le braccia
                    se solo potessi
                    dimenticherei ombre e gelosie
                    Se tu mi toccassi,
                    dimenticherei
                    le mie poche ragioni
                    messe li così ordinate nella testa
                    vorrei confondermi
                    lasciando che il resto
                    facesse la sua parte.
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