Scritta da: Micaela Fantauzzi
in Poesie (Poesie personali)
Il passato,
ricordo annebbiato di una vita,
ritorna
con il peso degli anni sulle spalle
ed ha i tuoi occhi.
Composta venerdì 20 novembre 2009
Il passato,
ricordo annebbiato di una vita,
ritorna
con il peso degli anni sulle spalle
ed ha i tuoi occhi.
Sollevata dal vento,
volo libera e felice,
su dolori superati,
su ansie già passate,
su tormenti ora scordati,
su amori dimenticati.
Volo e vedo ormai lontano,
chi in passato mi ha deluso,
chi in passato mi ha tradito,
chi in passato mi ha ferito,
chi in passato mi ha piegato.
Volo curiosa e divertita,
su città sconosciute,
su mari mai solcati,
su pianure verdeggianti,
su deserti infuocati.
Volo impaziente e vogliosa,
verso nuovi orizzonti,
verso nuovi incontri,
verso nuove possibilità
verso nuove verità.
Come un granello di sabbia,
finalmente adesso volo,
sospinta e accarezzata,
nel cielo infinito,
dal vento della vita.
Un granello di sabbia,
piccolo e normale,
visto da solo.
Grande e importante,
insieme agli altri,
nella spiaggia soleggiata,
nella spiaggia desolata,
nella spiaggia attraversata,
dalle bufere delle stagioni.
Un uomo,
piccolo e normale,
visto da solo.
Grande e importante,
insieme agli altri,
nell'esistenza soleggiata,
nell'esistenza desolata,
nell'esistenza attraversata,
dalle bufere della vita.
Tu uomo, da solo,
sei come un granello di sabbia,
nell'universo infinito.
Tu uomo, insieme a noi,
sei la spiaggia infinita
di questo universo.
Granelli di sabbia,
i miei giorni sospesi,
che non possono tornare
che non posso cambiare,
che vorrei dimenticare,
dalle mie mani, scivolano.
Granelli di sabbia,
i miei giorni sospesi,
fatti di momenti,
che ho sprecato,
di stagioni del cuore,
in cui ho creduto,
di possibilità,
in cui ho sperato,
nella clessidra del tempo, scivolano.
Granelli di sabbia,
i miei giorni sospesi,
gli vedo passare,
gli vedo cadere,
gli vedo volare,
loro i miei giorni sospesi,
granelli di sabbia,
persi nell'infinito deserto,
di altri infiniti,
giorni sospesi.
Dove potrei
sentir l'incanto
se non nel dolce tormento
degli occhi tuoi
che mi frugan dentro?
Palpita il tuo cuore
nel mio
in sincronia di battiti
inebriando il tempo
di sguardi dorati.
C'è forse ombra
senza luce?
Ho riversato nel tuo cuore
luce d'infinito,
muti gli occhi
in un sigillo di silenzio,
senza poter spiegar le ali
ho soffiato polvere d'argento e oro
bianca colomba immobile
tra le tue dita.
Di te
unica luce di colore
tingo l'infinito
dei miei giorni
e nel tuo sguardo
l'iride si perde
lasciando impronte
sature di vita.
Le giornate del mio tempo, non sono fatte soltanto di ore.
Le giornate del mio tempo sono come tanti solchi di terra.
Ogni linea, un suono. Ogni linea, un colore.
Ogni linea, un volto. Ogni linea, un ricordo.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Son fatte di aromi antichi, come spezie d'oriente.
Son fatte di dolci melodie, a volte leggere,
a volte incalzanti, a volte insopportabili frastuoni.
Tante cose volute dal cuore. Tante cose cercate lontane. Tante cose cadute dal cielo.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Son fatte di spine nel cuore, come pungenti parole. Son fatte di dolci sorrisi, come le vetrine dei bar. Così son fatte le giornate del mio tempo.
Le giornate del mio tempo sono come pagine al vento. A volte volano in alto,
a volte ti sbattono in faccia, a volte si posano accanto. Tante cose sognate da tempo.
Tante cose perse per sempre.
Tante cose ritrovate per niente.
Così son fatte le giornate del mio tempo.
Non sono fatte soltanto di ore le giornate del mio tempo.
Il tempo, un vampiro
coi denti aguzzi,
custodisce i segreti
di un uomo controverso.
Parole sospese nell'aria,
quasi escluse
dai flussi della storia.
Un tempo congelato,
di trame invisibili,
appena quasi velate,
di una memoria collettiva.
Ognuno ha descritto,
fotografandolo,
il proprio mondo.
La sensazione è
quella di essere stato
ogni tanto dimenticato.
Quando poi mi sono
svegliato ho pianto
e riso accanto
a visioni differenti
di due mondi paralleli.
Così ho pensato
di creare una storia,
per me fondamentale,
dove ogni tanto
il racconto s'intreccia
senza mai dover svelare
alcune verità nascoste
di un uomo, per me
sempre amato.
Seduto
sulla mia panca
fatta di travi,
vecchie
e stanche.
In compagnia
dei richiami
alla mente.
Inseguo
il cadere
delle foglie
d'autunno,
che mai
si posano
in terra
spinti
da un impeto
d'aria
di trascurati
fremiti.