Poesie personali


Scritta da: Sina M.
in Poesie (Poesie personali)

Mia Madre

Mia madre è
la mia capacità figlia
di amare.
Le sue spalle curve
sono il peso del mondo
che non so portare.
I suoi occhi sbarrati
la mia rabbia verso ciò
che non cambia.
Le sue orecchie assottigliate
la mia stanchezza di sentire.
La testa bassa
è la mia libertà senza piedi.
Le sue mani,
le carezze mancate
al mio universo giovane.
Mia madre ha i miei silenzi
rotti da coraggiosi aneliti
di sopravvivenza,
il vento inquieto della notte,
i fiori effimeri della primavera,
lo sciabordio mesto del mare,
le rondini azzurrine
dei miei mattini
volati via.
Ha i miei distacchi
bancarottieri.
Ma è qui,
la mia culla del ritorno
per essere madre.
Composta giovedì 10 settembre 2009
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    Scritta da: Sina M.
    in Poesie (Poesie personali)

    Come una bambola

    All'angolo
    più smisurato
    della mia anima
    ritorno,
    Dio,
    e ti aspetto
    silente
    come una bambola
    di porcellana
    tinta di nuvole
    con
    l'iridescenza
    del vetro.
    Indugio
    friabile.
    Cado.
    Ma
    come sempre
    Tu
    mi restituisci
    ai miei frammenti
    e rinasco
    al mondo.
    Composta venerdì 30 ottobre 2009
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      Scritta da: Sina M.
      in Poesie (Poesie personali)
      Le mie Stagioni
      La mia ombra cammina
      sulle foglie di un autunno
      ormai in disuso,
      si dirige
      verso altre ombre
      senza nome,
      nei pressi
      di un inverno
      bianco.
      Nebbie d'argento
      e sabbie trasparenti
      le volano innanzi.
      Si confonde.
      Cerca
      nei prati freddi
      colori da aggiungere.
      Si tuffa nei fondali
      fino a toccare il buio.
      Si perde
      ma va,
      non sa come,
      ma va.
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        Scritta da: Angelo Bozza
        in Poesie (Poesie personali)

        Sorella morte

        Sorella morte io... ti prego.

        Non ho paura di te sorella morte,
        lo so che tu sei l'ultima mia sorte.
        Tutti ti dipingono paurosa,
        ma forse nella tua vita eri una rosa.
        Forse avrai avuto anche tu figli da amare
        e anche loro avrai condotto da Dio all'altare
        fai allora che anche i miei io veda crescere
        e un po' i nipotini pascere.
        Dio ha voluto darti questo peso
        e se vieni da me non mi sento certo offeso.
        Ti rivolgo solo una piccola preghiera
        non venirmi a prendere la sera
        vieni dopo l'alba al sorgere del mondo
        in modo che io venga con te
        non col buio
        ma con la luce fino in fondo.
        Composta domenica 3 giugno 2007
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          Scritta da: Angelo Bozza
          in Poesie (Poesie personali)

          Il vento e la tempesta

          Lungi da me l'idea di soffrire ancora per amore,
          lungi da me l'idea di farti soffrire per amore,

          Tu che sei un alito di vento,
          giunto nella mia vita in un momento.

          Io vela controvento,
          che si strappa nel tormento
          e alla fine della tempesta
          tutto o nulla resta.

          Di te voglio o vorrei scordare ogni momento
          ma è qui che l'emozione prende il sopravvento.

          Perché dimenticare ciò che non ho mai avuto,
          se non nel pensiero
          quello che sono è uguale a quello che ero.

          Non è cambiato niente
          perché allora il mio cuore urla
          e batte contro la tempesta della passione?

          Perché squarcia vele e apre il mare?
          Quel mare di percezioni e di grande desiderio...
          che scatena il putiferio.

          Dio dimmi perché,
          forse l'ho voluto io
          per riprovare sensazioni
          ormai assopite,
          per ricordare cosa si provasse.

          Ma non ricordavo cosa fosse
          rivivere tutto in un momento
          un così forte sentimento.

          Dio ti prego... aiutami in questo mistero
          vorrei tanto non essere sincero
          ma so solo che io l'amo
          e qui non posso negare il vero.

          Chiese il vento alla tempesta:
          fa si che la tua ira... non sia funesta.
          Composta venerdì 1 giugno 2007
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            Scritta da: Angelo Bozza
            in Poesie (Poesie personali)

            Il potere di uno sguardo

            Uno sguardo più è semplice e più ti confonde.
            Uno sguardo è capace di farti sbollire la rabbia.
            Uno sguardo a volte evita che si pronuncino parole inutili.
            Uno sguardo ti può far commuovere.
            Uno sguardo ti lusinga.
            Uno sguardo ti ammonisce.
            Uno sguardo ti rapisce.
            Uno sguardo può penetrare la tua anima.
            Uno sguardo fa capire quanto ama.
            Uno sguardo fa capire quanto odia.
            Uno sguardo può provare la tua innocenza.
            Uno sguardo può provare la tua colpevolezza.
            Uno sguardo mostra il tuo coraggio.
            Uno sguardo mostra quanto sei vigliacco
            Uno sguardo mostra la tua umiltà.
            Uno sguardo può uccidere.
            Uno sguardo ti può far rivivere.
            Uno sguardo decide l'inizio di un amore.
            Uno sguardo ne decreta la fine.
            Uno sguardo ti fa capire se si ama un altro/a
            Quando uno sguardo si alza l'altro si abbassa.
            Quando uno sguardo si abbassa l'altro si alza.
            Ma quando due sguardi si incontrano e si fissano senza
            distogliersi l'uno dall'altro e non per sfidarsi
            vuol dire che la loro anima è pura e nulla potrà
            intaccarli.
            Composta giovedì 1 novembre 2007
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              Scritta da: Wilma Borgna
              in Poesie (Poesie personali)

              Il cerchio nel quadrato

              Io qui dietro la finestra,
              oltre i vetri un mondo piccolo,
              quadrato appunto come la finestra.
              Appare oltre i vetri, sfocato
              perché velato dalle tendine
              che arabescano fiori.
              Un mondo immoto, dove a volte
              per ore non accade nulla.
              Dietro la vecchia fabbrica
              che si staglia contro il cielo,
              le cime delle montagne
              spuntano bianche di neve.
              La gatta bianca della vicina
              torna a casa entrando dal balcone
              passando per i tetti incatramati,
              vivida macchia in movimento.
              Voli di uccelli: gazze, tortore, passeri
              rompono l'aria immobile
              quando in assoluta mancanza di vento
              vedo gli abiti stesi ad asciugare
              come morti cadaveri
              appesi ai fili del balcone dell'altra vicina.
              Un cortile di donne.
              A volte le presenze umane
              che vanno e vengono,
              il rombo delle auto che si infilano nei garage
              rompono quella quiete relativa.
              Dall'alba al tramonto variano
              i volumi delle cose, nel girare
              in tondo della luce del sole,
              nella prospettiva sghemba delle ombre.
              Nelle notti di plenilunio la luce
              argentea e fredda della Luna
              genera ombre di nascosti fantasmi.
              Poi viene la danza della neve
              lieve, per ore e ore piccoli, grandi fiocchi,
              ancora una volta cambiano
              quel mio mondo quadrato
              rendendolo immacolato.
              Che dire delle nuvole mai uguali
              rosee, nere, come bianco zucchero filato.
              Disegnano draghi, angeli, palazzi incantati
              che vengono lacerati dalle strisce degli aerei,
              bianca scia in un giorno che vola via.
              Sopra tutto questo quadrato, piccolo universo
              il cielo ad ogni istante uguale
              ma sempre diverso.
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                Scritta da: Wilma Borgna
                in Poesie (Poesie personali)

                Prigionieri del destino

                Ignari, liberi, prigionieri del destino
                che crea i presupposti
                per incontri: un po' per pena
                un po' per beffa, di noi umani
                alla delirante ricerca
                dell'amore, di attimi in cui sentirci vivi.
                Noi permeati dal presagio
                costante della morte
                che già ci parla di lei,
                anche quando non ne siamo
                ancora consapevoli.
                Usiamo le parole
                creando false illusioni e promesse,
                sapendo di mentire
                a noi stessi e agli altri.
                Svendendo la vita dei sogni
                alla vuota realtà.
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                  Scritta da: Wilma Borgna
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Come un quadro

                  Dal primo istante
                  in cui sei entrato nel mio campo visivo
                  ho pensato che non ti avrei avuto
                  eri come il déjà vu
                  di un dolore già provato
                  un'onda d'urto sismica
                  che veniva dagli spazi siderali
                  della mia mente.
                  Era già tutto scritto
                  non potevo farci niente.
                  Resti lì, tra il ricordo
                  e il dolore parzialmente stemperato
                  mi guardi, senza volto
                  come da un quadro di Magritte.
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