Poesie personali


Scritta da: Ekaterina Buzu
in Poesie (Poesie personali)
E un senso di confusione affiora nella mia mente
il vuoto è dolore istintivo impercettibile
un grido di disperazione e di solitudine, che non si sente.
Nulla di tutto ciò che mi tormenta e lentamente uccide è visibile all'uomo
ma proprio perché si tratta di un essere umano
non solo un apparato respirante
che ho l'impulso di credere che possa sentire ciò che un occhio non vede.
Tremenda voglia di mille emozioni
ad ogni gesto e parola,
purché non riguardi più te
i vecchi ricordi incancellabili...
non chiedo di dimenticare,
ma semplicemente di vivere
perché è di questo più di tutto di cui ha bisogno il nostro animo
e il cuore sarà finalmente libero di amare,
di nuovo, ma più forte con più coraggio più speranza.
Composta martedì 6 ottobre 2009
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    Scritta da: Ciro Orsi
    in Poesie (Poesie personali)

    Il picchio nel sole

    Guardo i tuoi occhi radiosi di giorno
    e li cerco nelle stelle di notte
    come il picchio nel sole
    cerca il suo nido tra mille.
    Tu sei presente
    nel profumo di un fiore
    e nell'armonia del sorriso
    che spandi intorno.
    Non passerai invano
    solo per essere un ricordo
    tu sei l'idea che non passa
    sarai ogni giorno il mio sogno.
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      Scritta da: Ciro Orsi
      in Poesie (Poesie personali)

      A mio cugino Salvatore

      Ti ho visto dal treno
      sconosciuto seminatore campano.
      Eri a quattro o cinque passi
      dal bove e dall'aratro,
      il tuo gesto ampio e generoso
      offriva il seme alla terra
      come antico rito di vita
      conosciuto da sempre.
      Mia madre raccontava
      antiche storie di famiglia,
      mentre il treno andava
      verso la città natìa.
      Salvatore: Il ricordo andava
      a tempi lontani, nozze, vedovanze,
      eredità complesse e, soprattutto un cruccio:
      con lui il cognome materno avito
      finiva nell'oblio della morte prematura.
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        Scritta da: Ciro Orsi
        in Poesie (Poesie personali)

        Porto ionico

        Pomeriggio di rosei approdi
        non ha memoria
        la bionda luce del mare.
        Ho cercato solitudine e amore
        nei vecchi caffè
        tra i gabbiani del molo
        e le reti dei pescatori.
        Parlavano di cose lontane,
        misteriose, i pescatori
        ebbri di sole.
        E dolce porto dei sogni era il suono...
        odorava di cuori antichi
        e tabacchi d'oriente il ricordo.
        Ora è rimasto vino di spezie,
        aroma d'alghe e resine
        e nulla nel cuore mi ricorda
        l'estate.
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          Scritta da: Mir
          in Poesie (Poesie personali)

          Innamorato

          Dentro una luna che spia
          e arroventa
          sente il suo cuore triste e deluso
          innamorato di una chimera,
          rosso fantasma vivo nel cielo
          che si fa rosso, passione mai nata,
          solo brandelli di luce e poesia.
          Scendono lacrime fino alla coda
          e non si fermano dentro la notte,
          Amore fa un cielo arancio e dorato,
          bianca la luna splende divina
          e quella luce sembra sia un canto
          sempre più forte e disperato,
          canto d'amore scoppia e fracassa
          e poi si arruffa nel suo pensiero,
          è appassionato e sente davvero
          nel suo profondo e sopra la pelle
          brivido freddo, caldo, infuocato,
          innamorato.
          Composta mercoledì 10 settembre 2008
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            Scritta da: Gianluigi Nardo
            in Poesie (Poesie personali)

            La tua risata

            Quando ricordo la tua risata
            nella mia mente si fa il deserto
            senza dune, senza vento.
            Non ci sono oasi né rami secchi intorno,
            né serpenti o scorpioni dal veleno acuto.

            Tu sola avanzi con passo felino,
            ed occupi tutta la scena
            in una cornice con le foglie d'oro.
            Tu, la donna con la pelle di alabastro fine
            e lo sguardo di ciclamino fresco.

            E ridi, ridi, ridi,
            come fossi bambina,
            o in preda al delirio pazzo
            di una scena teatrale, da diva.

            E ridi, ridi, ridi,
            come un'ebete allegra,
            o una drogata in preda all'euforia
            nel mezzo di un festino senza limiti.

            Ricordo bene, troppo bene la tua risata,
            l'ultima risata,
            e la rapidità della tua mano.
            Un breve luccicare di metallo nero.
            Un rumore sordo e un tonfo.
            Poi solo un colore: rosso.
            Composta mercoledì 14 maggio 2008
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