Poesie personali


Scritta da: Margherita S.
in Poesie (Poesie personali)

Autonomo

Grigi echi si sovrappongono tra identici palazzi in cemento armato.
È caotica la stoltezza creativa.
Il vento delle parole nasce dentro
culla i colori imbruniti appesi ai fili ad asciugare:
lieve brezza accarezza i pensieri fioriti
vortice impetuoso demolisce edifici di convenzioni.
La bellezza del cielo notturno ricorda la solitudine delle stelle.
Evapora la memoria
dopo il lavoro si appiccicano addosso i ricordi condensati.
Un passo indietro, dalla fine del mondo, per non cadere nel vuoto.
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    Scritta da: lefkas55
    in Poesie (Poesie personali)

    Occhi spenti

    C'erano i nostri volti
    in quegli occhi
    sbarrati di terrore.
    I nostri sogni
    e i sorrisi ricevuti,
    ricordi già remoti,
    per il triste avvenire.
    Occhi ormai spenti,
    senza tempo
    senza luoghi
    dove adagiare
    il corpo stanco
    e lasciarsi consolare
    da una lieve carezza.
    È ormai troppo tardi
    nulla, nessuna forza
    potrà più scacciare
    le antiche paure,
    e l'abbandono
    alla tenerezza
    il tempo tiranno
    ha portato via.
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      Scritta da: GAETANO
      in Poesie (Poesie personali)

      Pensieri

      Penso alla primavera
      e all'inverno che vivo.
      Ho bisogno d'estate
      e non ho conosciuto che l'autunno.
      Rapito dall'angoscia,
      sono prigioniero della malinconia.
      Vivo nell'essere
      di non essere quel che voglio,
      intonato allo smog del sentimento
      che m'annebbia il cuore.
      Chiuso dalla depressione,
      non trovo porte d'amicizia.
      Invano anelo a una goccia
      di rugiada
      che mi bagni l'anima.
      Riarso dalla morte,
      morirò
      solo.
      Circondato da una moltitudine,
      sperimenterò
      il silenzio del chiasso.
      Quando le parole
      hanno i suoni
      della tomba.
      Solo,
      sarò scisso anche da me stesso.
      Composta lunedì 14 dicembre 2009
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        in Poesie (Poesie personali)
        Sei la mia sfida,
        la mia urgenza.
        Sei la luna che non ho ancora visto
        ma già conosco bene
        Sei il mio piccolo silenzio imbarazzante
        Sei una canzone inglese di dodici anni fa
        che ascoltavo nella solitudine del riposo
        di un caldo pomeriggio siciliano.
        Sei un fresco pensiero
        ancora vergine del mondo.
        Sei la mia emozione incontaminata.
        Sei il mio amore per l'adolescenza,
        la mia adolescenza, la mia.
        Sei il mio Sud tutto assieme
        Sei quel pensiero speciale
        che più cerco di spiegare più inquino.
        Sei la mia più grande
        assenza
        la mia sfida,
        la mia urgenza.
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          in Poesie (Poesie personali)
          La mia insoddisfazione
          si nutre dei miei occhi,
          ne succhia lentamente la luce.
          Mi ritrovo stanco
          ad ascoltare la pioggia
          di un novembre insipido
          della vita che vorrei,
          di cui sento l'eco affievolirsi.
          La candela è accesa
          di una febbrile fiammella dorata,
          quando è un incendio
          a infervorarmi l'anima.
          Ma non sono stanco
          e al mondo sembra bastare questo,
          ma sfamarmi delle dolci briciole
          della mia tremante volontà mi fa sorridere
          digrignando di morte.
          Voglio che il falò della vita divampi
          tra le onde del mio mare in burrasca
          finanche a guardare
          dalla zattera della speranza
          la mia carcassa di animale
          bruciare annegata sulla spiaggia.
          La morte dopotutto
          non è certo il peggiore dei mali.
          Composta lunedì 30 novembre 2009
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            in Poesie (Poesie personali)
            Non sono un poeta
            Sono un'anima incatenata
            dentro un ventre di parole urgenti.
            Stringo la penna come un'arma
            in mani troppo inesperte,
            mani inconsapevoli
            tremanti
            insicure, mani
            dalle unghie dilaniate
            da denti voraci di vita
            di morte
            di foschi passati
            e speranze infinite,
            troppo grandi
            per felicità terrena
            troppo distanti
            per scorci umani.
            Resta un respiro mozzato
            in un cuore bruciante
            tra due dita affamate.
            Ed un'arma.
            Composta lunedì 23 novembre 2009
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              Scritta da: Takagi89
              in Poesie (Poesie personali)

              Vivimi perché io sono la Notte

              Vivimi perché io sono la Notte.
              Nei miei segreti tutti sono Giovani.
              Nel mio buio risiede la serenità,
              in esso non ci sono ombre.
              Noi la respiriamo e non possiamo fare altrimenti:
              io e te siamo la Notte;
              un tutt'uno puntato di stelle.
              Io e te siamo la Notte;
              brama continua dei nostri corpi.
              Io e te siamo la Notte, non abbiamo alternative:
              falce di luna calante, il tuo sorriso nei miei occhi.
              E se ancor vale, t'amo.
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                Scritta da: Takagi89
                in Poesie (Poesie personali)

                Mano

                Se non fosse stato tutto Giallo
                Forse non t'avrei vista.
                Tra occhi banali ho visto i tuoi:
                ti ho immaginata mangiare torta,
                tra fiori e nocciole,
                languida sfiorarti il viso.
                T'ho visto mordermi guardandomi,
                il tuo viso sorrideva.
                Ti ho vista piangere guardandomi:
                il tuo viso sorrideva.
                Tutto solo per il colore castano dei tuoi occhi,
                aspetto che tu sfiori la mia mano.
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                  Scritta da: Takagi89
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Sono sceso a compromessi

                  Sono sceso a compromessi con te
                  Perché ero stanco di salire:
                  ogni giorno una scalata
                  ogni ora una salita.
                  Strisciare senza sosta mi ha sfinito.
                  Arrampicarmi sui tuoi fianchi
                  Scalando le spalle e arrivare ai pensieri.
                  Non voglio più.
                  Mi lascio scivolare e cado ai tuoi piedi,
                  guardi soddisfatta il risultato dei tuoi no
                  e me
                  che non vado via perché t'amo.
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                    Scritta da: Rugiada
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Nascita

                    Ecco... adesso ti conosco,
                    piccolo miracolo del mio cielo.
                    Ora vedo gli astri luminosi
                    dei tuoi occhi,
                    ora sento il tuo profumo
                    intriso di dolcezza.
                    Sei vagito di vita nascente,
                    sei scintilla brillante d'amore,
                    racchiudi in te il mistero
                    eterno della Vita.
                    In te ritrovo me stessa,
                    per te inventerò grandi sogni...
                    fragile nuova vita
                    affacciatasi ora al mondo.
                    Promessa di futuro
                    nelle tue piccole mani.
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