Ricordi di vita
Queste gocce che rigano i vetri
portate via dal troppo vento
ricordano lacrime salate
e in questo giorno di pioggia
i ricordi bagnati dalla nostalgia.
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Queste gocce che rigano i vetri
portate via dal troppo vento
ricordano lacrime salate
e in questo giorno di pioggia
i ricordi bagnati dalla nostalgia.
Cosa c'è di più bello di un cielo stellato
di un lago d'argento
di un riflesso lontano all'orizzonte.
Cosa c'è di più dolce di una brezza leggera,
di un sorriso di bimbo,
di un futuro tutto da dipingere.
Cosa c'è di più leggero di un battito d'ali,
di un sorriso mancato,
di un presente pulito.
Ci sei tu, con la tua giovinezza,
la tua voglia di vivere,
la tua costante insoddisfazione.
Il tuo futuro è tutto questo
anche se ora non hai niente,
solo un pennello e tanti colori e...
se ne sarai capace
potrai dipingerti una vita meravigliosa
dolce e pulita come una giornata di primavera.
Il mare... quante volte l'ho guardato,
perso tra pensieri nostalgici,
sperando potesse portarmi con il suo lento fluire la persona a me più cara,
ma ora che son cresciuto non mi allieta più.
Il cielo... quante volte me ne sono stato lì a fissarlo,
cercando tra le nuvole tratti familiari di una promessa ormai boccheggiante,
ma ora che sono cresciuto non mi meraviglia più.
E Te... quante volte ti ho fissato,
perso tra le linee di un profilo ormai a me così caro,
tanto caro da riportarmi alla mente i ricordi di quel mare e di quel cielo,
che un tempo fissavo speranzoso,
prima che la realtà divenisse inesorabile giustiziera dei miei sogni di bimbo.
In quei sogni c'eri tu, ora lo so...
su quelle onde avrei voluto giungessi tu,
in quei tristi tramonti avrei voluto scorgere i tuoi tratti,
Quel passato che di tanto in tanto torna con il suo incedere burrascoso
a puntellare la parte più nascosta del mio cuore,
non intende abbandonarmi...
Troppe volte ho versato lacrime di rabbia,
troppe volte mai una mano ne fermava il corso...
ora sono stanco passato... sono stanco tesoro mio...
non ho più voglia di lottare
non ho più la forza
mai più ci sarà quel mare,
giuro non chiederò più di vederti arrivare...
mai più ci sarà quel cielo,
giuro chiuderò gli occhi nel guardarlo pur di non vederti,
mai più ci sarai tu...
che quella sera ti persi e non riuscii più a trovarti.
È astratto e sconosciuto
questo sentimento dedito a te.
Singolare e anormale vita,
lasciami filtrare nei cunicoli dei tuoi anni.
Abbiamo redatto un insolito contatto,
ma temiamo la voce
e il bagno dei nostri occhi.
Non calcolo l'esito del mio finale parere,
ma questa femminea e cervellotica curiosità
mi spinge oltre.
Valichiamo l'essenza
che ti possiede
e andiamo al di là della tua triste anima.
Sono miliardi di sfoglie
questi anni che ci
sostengono, ci coprono e ci annegano.
Infrangibili sfogliamo
le pagine di vite spezzate, disastri iniqui e guerre sterminanti.
Il dolore non ci sfiora,
e sorridiamo tornando nelle membra
di questo mondo odierno,
ignari che prima o poi
risucchierà anche noi.
Tanti, come gli anelli nel legno
questi giorni che ci hanno posseduto e formato,
ma il mondo ruota imperterrito,
e nella maratona confidiamo sempre
di arrivare prima di chi ci oscura.
Tante ore sfumate per far recitare
il burattino che abitiamo,
ma mai un attimo per osservare
gli ingranaggi che lo fanno muovere e danzare
sul palcoscenico di questa Terra.
Le nostre menti sono turbate
dal probabile giudizio dopo questa vita che tocchiamo,
ma siamo esseri incoscienti,
perché la vita e il tempo vanno,
ma non tornano mai sui loro passi.
Radice di genziana che cresce nel vuoto delle mie pareti,
stanze misteriose che celano la verità,
piani infiniti con scale tortuose,
immagini confuse e messaggi ingannevoli.
Cerco nella convinzione di trovare ma consapevole della mia inconsapevolezza.
Salgo e ridiscendo tra le vie del vero e del falso,
studio ciò che incontro incontrando ciò che studio,
ciò che ora è chiaro, domani o tra un minuto sarà il dilemma.
Avanti nelle convinzioni dei padri incapaci di dimostrare il sentimento,
ma convinti che esista l'epifisi della vita?
Perdimento e sconforto si alternano a sicurezza ed euforia,
che debba rientrare nel canone imposto? Forse... ma non riesco, non voglio!
La corsa diventa passo, il passo ritorna corsa... oggi giusto, domani sbagliato.
Confusione, ancora, sibila come gas, mi assorbe, mi riporta sui binari dei nostri padri
mi accarezza il volto e sussurra comprensione. Tieni duro!
Folle no, non lo sono, ma posso diventarlo se non accetto... la normalità!
Sorgerò
da ceneri azzurre
dal pozzo
di mia sepoltura
di drammatica memoria,
non ci saranno
mani
a modellare
l'animo mio
appiattito
da bassi colpi
di rovente stiro
su infausti giorni.
Il mio credo
scolpirà l'amore,
lo dipingerò
coi colori del sole
e attenderò
che il suo sguardo
lo trafigga
ancora.
Quanti pensieri una mente può contenere, cattivi, meravigliosi, momentanei o duraturi, tanti, troppi a volte.
Un'immagine li accompagna, una sublime immagine confusa, che diventa sempre più chiara ad ogni battito del tuo cuore, tanto da riuscire a coglierne l'innaturale bellezza che la caratterizza.
Una melodia si sovrappone ad essa come a volerne esaltare la magia.
Ed ecco quel volto, i suoi occhi, prigione di quella celestiale atmosfera che solo in un sogno puoi credere reale.
Il suo spirito, animo nobile e profondo, dai modi gentili, ma forte al tempo stesso, forte e sicuro.
Potresti dedicargli ogni parte del tuo essere, guardarlo tutte le volte come fosse la prima, amarlo dal primo istante fino alla tua morte, annullare te stessa pur di veder sorridere i suoi occhi.
Ti basta solo stargli accanto per realizzare quanto meraviglioso sia vivere.
Quante emozioni può suscitare un pensiero,
quante emozioni può suscitare il suono di una voce, calore, sicurezza, dolcezza.
È tutto così perfetto, rassicurante, coinvolgente, lui è in te, nel tuo cuore, nella tua mente, nelle tue vene... come gli si può rinunciare?
Fermo respiro
ascolta il tuo
su auloròsa pelle
del ricordo,
veloci ritmi
emozionali,
palpiti
d'anima notturna
sola
come libero aquilone
reciso
dal suo filo
di passione,
seduto
su nube di cuscino
enfiato
da tenere lacrime
e morbide orazioni.
E verrà la Luna
a rapire
il canto del silenzio
pel suo mar della tempesta.
E sola resterò
coi muti tuoi sorrisi
di pace:
e
sarà giorno!
La frase contiene espressioni adatte ad un solo pubblico adulto.
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