Poesie personali


Scritta da: Brunason
in Poesie (Poesie personali)

Preghiera

Piove.
A tratti l'acqua scende a fiumi.
Poi rallenta, fin quasi a fermarsi.
E improvvisamente si rianima,
come un atleta giunto all'ultimo sforzo.

Il cielo color piombo
getta un'ombra cupa.
Dovunque.
L'umore si adegua al tempo,
diviene triste,inquieto.

La chiamano malinconia.
Mal di vivere.
Una mestizia invincibile.
Ti avvolge tra le sue spire.
Come un serpente forte e letale.

E penso.
Ricordi lontani, eventi passati.
E il presente mi circonda,
come un esercito nemico.
Vorrei piangere.

Ma di acqua per oggi
ne è scesa in abbondanza.
Allora, ecco.
Scrivo e ti lascio il mio cuore.
Solo per un po'.

Lo ascolterai?
O come sempre sarai sordo,
muto e cieco?
Quale bizzarro, beffardo destino
ci ha uniti?

Noi, così uguali.
Noi, così diversi.
Acqua cristallina,
fuoco ardente.
Ghiaccio bollente.

Il sole e la luna
Non dovrebbero mai incontrarsi.
Il sole abbagliante
si ergerebbe sulla pallida luna.
Accencandola.

Presto, presto. Torna, o Sole.
Quando manchi
la mia luce si offusca.
E mi consumo.
E ti presto il mio calore.

Si, presto. Torna.
Composta lunedì 8 novembre 2010
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    Scritta da: Marzia Ornofoli
    in Poesie (Poesie personali)

    Profumo di te

    Ho camminato fra nuvole bianche,
    incontrando cherubini birichini,
    indaffarati erano,
    rincorrendosi nel ciel turchino,
    mi hanno portato in un prato fiorito,
    mille profumi ho sentito,
    ma uno era più forte,
    intenso delicato,
    profumo di te.
    Mamma,
    ho raccolto fiocchi di nuvola
    per rendere soffice il tuo sentiero,
    il mio sentiero fa mille curve,
    e mi porta lontano,
    ma il tuo profumo,
    mi riporta sul tuo sentiero.
    Composta giovedì 4 novembre 2010
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      Scritta da: Marzia Ornofoli
      in Poesie (Poesie personali)

      Senza titolo III

      Dama violenza,
      vestita di apparente tranquillità,
      cammina fra noi.
      Nascosta la sua anima nera,
      silenziosa s'avvicina e sussurra,
      all'anima oscura parole d'odio.
      Lama silenziosa,
      recide fiori candidi,
      anime pure vengono abbracciate
      di sorella morte.
      Occhi sbarrati,
      domanda senza risposta:
      perché?
      Quale perché può fermare il cuore,
      di chi ancora crede nell'amore.
      La lama di un rasoio,
      nascosta nella tasca della giacca dell'odio,
      lama tagliente che arde,
      fra le mani di menti troppo deboli,
      consumate dalla gelosia dal rancore,
      di una vita non generosa.
      Dama violenza sorride,
      si nutre del respiro del male,
      ogni giorno essa più forte diventa,
      lasciando una triste scia di lacrime.
      Composta giovedì 4 novembre 2010
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        Scritta da: Marzia Ornofoli
        in Poesie (Poesie personali)

        Senza titolo II

        Ho camminato in deserti di ghiaccio.
        Foglie di pietra segnano il sentiero antico.
        Migliaia di scarpe e sandali si sono consumate,
        infrangendo confini, infrangendo tabù.
        Nei cieli sconfinati ho volato come un'aquila,
        predando ignari pensieri che galleggiano nell'aria.
        Ho respirato l'odore acre del fumo di camini,
        piangendo lacrime di cenere,
        sugli altopiani dai fiumiciattoli mormoranti.
        Ho ascoltato antichi cantori con le loro ballate,
        con pennelli immaginari
        ho disegnato paesaggi di pace,
        dove fiori immacolati s'innalzano
        al cielo azzurro.
        I sentieri di foglie di pietra segno,
        il mio cammino nei deserti di ghiaccio.
        Composta giovedì 4 novembre 2010
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          Scritta da: Marzia Ornofoli
          in Poesie (Poesie personali)

          Gita a Padova

          In una città dal sapore antico,
          dove la sua cattedrale rinchiude
          le spoglie di un santo,
          e le vie sanno di sapore antico.
          Passeggiando in un giardino,
          dove antiche statue fanno da guardiane,
          a sentieri di ghiaia e d'acqua,
          ho lasciato la mente vagare,
          ed ad un tratto ho incontrato,
          seduta su una panchina,
          una fanciulla dallo sguardo intenso
          ma un po' pensoso,
          poco più in la su una panchina di pietra
          una dama con l'abito scuro
          e il colletto di pizzo macramè inamidato,
          una vedova consolata dai tre figli,
          famiglie che passeggiano
          pittori assorti davanti a un cavalletto e una tela davanti,
          coppiette innamorate che si baciano,
          sotto lo sguardo severo d'una statua.
          Poi il viaggio nel tempo,
          dove la moda un po' retrò finisce,
          con il sapore dolce amaro,
          per un secolo di rivoluzioni culturali
          e d'illuminanti idee.
          Composta giovedì 4 novembre 2010
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            Scritta da: Carlo Peparello
            in Poesie (Poesie personali)

            Ripensandoci

            Quanti pensieri coglierai domani
            Ti getterai nel mare di occhi e di mani
            Folle di anime che ti vengono incontro
            cercando un sussurro, un sorriso o uno scontro
            Non saprai mai chi ti sei lasciato sfuggire
            Qualcuno che voleva parlare, esultare o morire
            Nessuno ricorderà il tuo passaggio
            La tua presenza non sarà né un evento né un oltraggio
            Sarai un'ombra agli occhi del distratto
            Un interrogativo per un matto
            Fonte di interesse per il sesso opposto
            Fonte di invidia per l'uomo più mesto
            Si chiederanno perché alzi il mento
            Del perché del tuo sorriso e passo lento
            Si domanderanno se sei ricco o pezzente
            scrolleranno le spalle senza leggerti la mente
            Non saprai mai chi dovevi incontrare
            con chi osare e poi parlare
            Troppi dubbi inconsistenti che pagano poco
            La vita è un'opportunità da cogliere al volo.
            Composta giovedì 4 novembre 2010
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              Scritta da: coccinella 80
              in Poesie (Poesie personali)
              Abito con te l'infinito
              e nei miei passi
              c'è l'eco dei tuoi
              così che sempre
              assieme percorriamo
              le strade del mondo.
              Abito con te l'infinito
              e dividiamo un solo pane
              anche se i nostri occhi
              riposano su sponde diverse
              Abito con te l'infinito
              e sorridiamo dello stesso sorriso
              e il mio viso ti somiglia
              affinché tutti sappiano
              che ti appartengo.
              Abito con te l'infinito
              e viviamo divisi
              una sola vita
              e senza cercarti
              ti trovo
              un attimo prima
              di perderti di nuovo.
              Composta giovedì 4 novembre 2010
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                Scritta da: Stefano Medel
                in Poesie (Poesie personali)

                Tu devi andare

                Tu devi andare,
                vuoi partire,
                fare un giro,
                uscire fuori,
                vedere la città,
                scappare,
                evadere,
                posso capire il tuo bisogno
                di spazi,
                di libertà,
                ma io stò bene qui,
                non ho voglia
                di andare,
                di correre,
                di sentire
                blateramenti;
                io rimango,
                ho sperato che tu capissi,
                che tu volessi restare con me,
                starmi vicino,
                come io faccio
                ogni volta che posso con te,
                ma tu devi partire,
                qualcosa ti muove,
                ti agita,
                e io non so,
                non voglio fermarti,
                se tu resti,
                devi volerlo tu,
                devi capirlo,
                devi sentirlo,
                la voglia di stare con me,
                ma tu parti,
                fai giro,
                vai;
                e io resto qui,
                triste
                e assorto,
                col peso dei miei anni,
                dei miei guai,
                di quello che non mi và,
                delle cose che mi hanno stufato,
                di tutto questo,
                tu vai,
                tu vai,
                non mi senti,
                non mi senti.
                Composta giovedì 4 novembre 2010
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