Scritta da: Cresy Crescenza Caradonna
in Poesie (Poesie personali)
Cuore
Notte stellata
bacia
il mio cuore
nudo d'amore
per te.
Composta giovedì 25 novembre 2010
Notte stellata
bacia
il mio cuore
nudo d'amore
per te.
Ti senti mancare il respiro
e nello stomaco un immenso peso?
Pensandomi il cuore ti batte a mille
e le lacrime ti bruciano il viso?
Sono il tuo ultimo pensiero alla sera
e il primo che ti sveglia al mattino?
Ti chiedi se esiste un altra vita
In cui abbiamo un unico destino?...
Allora si, ti credo ma rimane un dubbio lo stesso:
Perché pensare "è il destino"
Quando siamo noi registi... di noi stessi.
Amore mio
di te
mi piace tutto
e
non c'è
parte di te
che non mi dia piacere
ma
mi fai
impazzire
quando per strada
mi
baci
e
mi sussurri.
Che buono
il tuo
sapore.
Poco importa che tu abbia provato,
veramente quello che hai scritto,
quello che importa che tu abbia fatto vibrare,
quella corda, e che quella corda, faccia
vibrare la mente e l'animo di chi legge.
Comunque forse io non dico il vero,
sto semplicemente fingendo.
Quello che ho scritto ieri,
domani mi sembrerà solo un altro giorno,
e l'infinita malinconia svanirà con il
sorgere del sole.
E dalla copiosa sorgente di un altro inganno,
nascerà una nuova elegia.
Comunque tutto ciò non dovrà cancellare
La realtà.
Il mio compito è di credere in ciò che sento,
e di far credere agli altri, ciò che vivo,
o ciò che nella realtà non vivo?
O forse si?
Non siamo mai stati così vicini.
Non siamo mai stati così sinceri.
Sei bloccato dalla rabbia e io ho atteso.
Ho atteso...
Atteso...
Non capivi e non so se hai capito.
Ma so che mi sono ritrovata sul tuo balcone e che per la prima volta in vita mia ero così incazzata che non riuscivo nemmeno a piangere.
Sono tornata da te... ti ho aperto il mio cuore... ma sembrava che ancora una volta la tua rabbia ti bloccasse.
È stato quel momento il mio più grande cambiamento...
Il momento in cui tu mi hai detto che non cambi e io tra le lacrime... ho risposto...
"MI DISPIACE MA IO DEVO DIFENDERMI"
Me ne stavo andando...
Mi hai seguita...
Mi hai abbracciata...
Lo so che vuoi cambiare.
Il tramonto è giunto
e la Luna prende il posto di suo fratello Sole.
Ancora una volta mi guarda interrogativa
mentre me ne sto qui,
alla finestra ad osservarla.
Sembra mi stia quasi parlando,
ma io non la capisco.
Vorrei, ma non ci riesco.
Riesco solo a fare domande
e sono così abituata a non avere risposte
che non riesco a sentire le sue dolci parole alate
che cercano di confortarmi.
Lascio che la notte mi entri nell'anima
e lascio che si trascini dietro anche il suo compagno oblio.
Lascio la mia mente vagare,
forse sperando che trovi un'altra vana illusione
da cui lasciarsi ingannare.
E intanto la Luna percorre il suo stellato sentiero nel cielo
e le tenebre si congedano dando il benvenuto alla luce.
La mia anima però non ha trovato la pace che cercava.
Il mio cuore non ha trovato il rifugio che sognava.
Ed io mi sento più sola di prima in questo mondo senza primavera.
Una bianca colomba
svolazza fra tetti spioventi
di case e torrioni
di antichi manieri.
Volteggia nell'aria
aggraziata e superba
per poi riposarsi
a cercare sull'erba.
Granelli di terra
molliche di pane
formiche ed insetti
il suo umile pasto.
Riprende il suo volo
spiegando le ali
la bianca colomba
messaggera di pace.
Dall'alto dei tetti
accompagna il tramonto
aspettando il domani
per lei un altro giorno.
Anima inquieta
dei nostri tempi
dolce essenza di fragilità
giocoliere dell'immaginazione,
artista
imprevedibile,
libera
i fantasmi
senza nome delle parole
sulle note di una melodia.
Io intuisco, amore, quant'è doglioso
l'affetto aver perduto dei più cari,
quant'attristato s'è il cuor voglioso
per quegl'amori fattisi assai rari.
L'animo nobile tuo avea creduto
ch'avrebbe sempre avuti e mai perduto.
L'illusione è grande, assai penosa
e accresce lo pensare chi in ciel riposa.
Colei che vesti d'Angelo ha indossato
stretta tienti la mano in ogni ora.
Guarda, ti dice: Il capo com'è ornato
dei più bei fiori e come giglio odora.
Di me non t'attristare: Sono beata,
vivo il riposo eterno: Dissetata;
Un posto accanto a me t'ho riservato
di luce luminosa tutt'ornato.
Intanto resta lì, tra le tue perle
alfin che la tua luce ancor le lustri,
in ansia più di tanto non tenerle,
a chi t'ha tolto affetto amor dimostra.
Angoscia tanta e tanta n'hai provata;
ascolta ora me, la tua adorata:
Resta distesa ognor ch'io son felice,
tale sarò ancora se tu stai in pace.
Quando in casa poco c'era
Si giocava e si rideva,
ora che zeppo è ogni loco
né si ride né si gioca.
Tutto quanto appare poco
e sia il riso sia il giuoco
tramutati sono in fuoco.
Le bevande e vettovaglie
Fan salire altre voglie
e niuno è più contento
Di benessere cotanto.
C'è, perciò, solo lagnanza
Per la scelta e l'abbondanza.
Sol li nonni e li bisnonni
Con gli zii già ottantenni
Dirimpetto sono al fuoco
Ben contenti di quel poco
Chè rammentano che c'era
Gran miseria da mane a sera.
Ricordano il passato,
sanno quanto ch'è costato,
sanno quanti patimenti
san le pene e i tormenti.
E, perciò, quel caldo fuoco
Per quanto appar poco
Dona loro giovamento
e al corpo e alla mente.
Ogni tanto un guardo sbieco
Come dir: dico e non dico.
State attenti, o voi scontenti,
Che potreste ai vostri denti
Solo offrire un po' di pane,
Senza pranzi e scarse cene
Come quando per luce c'era
La candela di scarna cera.