L'amore è!
L'Amore una soffice nuvola
dove riposare,
un prato fiorito dove sbocciare
un arcobaleno su cui scivolare...
... ed una lunga salita da sfidare.
Composta martedì 22 novembre 2011
L'Amore una soffice nuvola
dove riposare,
un prato fiorito dove sbocciare
un arcobaleno su cui scivolare...
... ed una lunga salita da sfidare.
La gente mi stanca.
È astratta, è come il sesso.
La gente è fatta solo di sesso.
Allo specchio l'astrattezza getta nell'oblio la facile felicità terrena.
Non è che una pacatezza, destinata a gravità e avidità.
Avidità, che ha portato i miei occhi ad ubriacarsi del marrone,
i primi occhi lignei che sentivo intrecciati ai miei.
Ora, che sono un'edera spezzata,
incendiami.
Il sole cala lentamente,
ormai sta scomparendo
e, mentre questo accade,
nel cielo un rosso appare.
Tra le nuvole
il cielo ancor si tinge
e, tra rossi, viola e lilla,
la prima stella brilla.
Appar quasi d'incanto,
con un baglior d'argento,
la luna che riflette
i raggi del sol partito.
Si è fatta notte ormai
e, fuor dalla finestra,
guardo la luna
che con un bel sorriso
mi dice:
- Buonasera!
Mente confusa e attonita,
difronte al lento scorrere del tempo...
La guardo assottigliarsi da lontano,
sembra oramai un corpo a sé...
Totalmente diversa da me...
Con il suo folle progetto di felicità ancora in vivo,
non è andata così come prevedeva o sperava
sulla lunga corsia della vita, e la
ricerca la lascerà morente alla deriva...
Ma lei non smetterà di battere...
E bisogna un po' fare i conti con la tua vita,
il tuo essere... Le scelte che ti cambieranno,
le esperienze che ti matureranno e
le idee che ti faranno sentire diverso...
perché alla vita ci pensi in una fredda notte di novembre,
con la paura per i ladri,
il film della settimana e
il dispiacere che sia solo un martedì...
Ci pensi quando non la senti più appartenere a te,
quando viscida
ti sfugge dalle dita,
è fredda,
come se si sentisse un estranea...
Non sa consolarti, ma ti resterà accanto...
Come una calda coperta,
che riscalda il tuo freddo inverno...
La luna è alta, riflette ogni cosa
ho detto a tutti che sei una stronza
ma mi chiedevo cosa fai
la luna è storta, si alzano le maree
avevo voglia di baciarti
ma non lo posso confessare
la luna è piena, spengo le candele
poteva essere una notte diversa
ma non lo sarà mai.
Quando la notte tace
e il buio illumina il mondo
vene azzurre
abbracciano la vita.
Un incendio nel cuore esplode
e ritmi di gioia
scandiscono il tempo dell'amore.
Un canto melodioso
si diffonde nel cielo
tra mille stelle
d'incandescente candore.
Sussurri si disperdono
nel bosco dell'incanto
e magiche alchimie
accompagnano le ore
verso una nuova alba.
Dolce è il pensiero
della tua esistenza.
Possente è
il mio grido di speranza.
Saturo è quest'attimo
di felicità.
Sotto un cielo
dipinto d'amore,
sopra questo mare incantato
di fantasiose brame,
la forza del tuo sorriso
riesce a stemperare
la mia amarezza.
Un bacio sussurrato
sulle amate gote
dolce immagine
di smarrita lacrima.
Nessuna ombra oscurerà più
la nostra storia
fatta di niente e di tutto.
E mentre il mondo grida
io rimarrò nel mio silenzio
alla ricerca di te.
Non parlarmi d'amore, mio diletto,
se la tua è voce di menzogna.
Non baciarmi con labbra incerte
che altre un giorno potrebbero rapire.
Le tue mani gentili non mi sfiorino
con carezze che già porgesti in dono.
Tra le tue braccia accoglimi soltanto
se sei certo di avvolgermi in eterno.
Non fare che il tuo corpo mi sostenga
se dovrai lasciarmi cadere.
Non discorsi o gesti io ti chiedo:
essi sono per natura mutevoli.
Appoggia solo il tuo cuore sul mio
e in esso leggerò la verità.
La voluttà brama nel ventre
percorso lievemente da mani invisibili
evanescente sensazione condivisa
tra vibrazioni ineffabili.
Simili a corde di un'arpa intonata,
fremiti silenziosi si espandono,
tra sospiri di gemiti sincronizzati
e rorido sudore che imperla la fronte
per divenire rugiada nell'umido giardino
emulsione di corpo e anima.
La fioritura dell'albero lentamente
s'innalza rigogliosa al cielo,
il fruscio delle larghe foglie
rinfresca dolcemente
e simili a dolci petali di rose
conducono all'oblio dell'irreale,
lambendo umilmente al nettare
che tanta dolcezza d'amore reca
tra urla di piacere di un mancato abbraccio.